Iran, al Jazeera: nessuna conferma su abolizione della polizia morale

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Il procuratore iraniano Montazeri aveva annunciato la fine delle attività della forza militare per il controllo dell'abbigliamento delle persone e, soprattutto, impiegata nell’arresto delle donne che non si coprivano il capo secondo i codici dettati dal regime della Repubblica islamica. Anche la tv di Stato iraniana frena

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"Non ci sono conferme sul fatto che il lavoro delle unità di pattugliamento, ufficialmente incaricate di garantire la 'sicurezza morale' nella società sia effettivamente terminato". Questo quanto scrive al Jazeera dopo le parole del procuratore generale iraniano Mohammad Jafar Montazeri che, alla vigilia della dodicesima settimana di proteste in Iran, a seguito della morte in custodia di Mahsa Amini, la 22enne arrestata dagli agenti di Teheran per aver indossato male il velo, aveva annunciato : "La polizia morale non ha niente a che fare con la magistratura, ed è stata abolita da chi l'ha creata". La tv di Stato iraniana in lingua araba Al-Alam, citata da Cnn che ha chiesto un commento ufficiale al ministero dell'Interno di Teheran, ha riferito: "Nessun funzionario della Repubblica islamica dell'Iran ha detto che la Guidance Patrol è stata chiusa".

 

Il ruolo della magistratura

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Forza militare per il controllo dell'abbigliamento delle persone e, soprattutto, impiegata nell’arresto delle donne che non si coprivano il capo secondo i codici dettati dal regime della Repubblica islamica, la polizia morale rappresenta uno dei simboli della repressione del regime degli ayatollah. Alcuni analisi avevano considerato l'annuncio una resa al movimento di protesta popolare che si registra nel Paese da tre mesi, anche se altri parlano di decisione limitata e presa troppo tardi. Il procuratore Montazeri aveva spiegato che la magistratura continuerà a vigilare sui comportamenti a livello comunitario e ha sottolineato che l'abbigliamento femminile continua ad essere molto importante, soprattutto nella città santa di Qom.

Hijab obbligatorio?

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Il portare lo hijab (il velo islamico) in modo sbagliato, "specialmente nella città santa di Qom, è una delle principali preoccupazioni della magistratura e della nostra società rivoluzionaria” aveva sottolineato Montazeri, “ma va notato che l'azione legale è l'ultima risorsa e le misure culturali precedono qualsiasi altra". Il procuratore generale aveva anche sottolienanto che a breve, entro due settimane al massimo, il Parlamento e il Consiglio Supremo della Rivoluzione Culturale annunceranno la loro opinione sulla questione dello jihab obbligatorio. 

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