Capitol Hill, auto travolge due poliziotti, poi gli spari. Morti un agente e l'aggressore

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Le forze dell'ordine, durante un punto stampa, hanno comunicato il decesso di uno dei due poliziotti investiti vicino alla sede del Parlamento americano di Washington: si tratta di un agente che era in servizio da 18 anni. Il conducente della vettura, un 25enne, è stato colpito dalle forze dell'ordine e poi trasportato in ospedale dove è deceduto. L'aggressione non sembra essere legata al terrorismo, come ha affermato il capo della polizia di Washington Dc. Media: l'aggressore seguace di Nation of Islam

Torna la tensione nella capitale americana, a tre mesi dall'assalto del 6 gennaio scorso.  Un uomo, Noah Green, 25enne dell'Indiana con legami con la Virginia, alla guida di un'auto si è schiantato contro una barriera di sicurezza di Capitol Hill, a Washington, vicino alla sede del Congresso americano, dopo aver travolto due poliziotti della Us Capitol Police. Gli agenti hanno aperto il fuoco contro il guidatore che era sceso dalla vettura, brandendo un coltello - simile a un machete, secondo quanto riporta Fox News - e ferendo uno dei due agenti. Le forze dell'ordine hanno poi comunicato il decesso di uno dei due poliziotti, William Evans, in servizio da 18 anni, mentre le condizioni del secondo non sono ancora note. L'aggressore, colpito dagli spari, è stato fermato e trasportato in ospedale dove è morto. Il Parlamento statunitense è stato messo in lockdown dopo l'accaduto. Poi, cessato l'allarme il blocco è stato revocato. L'aggressione non sembra essere legata al terrorismo, come ha affermato il capo della polizia di Washington Dc, Robert Contee, s'indaga dunque sul movente. Il presidente americano Joe Biden si è detto "devastato" per quanto accaduto

Media Usa: "Noah Green seguace di Nation of Islam"

Dalla pagina Facebook di Noah Green, il 25enne dell'Indiana, identificato come l'aggressore, emerge che l'uomo sarebbe stato un seguace della Nation of Islam, un movimento afroamericano nato nel 1930, con sede a Detroit e autodefinitosi "setta islamica militante". Lo riportano alcuni media amricani, tra cui l'emittente Msnbc, citando fonti delle forze dell'ordine. Sul social ci sarebbero anche alcuni post in cui l'aggressore lamenta di aver perso il posto di lavoro e si definisce in cerca di una guida spirituale.

Il lockdown a Capitol Hill

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I misteri sull'assalto di Capitol Hill del 6 gennaio

A tutte le persone all'interno della zona di Capitol Hill, è stato lanciato l'ordine di restare all'interno degli edifici e di stare lontani da porte di ingresso e finestre. Anche se in queste ore il complesso degli uffici del Congresso americano è quasi deserto per la pausa delle festività pasquali, con tutte le attività che riprenderanno fra una decina di giorni. Diversi però gli uomini dello staff presenti anche per la presenza nell'area del Capitol di un sito di vaccinazione anti Covid.

L'intervento della Guardia Nazionale e dell'Fbi

Sul posto è immediatamente intervenuto un elicottero e dalle immagini tv si vede come siano stati subito mobilitate decine di uomini del team di risposta rapida della Guardia Nazionale messo a protezione del Campidoglio dopo i fatti del 6 gennaio.  In zona sono  arrivati anche gli uomini dell'Fbi mentre l'auto blu dell'aggressore è stata attentamente perquisita, ma nulla è ancora trapelato sul movente che ha indotto l'aggressore ad agire.

 

L'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio

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Quanto accaduto nel pomeriggio a Capitol Hill, arriva poco meno di tre mesi dopo quello che ha segnato una delle pagine più drammatiche della storia moderna americana. Il 6 gennaio più di diecimila sostenitori di Donald Trump, dopo aver partecipato al comizio dell'allora presidente uscente, dentro l'area della Casa Bianca, si misero in marcia verso la vicina Capitol Hill, assediando gli edifici che ospitano il Congresso. Al grido di "stop the stolen", riferimento alle accuse di Trump sulle elezioni truccate, in circa 300 entrarono dentro il Campidoglio, per andare a caccia dei leader democratici e del vicepresidente, Mike Pence, accusato dai trumpiani di "tradimento" per non aver sostenuto il presidente nel tentativo di ribaltare l'esito del voto. Negli scontri 140 agenti rimasero feriti. Cinque i morti, quattro manifestanti e un poliziotto. Altri due agenti in servizio, per il troppo stress, si tolsero la vita nei giorni successivi. Per quell'assalto sono state incriminate 390 persone. Da allora la zona attorno a Capitol Hill è stata blindata con centinaia di agenti lungo tutto il perimetro.

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