Croazia, a Karlovac arriva l'attraversamento pedonale in 3D. FOTO

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Le nuove zebre sono studiate per garantire una maggiore sicurezza dei pedoni: un effetto ottico che fa rallentare con più efficacia le auto. In sperimentazione già da qualche anno in altre parti del mondo, ha sollevato dubbi per le reazioni che possono provocare agli automobilisti

Un attraversamento pedonale in 3D è apparso un paio di giorni fa a Grabrika, cittadina croata nella regione di Karlovac. Tuttavia, guardandolo con un’angolazione diversa si può facilmente capire il trucco: si tratta di un semplice effetto ottico che ha l’obiettivo di far rallentare gli automobilisti facendogli credere che siano un rigonfiamento della strada. Grabrika diventa, così, la prima città della Croazia a sperimentare questo nuovo tipo di segnaletica che già da qualche anno fa discutere in tutto il mondo.

Il progetto del Consiglio cittadino

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“Molti bambini attraversano il passaggio pedonale per raggiungere la scuola”, ha spiegato Frane Kaleb, “la zebra è stata progettata da professionisti e con materiali già testati”. Kaleb parla a nome del Consiglio del distretto di Grabrika che ha proposto il progetto. Finanziato dal concorso cittadino ‘KAkvart’ indetto per trovare soluzioni che garantiscano una maggiore sicurezza dei pedoni, è stato possibile grazie all’uso della cosiddetta ‘plastica fredda’: un materiale caratterizzato dalla resistenza duratura e dall’effetto 3D, ottenuto usando sapientemente vernice bianca, grigia e nera.

I risultati nel resto del mondo

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La tridimensionalità delle zebre sono una novità per la Croazia, ma è una tecnica che si sta sperimentando già da qualche anno in tutto il mondo. Danimarca, Islanda, Giappone e la vicina Slovenia dal 2017 stanno conducendo studi sulla loro reale efficacia. Nella lista, anche l’Italia con Trieste, Molinella (Bologna), Vimercate (Monza) e Alassio. È proprio la cittadina in provincia di Savona ad aver portato alla luce alcune problematiche che hanno poi coinvolto anche il Ministero dei Trasporti: “Possono generare incertezza”, scrive in una nota del 2019, “Con conseguenti reazioni non prevedibili quali ad esempio brusche frenate o sterzate”. Quello che viene messo in dubbio non è quindi la sua efficacia per quanto riguarda la sicurezza dei pedoni, ma per quella degli automobilisti.

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