Elezioni in Iraq, vince la coalizione dello sciita Muqtada Al Sadr: "Basta corruzione"

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Con 73 seggi ottenuti su 329, la coalizione Sairoon guidata dal Movimento Sadrista si conferma prima potenza politica del Paese. Senza una maggioranza parlamentare, dovrà trovare un alleato per governare. Baghdad esulta: "L'Iraq è stato liberato". Al Sadr è famoso dal 2003, quando con il suo esercito combatteva gli statunitensi

È lo sciita Muqtada Al Sadr, leader del Movimento Sadrista, a vincere le elezioni in Iraq. Sui 329 disponibili, Sadr avrebbe ottenuto un “numero approssimativo di 73 seggi”, ha detto all’Afp un funzionario sadrista. Considerata favorita prima del voto che ha visto un’affluenza pari al 41% (minimo storico), la coalizione Sairoon, la cui fazione più importante è proprio il Movimento di Al Sadr, si conferma prima forza del Paese. Nessuno dei blocchi politici ha ottenuto la maggioranza in Parlamento, perciò per governare Al Sadr dovrà trovare degli alleati.

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I suoi sostenitori sono già scesi ieri sera in piazza Tahrir di Baghdad a festeggiare: “Oggi ci congratuliamo con il popolo iracheno per la vittoria del progetto di riforma guidato dal leader Muqtada Al Sadr. Oggi sentiamo che l'Iraq è stato liberato. Non provavamo questa sensazione dal 2003. Oggi l'Iraq è veramente libero dalla corruzione". Le elezioni del 10 ottobre erano state indette in seguito alle dimissioni anticipate del precedente primo ministro Adel Abdul Mahdi. Al Sadr si era schierato durante le proteste di ottobre e novembre 2019 al fianco dei manifestanti facendo leva sulle loro richieste. Se nelle elezioni del 2018 aveva ottenuto 54 seggi, gridando “basta corruzione” è arrivato ai 73 di quest’anno. Quella corruzione di un governo di cui anche alcuni suoi uomini facevano parte. 

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Al Sadr è uno degli uomini e dei religiosi più influenti del Paese. Divenne famoso nel 2003, quando il suo Esercito del Mahdi attaccava senza sosta a Baghdad i militari statunitensi dopo la destituzione del regime di Saddam Hussein. Alleato in gioventù con l’Iran per combattere la minaccia occidentale, ora a 48 anni promette al suo popolo un Iraq libero dalle influenze americane e iraniane. “Questo è il giorno del popolo iracheno”, ha annunciato Al Sadr in un discorso televisivo, “è il giorno della vittoria contro la corruzione, il terrorismo, le milizie, la povertà, l’ingiustizia e la schiavitù”.

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