Offensiva di Israele su Gaza con raid aerei e forze di terra. Fallisce mediazione egiziana

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Il bilancio delle vittime palestinesi è di almeno 119 morti, tra cui 31 bambini.  Scontri anche in Cisgiordania e in serata razzi lanciati dalla Siria. Domenica la riunione del Consiglio di sicurezza Onu. Erdogan: "Agisca subito, Israele terrorista"

Al quinto giorno di guerra con Gaza, Israele - nei più intensi bombardamenti finora condotti - ha puntato alla rete sotterranea dei miliziani costruita dopo lo scontro del 2014. Mentre continua il lancio di razzi dalla Striscia, circa duemila dall'inizio delle ostilità, la comunità internazionale assiste impotente all'escalation del conflitto: oggi è stato l'Egitto a chiedere un cessate il fuoco anche parziale per evacuare i feriti dalla Striscia, ma finora senza successo. E in serata tre razzi sono stati lanciati dal territorio siriano verso le alture del Golan. Uno, difettoso, è caduto in territorio siriano, e gli altri due nel sud del Golan, nelle vicinanze del villaggio agricolo israeliano di Ramat Magshimim. Sono esplosi in zone aperte e non hanno provocato danni. Lo ha riferito la televisione pubblica israeliana Kan. Domenica è prevista la riunione del Consiglio di sicurezza Onu.

Colpiti 150 obiettivi nel Nord della Striscia

Nella più grande operazione contro Gaza dall'inizio della nuova escalation militare (I MOTIVI), l’esercito israeliano ha spiegato di aver effettuato 50 'round' di bombardamenti terrestri e aerei in 40 minuti: colpiti oltre 150 "obiettivi sotterranei" nel nord della Striscia di Gaza. Parallelamente ai raid di circa 160 aerei, forze di terra, artiglieria e truppe corazzate si sono schierate lungo il confine e hanno sparato centinaia di proiettili di artiglieria e carri armati. L'obiettivo degli attacchi, si legge nel comunicato dell’esercito, era la rete dei tunnel sotterranei di Hamas, della quale "sono stati distrutti molti chilometri". "Avevo detto - ha ricordato il premier Benyamin Netanyahu - che avremmo colpito Hamas e gli altri gruppi terroristici con colpi significativi ed è quello che stiamo facendo. Ma non è ancora finita" Le milizie palestinesi hanno lanciato nella notte oltre 200 razzi: di questi, 30 sono ricaduti all'interno della Striscia. Sono circa 2mila, ha fatto sapere l'esercito israeliano, i razzi lanciati finora da Gaza verso Israele. Il bilancio nella Striscia, dice il ministero della Sanità di Gaza, è salito a oltre 119 morti (compresi 31 bambini), con oltre 800 feriti. 

Gli scontri in Cisgiordania

Il fronte di Gaza non è tuttavia l'unico. Alla vigilia del 15 maggio, data della 'Nakba' con cui i palestinesi ricordano la nascita dello Stato di Israele nel 1948 e il loro esodo, la Cisgiordania è stata teatro di nuovi scontri con l'esercito israeliano. Secondo fonti di Ramallah, i morti in incidenti avvenuti in varie località sono almeno dieci. A nord dimostranti libanesi si sono accalcati alla frontiera di Israele sconfinando per poi rientrare - incalzati dal fuoco di avvertimento dei tank israeliani - nel loro territorio. E anche in Giordania una folla di manifestanti si è radunata al confine con i Territori per manifestare solidarietà con "i fratelli palestinesi" al grido 'Con lo spirito e il sangue, ti riscatteremo, o Aqsa', in riferimento alla Moschea sulla Spianata a Gerusalemme.

Sale la tensione

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Continuano intanto i pesantissimi raid aerei israeliani contro le postazioni di Hamas, dopo la pioggia di razzi verso lo Stato ebraico (anche su Tel Aviv e vicino agli aeroporti israeliani). Ieri un'intera famiglia, compresi quattro bambini e la madre incinta, è rimasta uccisa in un bombardamento israeliano nella zona di Sheikh Zayed, nel nord di Gaza, che ha provocato almeno 11 morti e 50 feriti, secondo la ricostruzione dell'agenzia palestinese Wafa. Finora dalla Striscia sono piovuti su Israele oltre 2mila razzi, anche di nuova concezione, accompagnati dalla novità dei droni esplosivi. Razzi che hanno bersagliato il sud e le zone centrali del Paese. L'aviazione ebraica ha risposto con centinaia di attacchi, soprattutto contro la catena di comando e di intelligence di Hamas e della Jihad e contro i lanciatori di missili anti tank. In particolare è stata centrata una struttura dei servizi di Hamas con "dozzine di terroristi operativi" all'interno. Un edificio, hanno spiegato ancora i militari, che serviva come comando principale per la sua rete di sorveglianza.

Fallita la mediazione egiziana

Gli scontri proseguono e una soluzione appare lontana. La delegazione della sicurezza egiziana che ha incontrato ieri funzionari israeliani "non è riuscita a ottenere risultati positivi nel fermare gli attacchi israeliani" contro Gaza e i palestinesi a Gerusalemme "in cambio dell'arresto del lancio di razzi da Gaza e dell'annuncio di una tregua, anche temporanea": lo ha riferito una fonte ben informata al Cairo. "Israele ha rifiutato tutte le iniziative e le mediazioni" proposte "sia dall'Egitto che da altri Paesi", ha detto la fonte, riferendo che la parte israeliana insiste "per un'operazione militare su larga scala" dopo la quale "si può tornare a negoziati. Israele vuole raggiungere obiettivi specifici, attaccando la Striscia di Gaza prima del cessate il fuoco, inclusa la distruzione del potenziale esercito della resistenza palestinese, in particolare il movimento di Hamas", e l'eliminazione "di un certo numero di leader del movimento", ha detto ancora la fonte prevedendo che "l'operazione militare israeliana potrebbe durare diversi giorni".

Le reazioni internazionali

Sul fronte internazionale si registra anche la presa di posizione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. "Il Consiglio di sicurezza - ha detto - deve prendere rapidamente delle misure nel quadro delle risoluzioni dell'assemblea generale dell'Onu per la pace a Gerusalemme. È un dovere di tutta l'umanità resistere agli attacchi di Israele contro le città palestinesi e Gerusalemme". Erdogan è tornato a definire Israele uno "Stato terrorista". Da Ramallah, la presidenza di Abu Mazen ha lanciato un appello all'amministrazione Usa di Joe Biden ad intervenire "immediatamente e rapidamente per fermare l'aggressione israeliana prima che le cose vadano fuori controllo". Il presidente francese Macron ha ribadito in un colloquio con Netanyahu il suo "irriducibile attaccamento alla sicurezza di Israele e il suo diritto a difendersi". Ed ha espresso "preoccupazione per le popolazioni civili a Gaza".

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