Governo, Draghi in Libia per incontrare Dabaiba: "Momento unico per ricostruire amicizia"

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Prima visita all'estero per il premier italiano. "Un requisito essenziale per procedere con la collaborazione è che il cessate il fuoco continui", sottolinea nelle dichiarazioni congiunte con il suo omologo libico. Dabaiba: "Prevediamo un aumento della collaborazione tra Italia e Libia nel settore dell'elettricità e dell'energia". Sul tavolo una serie di memorandum d’intesa che puntano a riaffermare la leadership dell’Italia nel contesto del Mediterraneo

Mario Draghi  ha incontrato in Libia, a Tripoli, il suo omologo libico Abdul Hamid Mohammed Dabaiba insieme al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "Un momento unico per ricostruire un'antica amicizia e guardare al futuro. Il prerequisito? Che venga rispettato il cessate il fuoco", ha detto il presidente del Consiglio.  Molti i temi discussi durante l'incontro tra i due leader: dossier migranti, emergenza coronavirus e partnership in campo energetico ed economico. Per Draghi è la prima visita all'estero da premier.

"Un momento unico per la Libia"

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"È stato un incontro straordinariamente soddisfacente. Abbiamo parlato della cooperazione in campo infrastrutturale, energetico, sanitario e culturale. L'Italia aumenterà le borse di studio per gli studenti libici e l'attività dell'Istituto di Cultura italiano”, ha detto Draghi nelle dichiarazioni congiunte con il primo ministro libico. E ha aggiunto: "Questo è un momento unico per la Libia, c'è un governo di unità nazionale legittimato dal Parlamento che sta procedendo alla riconciliazione nazionale. Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un'antica amicizia. Un requisito essenziale per procedere con la collaborazione è che il cessate il fuoco continui. C'è la volontà di riportare l'interscambio economico e culturale ai livelli di 5-6 anni fa". Anche Abdulhamid Dabaiba ha spiegato che "prevediamo un aumento della collaborazione tra Italia e Libia nel settore dell'elettricità e dell'energia e ciò era già previsto nell'Accordo di amicizia. Abbiamo avuto contatti con L'Eni, e l'Eni è molto importante nella collaborazione con l'Italia". "Auspichiamo - ha concluso - che si possano risolvere tutti i problemi in sospeso tra i due Paesi in questo settore affinché si possa andare avanti nella realizzazione di un vero sviluppo".

Il dossier economico

L’incontro tra Draghi e il primo ministro ad interim libico Abdulhamid Dabaiba dovrebbe portare alla firma di una serie di memorandum d'intesa. La visita del premier, dicono fonti vicine al governo, "ha innanzitutto un valore simbolico". Oltre al fronte diplomatico, dove si sono già aperti spiragli come l’apertura del consolato italiano a Bengasi, al centro della missione c’è anche il dossier economico. "Riaprire al più presto a investitori e ditte italiane" è la richiesta giunta da Dabaiba. Tra i progetti da recuperare c'è quello del raddoppio della cosiddetta "autostrada della pace", frutto del Trattato d'amicizia Italia-Libia siglato da Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi nel 2008. C’è poi la questione energetica. La presenza dell'Eni in Libia è un pilastro strategico sia per Tripoli sia per Roma, dato che l’ente controlla al 45% la produzione di petrolio e gas in Libia. Gli interessi italiani si estendono però a tutto il Mediterraneo orientale, dove Eni è proprietaria al 50% della gestione di Zohr, il più grande giacimento di gas naturale offshore situato nelle acque egiziane. Come sul fronte diplomatico, anche su quello energetico, l’Italia ha visto negli ultimi mesi emergere al suo fianco la concorrenza della Turchia.

Politica estera

La missione del premier nella città libica vuole riaffermare il ruolo centrale dell’Italia nel rafforzamento della stabilità politica nel Paese nordafricano -in direzione delle elezioni politiche del prossimo 21 dicembre-  e in tutta l’area del Mediterraneo. Ruolo oscurato, negli ultimi mesi, dall'egemonia turca in Tripolitania e da quella russa in Cirenaica. Lo scorso 24 marzo, in aula al Senato, Draghi aveva detto che “L’Italia difende in Libia e nel Mediterraneo orientale i propri interessi nazionali e la cooperazione internazionale anche nel campo della sicurezza con i suoi partner strategici”.

Cooperazione sanitaria

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C’è poi il tema coronavirus. Un'intesa sulla cooperazione sanitaria dovrebbe essere firmata domani tra Roma e Tripoli. Secondo fonti vicine al dossier, sarebbe un primo passo per fornire alla Libia assistenza sanitaria nella lotta al Covid, sul quale si sta concentrando lo stesso Dabaiba, ricevendo in queste ore 100mila dosi del vaccino russo Sputnik.

Migranti

Resta focale anche la questione migranti, la cui importanza è stata definita da Draghi non solo geopolitica, ma anche "umanitaria". Il premier ha espresso soddisfazione per l'attività di salvataggio in mare dei migranti svolta dalla Libia e ha sottolineato che l'Italia è "uno dei pochi Paesi che tiene attivi i corridoi umanitari". Mentre l'intesa Ue sulla redistribuzione degli sbarchi continua a non arrivare a una soluzione finale, i colloqui tra Roma e Tripoli -dicono fonti vicine al dossier- dovrebbero portare a uno stop dei flussi provenienti dal Fezzan, regione desertica nel Sud della Libia. 

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