Conflitto Israele-Hamas, oltre 30 morti. Colpite torri di Gaza, lanciati razzi su Tel Aviv

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Continua a salire la tensione. In azione 80 velivoli israeliani. Ucciso comandante di Hamas. A Lod, vicino a Tel Aviv, un manifestante arabo è stato colpito da un colpo di arma da fuoco ed è deceduto in ospedale. L'Ue chiede lo stop immediato delle violenze. Ma Netanyahu annuncia: "Abbiamo deciso di accrescere ancora di più la potenza e il ritmo degli attacchi"

Lo scontro tra Israele e Hamas si fa sempre più aspro e sanguinoso. Dopo un raid dello Stato ebraico contro un edificio di un quartiere residenziale di Gaza City, Hamas, che aveva chiesto di non attaccare le torri civili, ha risposto lanciando razzi su Tel Aviv (130 secondo l'ala militare), con gente che è corsa per strada al suono delle sirene di allarme nell'intera area metropolitana. Durante un bombardamento contro Holon, area urbana a sud di Tel Aviv, sono rimaste ferite alcune persone e nelle immediate vicinanze è stato colpito anche un bus che però era vuoto. A Rishon le-Zion, nella stessa zona, è stato colpito un edificio ed è morta una donna. Violenti incidenti si stanno verificando anche a Lod e a Ramle, cittadine miste nel centro di Israele, con sinagoghe, negozi e auto date alle fiamme da arte di dimostranti arabi. In particolare, secondo la tv Canale 12  sono 3 le sinagoghe incendiate a Lod e molte le auto. La stessa fonte ha riferito che la polizia sta scortando alcuni "residenti ebrei terrorizzati" via dalle loro case. Il ministro della Difesa Benny Gantz ha inviato rinforzi a Lod e in altre città.

Annullati gli atterraggi all'aeroporto Ben Gurion

Le scuole nel sud e nel centro di Israele saranno chiuse il 12 maggio, da Herzliya verso sud. Tutti gli atterraggi all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv sono stati annullati per il momento, per consentire alle batterie Iron Dome di intercettare i razzi palestinesi in arrivo. Aerei che si accingevano ad atterrare sono stati dirottati verso Cipro. Alcuni aerei in partenza hanno avuto ordine di prendere una rotta a nord di Tel Aviv. In precedenza, alla pioggia di razzi arrivati da Gaza, l'esercito israeliano ha risposto con decine e decine di attacchi contro obiettivi di Hamas e della Jihad islamica. Da una parte ci sono 28 morti (anche "dieci bambini", secondo le autorità di Gaza) e 175 feriti, tra cui importanti comandanti delle fazioni armate palestinesi. In Israele - protetto dal sistema di intercettazione anti missili Iron Dome - si contano invece tre vittime, tutte donne. Oltre alla donna deceduta a Rishon-le-Zion altre due sono state colpite da un razzo che ha centrato un edificio ad Ashkelon. I feriti, solo in questa città, sono più di 70, mentre l'intera popolazione del Sud di Israele è costretta nei rifugi (LE RAGIONI DELLO SCONTRO).

Gli Usa: "Basta uccidere civili"

"Bisogna porre fine alle deplorevoli morti di civili", è l'appello lanciato a israeliani e palestinesi dall'amministrazione Biden, preoccupata per l'escalation. La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha spiegato che gli Usa continuano a sostenere la soluzione dei due Stati nel conflitto israelo-palestinese. 

Il botta e risposta nella Striscia

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Nella Striscia è tornata l'atmosfera cupa delle guerre del 2012 e del 2014, mentre Hamas e la Jihad hanno esaltato la loro Operazione Spada di Gerusalemme - con un chiaro riferimento agli scontri sulla Spianata delle Moschee - che ha visto la cittadina costiera di Ashdod colpita da 40 razzi Grad. Su Ashkelon poi Hamas ha rivendicato il tiro dei muovi missili Sijeel, in grado a suo dire di evitare l'intercettamento dell'Iron Dome: "È una risposta - ha spiegato Hammed a-Rakeb, un dirigente di Hamas - ad attacchi lanciati in precedenza da Israele contro appartamenti dove si trovavano comandanti militari". Attacchi massicci "di una portata che non si vedeva da anni" sono stati lanciati dall'aviazione israeliana sulla Striscia. Lo ha riferito il portavoce militare Hidai Zilberman, precisando che sono entrati in azione 80 velivoli, compresi gli F-35. Secondo il portavoce militare israeliano Itay SilbermanIn, oltre 140 obiettivi militari sarebbero stati colpiti e 15 miliziani di Hamas uccisi. In uno dei raid sarebbe caduto anche Iyad Fathi Faik Sharir, secondo l'esercito di Israele comandante delle unità anticarro di Hamas.

Netanyahu: "Accresceremo ritmo attacchi"

Dopo una giornata di escalation, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha annunciato di aver deciso insieme all'apparato militare di "accrescere ancora di più la potenza e il ritmo degli attacchi" di quella che è stata chiamata Operazione Guardiani delle Mura. "Hamas - ha minacciato il premier israeliano - riceverà un colpo che non si aspetta". Per questo sono stati richiamati 5mila riservisti e schierati a ridosso del confine con Gaza la Brigata Golani e i tank della settima Brigata corazzata. "Tutti i comandi - ha incalzato il capo di stato maggiore Aviv Kochavi - devono prepararsi ad un conflitto più esteso senza limiti di tempo". 

Disordini a Lod, un arabo colpito a morte

A Lod gravi disordini erano avvenuti anche la scorsa notte. Il quotidiano Makor Rishon riferisce che dimostranti arabi hanno attaccato residenti ebrei in due rioni della città: due dimostranti sono stati feriti da colpi di arma da fuoco e uno di loro è deceduto poco dopo il ricovero in ospedale. Sarebbe stato colpito da un ebreo che temeva di essere linciato dai manifestanti dopo che avevano già attaccato un commissariato di polizia, un museo e un collegio rabbinico. E altri scontri tra arabi israeliani e polizia sono avvenuti oggi durante i funerali a Lod di una delle vittime di ieri sera. Tensioni anche a Ramle.

L'Ue chiede rilancio negoziati per soluzione pacifica

"Ciò che sta accadendo a Gaza, Gerusalemme est e nella Cisgiordania occupata è profondamente preoccupante per l'Unione europea e per gli Stati membri. Chiediamo una de-escalation, è questa la priorità per proteggere le vite dei civili. Il lancio dei missili da Gaza sui civili in Israele è totalmente inaccettabile", ha detto oggi Peter Stano, portavoce dell'Alto rappresentante Ue Josep Borrell. "L'escalation di questi ultimi giorni mostra la necessità di rilanciare negoziati per trovare una soluzione pacifica sostenibile che porti ad una soluzione a due Stati", ha aggiunto.

La tregua sembra lontana

Ma appare remota al momento una possibile tregua, mediata dall'Egitto: Israele ha seccamente smentito che sia questa l'ora. "Scopo dell'operazione in corso - ha precisato il ministro della Difesa Benny Gantz - è colpire Hamas duramente, indebolirla e farle rimpiangere la sua decisione di lanciare i razzi. Ogni bomba ha un indirizzo. Continueremo nelle prossime ore e giorni". Lo stesso Ganz, più tardi, è tornato a ribadire il concetto: "Abbiamo attaccato centinaia di obiettivi, ed è solo l'inizio", lo ha detto il ministro della Difesa israeliano, "ai leader del mondo dico: nessun Paese sovrano potrebbe mai accettare che si apra il fuoco contro i suoi centri abitati. Abbiamo il diritto ed il dovere di agire". Il capo di Hamas Ismail Haninyeh ha detto in un'intervista di essere "pronto" ad affrontare un'intensificazione degli attacchi israeliani nella striscia di Gaza: "Se vogliono un'escalation, la resistenza è pronta e se vogliono fermarsi siamo pronti anche noi", ha detto, chiedendo alle forze di sicurezza israeliane di ritirarsi dalla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. L'Idf (l'esercito di Israele) ha avvertito i palestinesi di stare al sicuro lontano dai siti di Hamas. Su Twitter, l'esercito scrive: "Ai cittadini di Gaza: L'IDF sta colpendo i depositi di armi di Hamas nascosti all'interno di edifici civili a Gaza. Anche se Hamas vuole metterti in pericolo, ti esortiamo a stare lontano dai siti di armi di Hamas e mettersi al sicuro. Il nostro obiettivo è solo quello di colpire il terrore"

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