Oxfam: i 10 uomini più ricchi del mondo hanno raddoppiato il patrimonio durante pandemia

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Il rapporto pubblicato dall'organizzazione impegnata nella lotta alle disuguaglianze evidenzia come l'emergenza sanitaria legata al coronavirus abbia aumentato il divario tra ricchi e poveri. Affronta anche temi come la condizione delle donne e la disparità nell’accesso ai vaccini anti- covid con uno sguardo anche al nostro Paese

 

Per i dieci uomini più ricchi del mondo la pandemia è stata l’occasione per aumentare ancora di più le proprie ricchezze mentre si stima che 163 milioni di persone siano cadute in povertà. È quanto emerge dal rapporto “La pandemia della disuguaglianza” pubblicato oggi da Oxfam in occasione dell'apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos, che quest'anno si terranno in forma virtuale. 

Il rapporto Oxfam

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Nei primi 2 anni di pandemia i dieci uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni, passati da 700 a 1.500 miliardi di dollari, al ritmo di 15.000 dollari al secondo, ossia 1,3 miliardi di dollari al giorno. Nello stesso periodo si stima che 163 milioni di persone siano cadute in povertà proprio a causa dell'emergenza sanitaria dovuta al coronavirus.

"Già in questo momento i 10 super ricchi detengono una ricchezza sei volte superiore al patrimonio del 40% più povero della popolazione mondiale, composto da 3,1 miliardi persone'' afferma la direttrice di Oxfam Gabriela Bucher. Basti pensare che il surplus patrimoniale del solo Jeff Bezos nei primi 21 mesi della pandemia (+81,5 miliardi di dollari) equivale al costo completo stimato della vaccinazione (due dosi e booster) per l’intera popolazione mondiale.

“Il virus della diseguaglianza”

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''È il virus della disuguaglianza, non solo la pandemia, a devastare così tante vite -  sottolinea Oxfam - Ogni 4 secondi 1 persona muore per mancanza di accesso alle cure, per gli impatti della crisi climatica, per fame, per violenza di genere. Fenomeni connotati da elevati livelli di disuguaglianza''. Le donne che hanno subito gli impatti economici più duri della pandemia, hanno perso complessivamente 800 miliardi di dollari di redditi nel 2020, un ammontare superiore al pil combinato di 98 Paesi, e ''stanno affrontando un aumento significativo del lavoro di cura non retribuito, che ancora oggi ricade prevalentemente su di loro''.

L’ occupazione femminile

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Mentre l'occupazione maschile dà segnali di ripresa, si stimano per il 2021 13 milioni di donne occupate in meno rispetto al 2019. "Le banche centrali hanno pompato miliardi di dollari nei mercati finanziari per salvare l’economia, ma gran parte di queste risorse sono finite nelle tasche dei miliardari che cavalcano il boom del mercato azionario -  aggiunge Bucher -. Alcuni settori hanno beneficiato della crisi con conseguenze avverse per troppi, come nel caso del settore farmaceutico, fondamentale nella lotta alla pandemia, ma succube alla logica del profitto e restio alla sospensione temporanea dei brevetti e alla condivisione di know how e tecnologie necessarie per aumentare la produzione di vaccini Covid e salvare vite anche nei contesti più vulnerabili del pianeta”.

I vaccini e le case farmaceutiche

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Mentre i monopoli detenuti da Pfizer, Biontech e Moderna hanno permesso di realizzare utili per 1.000 dollari al secondo e creare 5 nuovi miliardari, meno dell'1% dei loro vaccini ha raggiunto le persone nei Paesi a basso reddito. La percentuale di persone con Covid-19 che muore a causa del virus nei Paesi in via di sviluppo è circa il doppio di quella dei Paesi ricchi, mentre ad oggi nei Paesi a basso reddito è stato vaccinato appena il 4,81% della popolazione.

"La disuguaglianza non è una fatalità ma il risultato di precise scelte politiche - continua Bucher - non solo i nostri sistemi economici ci hanno reso meno sicuri di fronte a questa pandemia, ma consentono a chi è estremamente ricco di beneficiare della crisi. Non è mai stato così importante intervenire sulle sempre più marcate ingiustizie e iniquità".

La situazione in Italia

La pandemia, aggiunge poi Oxfam, "ha aggravato le condizioni economiche delle famiglie italiane e rischia di ampliare a breve e medio termine i divari economici e sociali preesistenti. Nel primo anno di convivenza con il coronavirus in Italia è cresciuta la concentrazione della ricchezza". La quota, in lieve crescita su base annua, di ricchezza detenuta dal top (1%) supera oggi di oltre 50 volte quella detenuta dal 20% più povero dei nostri connazionali. Il 5% più ricco degli italiani deteneva a fine 2020 una ricchezza superiore a quella dell’80% più povero.

I 40 miliardari italiani più ricchi posseggono oggi l’equivalente della ricchezza netta del 30% degli italiani più poveri (18 milioni di persone adulte). Nel biennio 2020-2021 le famiglie più povere sono state incapaci di intercettare la significativa crescita del risparmio registrata durante la pandemia. Alla riduzione delle spese per consumi è corrisposto nel 2020 un significativo aumento dell’incidenza della povertà assoluta. Oltre 1 milione di individui e 400.000 famiglie sono sprofondati in povertà. 

La classifica degli italiani più ricchi

Guardando ai dati in tempo reale della rivista patinata statunitense, nel 2021 sono undici le new entry italiane alla lista dei più ricchi, dominata da tempo dai patrimoni a doppia cifra miliardaria di Leonardo del Vecchio (Luxottica), Giovanni Ferrero (Nutella) e Stefano Pessina. Nella nuova classifica aggiornata sono indicati come nuove aggiunte John Elkann (due miliardi di dollari di patrimonio personale), Sergio Stavanato (1,9 miliardi), Giuliano e Marina Caprotti (1,7 miliardi ciascuno), Antonio ed Emma Marcegaglia (1,4 miliardi ciascuno), e a seguire (ma tutti sopra il miliardo di dollari) Nerio Alessandri, Simona Giorgetta, Enrico Preziosi, Marco e Veronica Squinzi. 

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