Il 2022 del Partito Repubblicano, tra rosee prospettive e l’incognita Donald Trump

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Valentina Clemente

©Ansa

L'Election Day del 2020 è solo un ricordo, ora è tempo di Midterms: il Partito Repubblicano si proietta a novembre 2022, rafforzato dalla vittoria in Virginia lo scorso anno. Un'elezione, quella nell'Old Dominion, che ha fatto preoccupare Joe Biden: proprio in Virginia, nel 2020, i Democratici avevano superato i Repubblicani di 10 punti. Il GOP è pronto a tornare, più forte di prima. Ma c'è un'incognita: Donald Trump. Il Tycoon influenzerà il Partito? Si ricandiderà? Ne abbiamo parlato con alcuni esperti 

 

La forza ritrovata di Trump: il fallimento dell'amministrazione Biden ed essere stato escluso dai social

"Donald Trump? La sua posizione si è rafforzata nell'ultimo anno, nonostante tutto quello che è successo. Credo che questo sia accaduto per due motivi: il fallimento dell'Amministrazione Biden e l'esclusione di Trump dalle piattaforme social. Ora parla solo attraverso comunicati, non scrive tutto quello che gli passa per la testa, come faceva quando aveva accesso a Twitter. È seguito da una squadra di professionisti e ogni comunicato viene controllato". Ralph Reed,  fondatore e presidente della Faith & Freedom Coalition, risponde così alla mia domanda "Donald Trump è pù forte oggi rispetto a un anno fa?". Reed conosce bene le dinamiche della politica americana e del Partito Repubblicano: è stato Senior Advisor per le campagne Bush-Cheney sia nel 2000 che nel 2004 e, come presidente del Partito Repubblicano della Georgia, ha guidato il Partito Repubblicano alla sua più grande vittoria della storia, aiutando a eleggere il primo governatore repubblicano e il terzo senatore degli Stati Uniti dall'era della Ricostruzione.

Il 2022 sarà un anno ottimo per il Partito Repubblicano

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"Se, da un lato, Joe Biden non è riuscito a rispettare gli obiettivi che si era prefissato di raggiungere dal primo giorno della sua presidenza, dall'altro i social media, che hanno bloccato dalle loro piattaforme Donald Trump, di fatto lo hanno aiutato. Quindi gli americani si chiedono: Joe Biden è veramente il Capo di Stato di cui avevamo bisogno? Si sentono già traditi e i risultati delle elezioni in Virginia ne sono una conferma di questo malcontento generale. Che sicuramente si rifletterà nelle Midterm Elections di novembre 2022. Il 2022 sarà un anno straordinario per il Partito Repubblicano. Non voglio parlare a nome del Presidente Trump e non so se ha già preso una decisione, ma se dovesse candidarsi nel 2024 il risultato sarà formidabile" aggiunge Reed.

 

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"Non mi occupo di previsioni e 10 mesi sono un'eternità per la politica americana e quella di qualsiasi altra nazione" dice Reed "ma penso sarà un anno ottimo (per i repubblicani): abbiamo candidati molto bravi, penso che riusciremo a riconquistare il controllo della Camera. Ho qualche interrogativo sul Senato, perché entrambi i partiti possono farcela. Ma abbiamo così tanti candidati di qualità, penso che la nostra base sia entusiasta e che i democratici, purtroppo per loro, si siano organizzati male: si sparano addosso, sembrano non riuscire a risolvere i problemi. Non fanno altro che litigare tra loro senza risolvere i problemi del Paese."

 

La sfida del Partito Repubblicano nel 2022? Convincere gli indecisi

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"Sono convinto che il 2022 sarà un anno molto positivo per il Partito Repubblicano. Ma credo che sia fondamentale convincere gli elettori indecisi, chi si è allontanato dalla politica. Molti elettori si sono avvicinati al Partito nel 2016 perché sostenevano Donald Trump e hanno votato per lui. Altri proprio nel 2016 si sono allontanati ma sono tornati nel 2020. È pur vero che se Donald Trump riesce a costruire una squadra vincente che gli permette una solida candidatura nel 2024, questo gli darà più forza all'interno del Partito. C'è chi lo sostiene ancora, ma c'è anche chi non lo sopporta più. E per il GOP questo è un problema. Quindi l'obiettivo è riavvicinare i Repubblicani alla politica del Partito, indipendentemente da Donald Trump. Sono convinto, però, che le elezioni di Miterm andranno bene per il Partito Repubblicano".  

Jason M.Shepherd è un esperto di politica americana: da tempo nel Partito repubblicano della Georgia, ha lavorato con Newt Gingrich quando era Speaker, durante la Presidenza Clinton. 

"Ora si parla quasi di una religione nel Partito Repubblicano: ci sono credenti ed eretici. Chiunque non sia disposto a seguire Trump al 100%, o voglia metterlo in discussione, è un RINO" (Republican in Name Only)" ha aggiunto Shepherd.

Il GOP punta, quindi, alle Midterm Elections, con la consapevolezza che sarà un anno dai risultati molto buoni.

 

 

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