Polonia contro l'Ue: pronti a difenderci con tutte le armi sullo stato di diritto

Mondo

Gianluca Ales

von der leyen morawiecki ansa

In un'intervista al Financial Times il presidente polacco accusa l'Europa di volere la "terza guerra mondiale". La risposta di Bruxelles: tra noi non c'è posto per retorica bellica

Sono parole di fuoco, quelle di Mateusz Morawiecki, e cadono in un momento in cui i rapporti tra Varsavia e Bruxelles sono ai minimi storici. In un’intervista rilasciata al Financial Times il presidente polacco ha infatti spinto sull’acceleratore e ha portato ai limiti della rottura le relazioni diplomatiche.

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In linea con l’Ungheria sul contrasto al fenomeno migratorio e capofila – sempre insieme a Budapest – dei 12 paesi che hanno richiesto il finanziamento all’Ue per costruire un muro che sigillerebbe la cosiddetta “rotta balcanica” dei migranti, di fronte al “nyet” opposto dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Layen, ha avviato un braccio di ferro con l’Europa.

Da un lato Bruxelles che usa la leva dei finanziamenti per ricondurre Polonia – e Ungeria – a più miti propositi, dall’altro Varsavia e Budapest che rivendicano la primazia della legge nazionale su quella europea.

Insomma, un dialogo tra sordi, che dopo l’intervista di Morawiecki non può che peggiorare. 

Una "terza guerra mondiale" diplomatica

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Al quotidiano finanziario britannico il presidente polacco infatti ha scandito un ultimatum: se la Commissione Ue "avvierà la terza guerra mondiale" sul tema del rispetto dello stato di diritto, ci difenderemo "con tutte le armi a nostra disposizione". Questa la sua risposta alla domanda se la Polonia sia pronta a porre il veto a decisioni critiche su una legislazione come il pacchetto climatico dell'Ue. 

  "Se qualcuno ci attaccherà in modo assolutamente ingiusto - ha aggiunto - ci difenderemo in ogni modo possibile. Riteniamo che questo sia già un approccio discriminatorio e un diktat" di Bruxelles. "Ma se peggiorerà, dovremo pensare alla nostra strategia".

Come se non bastassero queste figure retoriche guerrafondaie, Morawiecki ha aggiunto che l'Ue avanza richieste alla Polonia "puntando una pistola sulla tempia”.

MInaccia di "forti ritorsioni"

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Morawiecki ha ribadito che qualsiasi mossa per ridurre i "fondi di coesione" sarebbe accolta con forti ritorsioni. Il colloquio con il Financial Times si è svolto dopo una settimana in cui il presidente polacco ha avuto numerosi incontri con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e ha partecipato a un vertice di due giorni con i suoi colleghi leader dell'UE che includeva un dibattito sulla crisi polacca.

La risposta della Ue

"L'Unione europea è un progetto che ha contribuito con grande successo a stabilire una pace duratura tra i suoi Stati membri. Non c'è posto per la retorica di guerra nelle relazioni tra gli Stati membri o tra gli Stati membri e le istituzioni". Lo ha detto il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer,  ad una domanda sulle dichiarazioni del premier polacco, Mateusz Morawiecki, nell'intervista al Financial Times. Quanto al Piano per il Recovery polacco Mamer ha spiegato che "i contatti" tra Bruxelles e Varsavia sono costanti. Non c'è una nuova scadenza ma le discussioni proseguono". 

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