Spagna, il congedo mestruale di 3 giorni divide il governo

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Con l'ok alla legge quello iberico sarebbe il primo il Paese europeo ad avere una norma simile. Ma sulla proposta la maggioranza si spacca

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Il dibattito pubblico in Spagna si è acceso dopo la proposta del ministero delle Pari Opportunità di inserire il riconoscimento con una nuova legge di congedi mestruali a donne con cicli particolarmente dolorosi.  L'iniziativa renderebbe il Paese iberico il primo in Europa con una norma simile. Per ora è "in discussione" tra diversi ministeri, e il confronto si è animato anche all'interno della maggioranza.

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Tra le file del governo, infatti, c'è chi si mostra dubbioso sull'efficacia dell'iniziativa per garantire pari diritti alle donne. Questa è, per esempio, l'opinione della vicepremier e ministra dell'Economia, la socialista Nadia Calviño, una delle esponenti più influenti dell'esecutivo spagnolo. Per Calviño, il governo "non adotterà mai misure che possano provocare una stigmatizzazione delle donne", come ha dichiarato ai media iberici nella giornata di ieri.

La ministra del Lavoro: "Bisogna adottare politiche di genere nel mondo del lavoro"

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Di opinione opposta Yolanda Díaz, anche lei vicepremier nonché ministra del Lavoro, che rappresenta nel governo la formazione Unidas Podemos. "Bisogna adottare politiche di genere nel mondo del lavoro e questa "lo è", ha affermato, "sono completamente a favore". Pareri in contrasto sono stati espressi anche dai due principali sindacati, UGT e Comisiones Obreras. Oggi, in risposta alla domanda di un cronista nel corso di una conferenza stampa incentrata su altre questioni, la portavoce del governo Isabel Rodríguez si è limitata a confermare che la norma sarà discussa martedì prossimo in Consiglio dei Ministri e che "amplierà diritti". 

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