Papa Ratzinger è morto, addio a Benedetto XVI: aveva 95 anni

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Il corpo sarà nella Basilica di San Pietro in Vaticano per il saluto dei fedeli dalla mattina di lunedì 2 gennaio. Eletto nel 2005, si dimise nel 2013: fu il primo Pontefice a ritirarsi in epoca contemporanea. L’infanzia in una cittadina “mozartiana” – come la chiamava lui – gli studi, la salita fino a San Pietro. Ma anche la malattia e le accuse di aver coperto abusi sessuali mentre era arcivescovo a Monaco. Chi era Benedetto XVI. I funerali si terranno giovedì 5 gennaio a San Pietro, presieduti da Papa Francesco

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La Chiesa in lutto: è morto Benedetto XVI. Il Papa emerito, all’anagrafe Josep Ratzinger, si è spento oggi 31 dicembre all’età di 95 anni (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA). Era malato da tempo. Il 28 dicembre 2022 Papa Francesco aveva lanciato un appello ai fedeli, richiamandoli alla preghiera per il suo predecessore: “Ricordarlo, è molto ammalato, chiedendo al Signore che lo consoli, che lo sostenga in questa testimonianza di amore alla Chiesa, fino alla fine”. I funerali saranno celebrati giovedì 5 gennaio, alle 9.30, in Piazza San Pietro e saranno presieduti da Papa Francesco, come ha riferito il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni. (LA FOTOSTORIA - TUTTI I VIDEO - LO SPECIALE). Il feretro del Sommo Pontefice Emerito sarà portato nella Basilica di San Pietro e quindi nelle Grotte Vaticane per la tumulazione.

L’annuncio della morte

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L’annuncio della morte di Ratzinger è stata data dal direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. "Con dolore informo che il Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9:34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano", ha detto. Il corpo del Papa Emerito sarà nella Basilica di San Pietro in Vaticano per il saluto dei fedeli dalla mattina di lunedì 2 gennaio.

Traunstein, il contesto “mozartiano”

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Joseph Ratzinger è nato a Marktl am Inn, nel territorio della Diocesi di Passau (Germania), il 16 aprile 1927. Come ricorda il sito Vatican.va, suo padre era un commissario di gendarmeria e proveniva da una famiglia di agricoltori della bassa Baviera. Le sue condizioni economiche erano abbastanza modeste. La madre invece era figlia di artigiani di Rimsting, sul lago di Chiem, e prima del matrimonio aveva lavorato come cuoca in diversi alberghi. Ratzinger ha passato la sua infanzia e la sua adolescenza a Traunstein, una piccola città vicino alla frontiera con l'Austria, a circa trenta chilometri da Salisburgo. Lui stesso definiva questo contesto “mozartiano”: qui ha ricevuto la sua formazione cristiana.

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Gli anni della sua adolescenza sono attraversati dalla Seconda guerra mondiale. Ricordò di aver visto il suo parroco bastonato dai nazisti prima della celebrazione della Santa Messa e di aver vissuto il clima di ostilità nei confronti della Chiesa cattolica in Germania. Negli ultimi anni fu arruolato anche nei servizi ausiliari antiaerei.

Il sacerdozio e l’insegnamento

Dal 1946 al 1951 studia alla Scuola superiore di filosofia e teologia di Frisinga e all'Università di Monaco. Viene ordinato sacerdote il 29 giugno del 1951. Un anno dopo, inizia a insegnare nella stessa scuola nella quale era stato studente, a Frisinga. In seguito, nel 1953, si laurea in teologia con questa dissertazione: “Popolo e Casa di Dio nella Dottrina della Chiesa di sant'Agostino". Nel corso della sua carriera ha insegnato a Bonn (1959-1969), a Münster (1963-1966) e a Tubinga (1966-1969). Dal 1969, per molti anni, è stato professore di dogmatica e di storia dei dogmi presso l'Università di Ratisbona dove ha ricoperto anche l'incarico di Vice Preside dell'Università.

Le pubblicazioni

La sua attività di studioso lo ha portato a svolgere incarichi all’interno della Conferenza Episcopale Tedesca e nella Commissione Teologica Internazionale. Ha poi pubblicato numerosi scritti, fra cui: "Introduzione al cristianesimo" (1968), il volume del 1973 “Dogma e Predicazione”, “Rapporto sulla fede” (1985), “Il sale della terra”, 1996. In occasione del suo 70esimo compleanno è stato inoltre pubblicato il libro “Alla scuola della Verità". Anche per via dei suoi studi, ha preso parte in qualità di “esperto” al Concilio Vaticano II.

Vescovo e cardinale

Viene nominato vescovo di München und Freising (Monaco e Frisinga) il 25 marzo 1977, da Papa Paolo VI. Riceve l'ordinazione episcopale il 28 maggio dello stesso anno: primo sacerdote diocesano ad assumere, dopo ottant'anni, il governo pastorale della Diocesi bavarese. Sempre Papa Paolo VI lo nomina Cardinale nel Concistoro del 27 giugno 1977. Il 25 novembre 1981 Giovanni Paolo II lo rende Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il 6 novembre 1998 assume l'incarico di Vice-Decano del Collegio Cardinalizio e il 30 novembre 2002 diventa Decano: riceve anche il Titolo della Chiesa Suburbicaria di Ostia.

Ratzinger diventa Benedetto XVI: è eletto Papa

Alla vigilia della sua elezione al Soglio Pontificio, nella Basilica Vaticana, celebra la Santa Messa "pro eligendo Romano Pontifice" insieme con i 115 Cardinali. È ormai celebre come ''custode della fede'' e capofila dell'ala ''conservatrice'' della Chiesa. Nel suo discorso parla della ''piccola barca del pensiero cristiano'', ''agitata da molte onde''. Alcuni esempi che aveva citato: “Marxismo, liberalismo, collettivismo, individualismo radicale, ateismo, un vago misticismo religioso, agnosticismo, sincretismo'' e ''dittatura del relativismo''. Poche ore dopo inizia il Conclave che lo eleggerà Papa, il 19 aprile del 2005. La sua elezione, ritenuta in linea con il predecessore Giovanni Paolo II, viene accolta con un boato dai 100mila fedeli presenti in piazza San Pietro e in attesa da ore sotto la pioggia. Ratzinger sceglie di chiamarsi Benedetto XVI in ricordo di Benedetto XV, Papa del primo conflitto mondiale. Commenta la sua elezione così: “Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare e agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere". Poco prima, in un’intervista alla Radio Vaticana, si era definito “un uomo semplice”: “È impossibile un autoritratto, è difficile giudicare se stessi. Io posso soltanto dire che vengo da una famiglia molto semplice, molto umile, e perciò non mi sento tanto cardinale".

La malattia e le dimissioni

Nel 2013 annuncia le dimissioni per via delle sue condizioni di salute: è il primo Pontefice a farlo in età contemporanea. L’ultimo ritiro risaliva al Medioevo (1294) a opera di Celestino V. Pronuncia la comunicazione in latino, davanti ai cardinali impegnati nel Concistoro ordinario in Vaticano per la canonizzazione dei circa 800 martiri di Otranto e di due monache spagnole. ''Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Ben consapevole della gravità di questo mio atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, successore di San Pietro, a me affidato per mano dei cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20.00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l'elezione del nuovo Sommo Pontefice”. Si apre così l’era di Papa Bergoglio. All’epoca, Benedetto XVI ha 86 anni ed è il Pontefice più anziano dell’ultimo secolo. Si ritira nell'ex monastero delle suore di clausura nei Giardini Vaticani, il ''Mater Ecclesiae'. Le sue condizioni si sono aggravate nel corso degli anni: nel 2020 il suo biografo, Peter Seewald, aveva accennato allo stato di salute sempre più precario dell’allora 93enne. Qualche mese dopo, secondo quanto riferito dal cardinale maltese Mario Grech, il Papa emerito aveva già qualche difficoltà a parlare.

“Nozze gay e aborto? Segni dell’anticristo”

Al 2020 risale la pubblicazione della sua biografia Ein Leben, mille pagine scritte dall’amico giornalista Peter Seewald. Il Papa emerito parlava di crisi della società contemporanea visibile – secondo la sua opinione – nel matrimonio omosessuale e nell’aborto, considerati da lui segni del “potere spirituale dell’Anticristo". Benedetto accusa soprattutto la rivoluzione degli anni ‘60-’70, responsabile a suo dire del decadimento morale della società e di una crisi irreversibile della Chiesa. "Cento anni fa – le parole di Benedetto riportate da La Repubblica – tutti avrebbero considerato assurdo parlare di un matrimonio omosessuale". Lo stesso vale per "l’aborto e la creazione di esseri umani in laboratorio". E ancora: "La società moderna è nel mezzo della formulazione di un credo anticristiano e se uno si oppone viene punito dalla società con la scomunica. La paura di questo potere spirituale dell’Anticristo è più che naturale e ha bisogno dell’aiuto delle preghiere da parte della Chiesa universale per resistere".

L’accusa di aver coperto abusi sessuali a Monaco

Nel corso della sua attività Ratzinger è stato coinvolto nello scandalo degli abusi sessuali avvenuti nell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga. Dopo aver respinto ogni accusa, il Papa emerito ha poi corretto la propria versione: ha ammesso di aver partecipato – in qualità di arcivescovo di Monaco – a una riunione dell’Ordinariato avvenuta il 15 gennaio del 1980, nel corso della quale venne discusso il caso di un sacerdote pedofilo in arrivo da un'altra diocesi tedesca. Le accuse sono inserite in un report presentato il 20 gennaio 2022 dallo studio legale Westpfahl-Spilker-Wastl: dal 1945 al 2019 le vittime di abusi sessuali sono state almeno 497, di queste il 60 per cento erano minori tra gli 8 e i 14 anni di età. Secondo il dossier sono 235 i responsabili degli abusi: 173 sacerdoti, 9 diaconi, 5 referenti pastorali e 48 persone dell'ambito scolastico. Delle quasi cinquecento vittime, 247 sono di sesso maschile. Ratzinger fu arcivescovo di Monaco dal 1977 al 1982 per poi diventare Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede (1982-2005). Ratzinger è accusato di “comportamenti erronei in quattro casi”. Quello a cui fa riferimento lui stesso è relativo al sacerdote della diocesi di Essen, padre Peter H., che nel 1980 fu trasferito a Monaco, perché accusato di pedofilia. Nel giugno del 2022, una vittima di quest’ultimo ha sporto denuncia contro Ratzinger. Benedetto XVI "aveva conoscenza della situazione e ha perlomeno preso in considerazione alla leggera che questo sacerdote potesse ripetere i suoi reati", si legge nella denuncia.  

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