Migranti morti nella Manica, scontro Francia-Uk: Parigi annulla l'incontro di domenica

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Cresce la tensione dopo il naufragio in cui hanno perso la vita almeno 27 persone nel Canale che divide i due Paesi. Il ministro dell’Interno francese annulla vertice previsto per il 28 novembre con l'omologa inglese: “Lettera di Johnson inammissibile”. Il premier Uk aveva chiesto a Macron di riportare tutti i migranti in Francia per scoraggiare nuove partenze

 

Continua a crescere la tensione tra Londra e Parigi dopo il naufragio nella Manica, dove mercoledì 24 novembre hanno perso la vita almeno 27 migranti, tra cui tre bambini e una donna incinta, che – partiti da Calais – cercavano di raggiungere il Regno Unito. Proprio a Calais, il prossimo 28 novembre, si sarebbe dovuto tenere un incontro per discutere del tema migranti tra il ministro francese dell’Interno Gerald Darmanin e Priti Patel, la corrispettiva britannica. Darmanin ha ritirato l’invito a Patel sulla scia delle dure parole che il premier inglese Boris Johnson ha scritto al presidente francese Emmanuel Macron, dove – tra le altre cose – si chiedeva a Parigi di riportare in Francia tutti i migranti che hanno attraversato il Canale della Manica, così da scoraggiare future partenze.

“Lettera inammissibile”

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Il dietrofront del ministro francese Darmanin è accompagnato da una netta presa di posizione riguardo alla lettera di Johnson, ritenuta "inammissibile e contraria alle discussioni tra le parti". In un messaggio inviato a Patel, Darmanin scrive che, se la lettera da sola è già una “delusione”, il fatto di averla resa pubblica "è ancora peggio". “Propongo di mettere in atto un accordo bilaterale di riammissione per consentire il rimpatrio di tutti i migranti illegali che attraversano la Manica”, ha scritto il premier britannico al presidente francese, scatenando la crisi diplomatica. Al vertice del 28 novembre erano stati chiamati a partecipare anche Belgio, Germania, Paesi Bassi e Commissione europea.

"Necessaria cooperazione europea"

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Dopo la tragedia e un iniziale scambio di accuse, sembrava che Macron e Johnson stessero lavorando per raggiungere una soluzione condivisa. Il presidente francese aveva espresso il cordoglio del suo Paese per “quelle donne e quegli uomini che hanno perso la vita in mare per fuggire la miseria, l'oppressione politica, l'assenza di libertà”, assicurando che avrebbe messo in piedi gli sforzi necessari “per rintracciare e condannare i responsabili che sfruttano la miseria e la sofferenza”. Macron aveva così invocato la necessità di una "cooperazione europea più forte" per proteggere i migranti dalle reti di trafficanti, a cominciare dalla Gran Bretagna. Nel primo colloquio telefonico dopo la strage, Macron e Johnson si erano detti concordi "sull'urgente necessità di aumentare gli sforzi congiunti per impedire gli attraversamenti” nella Manica, ha affermato un portavoce di Downing Street. 

La strage nella Manica

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La procura della città di Lille ha fatto sapere che i 27 migranti morti mentre attraversavano il Canale della Manica sarebbero 17 uomini, sette donne e tre bambini. Due i sopravvissuti, recuperati in gravi condizioni di ipotermia. A Calais sono stati fermati cinque presunti trafficanti. Subito dopo la notizia della strage, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha parlato della necessità di agire per far sì che eventi simili non si ripetano. Quanto successo a Calais, ha detto Sassoli, è solo "l'ultima di una lunga serie di tragedie avvenute nei mari che circondano l'Europa".

Le tensioni sulla pesca

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Alla questione migranti si aggiunge il dossier sulla pesca, che da tempo complica i rapporti diplomatici tra Francia e Gran Bretagna. I pescatori francesi hanno annunciato per oggi, venerdì 26 novembre, un blocco del traffico merci in tre porti della Manica e nel tunnel sottomarino che collega i due Paesi. La protesta vuole ottenere la concessione rapida da parte di Londra delle licenze di pesca post-Brexit, nelle acque che dividono Francia e Gran Bretagna.

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