Usa, la Russia inserita nella lista nera dei Paesi che violano la libertà religiosa

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Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha annunciato l’elenco dei Paesi che violano l’International Religious Freedom Act. Su raccomandazione della United States Commission on International Religious Freedom c’è anche Mosca, dove “le condizioni della libertà religiosa continuano a deteriorarsi. Il governo prende di mira le minoranze religiose ‘non tradizionali’ con multe, detenzioni e accuse penali con il pretesto di combattere l'estremismo”

Gli Stati Uniti hanno aggiunto la Russia nella lista nera degli Stati che non rispettano la libertà religiosa, come raccomandato dalla United States Commission on International Religious Freedom. Lo ha annunciato il segretario di Stato americano Antony Blinken, che come ogni anno ha diffuso la lista dei Paesi che violano l’International Religious Freedom Act: “Gli Stati Uniti non rinunceranno al loro impegno a difendere la libertà di religione o di credo per tutti e in ogni Paese. In troppi posti nel mondo, continuiamo a vedere i governi perseguitare, arrestare, minacciare, incarcerare e uccidere individui semplicemente per aver cercato di vivere la propria vita in accordo con le proprie convinzioni”.

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Nel suo report annuale, utilizzato poi dal Segretario di Stato per le designazioni definitive, la United States Commission on International Religious Freedom aveva scritto: “Le condizioni della libertà religiosa in Russia continuano a deteriorarsi. Il governo prende di mira le minoranze religiose ‘non tradizionali’ con multe, detenzioni e accuse penali con il pretesto di combattere l'estremismo. La legislazione russa criminalizza l'’estremismo’ senza definire adeguatamente il termine, consentendo allo Stato di perseguire una vasta gamma di attività religiose non violente”.

Come funziona la lista

Nella lista degli Stati che non rispettano la libertà religiosa ci sono due elenchi diversi: le Countries of Particular Concern e la Special Watch List. Il primo, spiega l’Uscirf, contiene quei Paesi in cui avvengono “sistematiche, continue ed eclatanti violazioni della libertà religiosa”, il secondo i Paesi in cui i governi “attuano o tollerano violazioni della libertà religiosa, ma non raggiungono i livelli delle CPC (sistematiche, continue ed eclatanti)”.

Le designazioni del 2021

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Nel comunicato ufficiale sulle designazioni del Segretario di Stato Blinken si legge: “Designo la Birmania, la Repubblica popolare cinese, l'Eritrea, l'Iran, la RPDC (Corea del Nord, ndr), il Pakistan, la Russia, l'Arabia Saudita, il Tagikistan e il Turkmenistan come Countries of Particular Concern, per aver commesso o tollerato “violazioni sistematiche, continue ed eclatanti di libertà". Inserisco anche Algeria, Comore, Cuba e Nicaragua in una Special Watch List per i governi che hanno commesso o tollerato "gravi violazioni della libertà religiosa". Infine, designo al-Shabab, Boko Haram, Hayat Tahrir al-Sham, gli Houthi, ISIS, ISIS-Greater Sahara, ISIS-West Africa, Jamaat Nasr al-Islam wal-Muslimin e i talebani come Entities of Particular Concern (entità di particolare interesse).

“Sfide alla libertà religiosa esigono un impegno globale”

“Le sfide alla libertà religiosa nel mondo di oggi sono strutturali, sistemiche e profondamente radicate. Esistono in ogni Paese - si legge nel comunicato di Blinken - Esigono un impegno globale sostenuto da tutti coloro che non sono disposti ad accettare l'odio, l'intolleranza e la persecuzione come status quo. Richiedono l'urgente attenzione della comunità internazionale. Continueremo a esercitare pressioni su tutti i governi affinché pongano rimedio alle carenze nelle loro leggi e pratiche e per promuovere la responsabilità per chi commette gli abusi. Gli Stati Uniti proseguono nell’impegno a lavorare con i governi, le organizzazioni della società civile e i membri delle comunità religiose per promuovere la libertà religiosa in tutto il mondo e affrontare la difficile situazione di individui e comunità che subiscono abusi, persecuzioni e discriminazione a causa di ciò in cui credono o in cui non credono”.

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