India, la Corte Suprema riconosce l'aborto per tutte

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In una sentenza storica si stabilisce che anche le donne non sposate potranno accedere all’interruzione di gravidanza. Al centro anche il diritto alla salute riproduttiva e alla dignità come piena autodeterminazione. Ecco quali sono le novità promosse dai giudici supremi

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Mentre nel mondo l’ombra dei divieti si allunga sul diritto all’aborto, a New Delhi si fanno grandi passi avanti sul fronte dell’autodeterminazione delle donne. Il più alto organo giurisdizionale dell’India ha ribaltato la vecchia legge in materia di interruzione di gravidanza. D’ora in poi anche le nubili potranno ricorrere al trattamento in modo legale, ma la sentenza è anche un piccolo manifesto in cui si parla di salute riproduttiva a 360 gradi.

 

Gli ultimi cinquant'anni 

Fino al 29 settembre il testo di riferimento che faceva da bussola era il Medical Termination of Pregnancy Act, una normativa promulgata nel 1971 che secondo la Corte Suprema non rispecchia più la fisionomia dell’India di oggi. “La legge non può ignorare che nella società siano stati introdotti significativi cambiamenti”, insistono i relatori e ancora: “Quando la realtà sociale cambia, anche la legge deve modificarsi”, sottolineano. Con queste premesse i giudici di quella che è a tutti gli effetti la suprema autorità giudiziaria del Paese hanno giustificato i grandi cambiamenti in materia di diritti. Il più significativo è sicuramente l’equiparazione tra donne nubili e coniugate. Alle donne non sposate era infatti storicamente interdetto l’accesso all’interruzione di gravidanza. Una discriminazione dettata dallo “stigma” che ha sempre circondato questa categoria e più in generale il sesso prematrimoniale. Il testo scandisce a chiare lettere che è necessario “superare l’istituzione del matrimonio come fonte di diritti” e apre un nuovo capitolo nella storia dell’India, in cui l’aborto sarà per tutte. Saranno garantiti anche gli aborti dovuti a rapporto non consensuali con il coniuge. Inoltre, l’identità delle minori vittime di abusi sarà protetta. 

Non solo aborto

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La sentenza tocca anche temi limitrofi, occupandosi più in generale della salute sessuale e riproduttiva della donna. Il diritto alla contraccezione e alla scelta del numero di figli è uno dei passaggi importanti, in cui si fa riferimento in modo particolare al benessere psicologico e alle gravi conseguenze che una gravidanza indesiderata può avere sulla vita di una donna e su quella del nascituro. Educazione e informazione sono un altro punto dirimente del testo: per decidere liberamente le donne devono essere a conoscenza dei loro diritti, tema non scontato in un Paese in cui i casi di baby-spose sono molto diffusi e associati all’altro fenomeno che mette a rischio l’esercizio delle libertà delle donne: l’abbandono scolastico.

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