Covid, New York torna alla normalità: la Grande Mela riparte grazie ai vaccinati. VIDEO

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La rinascita della città, duramente colpita dalla pandemia con 1 milione e 82 mila contagiati e 34.400 vittime, è spinta dalla campagna di immunizzazione e dagli obblighi introdotti dal sindaco De Blasio. Ma il quadro non è omogeneo - raccontano alcuni cittadini a Sky TG24, con quartieri vaccinati al 94% e zone che si fermano poco sopra il 45%

Gli Stati Uniti l’8 novembre riaprono i loro confini ai viaggiatori internazionali completamente vaccinati, inclusi gli europei. Un segno di ripartenza fortemente legato alla campagna di immunizzazione anti Covid, che in molte aree del Paese ha dato una spinta verso il ritorno alla normalità. È il caso di New York - 9 milioni di abitanti, 1 milione e 82 mila contagiati, 34.400 vittime -, segnata da una pandemia che ha costretto la città a costruire un ospedale da campo a Central Park, ad avere una nave della Marina per accogliere altri malati davanti Manhattan e a trasformare i camion frigoriferi in obitori. Tuttavia nella Grande Mela, raccontano alcuni newyorkesi a Sky TG24, anche in tema di vaccini non mancano le disuguaglianze.

New York e i vaccini

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Quando sono arrivati i vaccini, in mezzo alle vie dello shopping costellate di negozi chiusi mentre migliaia di persone lasciavano la città per lavorare da casa e altrettante restavano disoccupate, i newyorkesi si sono messi in fila. Il tasso di vaccinazione, dapprima contenuto, è cresciuto quando sono cadute le limitazioni. Per dare un nuovo impulso alla campagna di immunizzazione, dopo aver stabilito l'obbligo di vaccino per i dipendenti comunali un mese fa il sindaco Bill De Blasio lo ha esteso a chiunque entrasse in un esercizio commerciale come cinema, palestre e ristoranti, e la quota è subito aumentata del 9%.

“L'immunizzazione è sempre stata disomogenea”

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Ma come in tutti gli Stati Uniti anche a New York esistono diseguaglianze: si passa ad esempio dal 94% di copertura di Sunset Park a Brooklyn, uno dei quartieri più vaccinati della città, fino al 47% del limitrofo Borough Park che invece ha il più basso tasso di vaccinazione di tutta la città. “L'immunizzazione è sempre stata disomogenea - racconta a Sky TG24 Sam - per via delle condizioni socioeconomiche, del colore della pelle o come in questo caso della religione che la rende una comunità particolarmente chiusa e diffidente”. Jonathan è in fila per un test, non crede ai vaccini e aspetta la pillola anti Covid. Eppure con le vaccinazioni la città ha riaperto, gli uffici sono tornati a popolarsi, stipendi e affitti sono nuovamente in crescita, la gente fa così tanti acquisti che si temono scaffali vuoti ben prima di Natale e a novembre, dopo un anno e mezzo di assenza, torneranno anche i turisti, almeno quelli vaccinati.

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