Razzismo in Uk, lascia l’unico consigliere di colore di Boris Johnson

Mondo

Tiziana Prezzo

Le dimissioni di Samuel Kasumu sono state rese note il giorno dopo che un rapporto governativo aveva smentito un sistema di discriminazione basato sulla razza nel Regno Unito. Il tema torna ad essere caldo a distanza di poche settimane dalla denuncia fatta da Meghan Markle nell’intervista con Oprah Winfrey. (La corrispondente da Londra)

Londra - Difficile pensare che si tratti di una coincidenza, anche se da più parti si ribadisce che la decisione sarebbe stata presa tempo fa. Fatto sta che le dimissioni di Samuel Kasumu, l’unico alto consigliere di colore di Boris Johnson a Downing Street, con competenze specifiche legate alle minoranze, sono di quelle che fanno rumore. Solo ventiquattro ore prima dell’annuncio del suo passo indietro era uscito un resoconto governativo che minimizzava il cosiddetto “razzismo strutturale” nel Regno Unito.

Divergenze "insostenibili"

In realtà, fanno notare fonti governative, le dimissioni di Kasumu erano già state presentate una settimana fa e aveva già provato ad andarsene a febbraio. Il motivo? Il fatto che le questioni legate alla razza al numero 10 di Downing Street, aveva spiegato lui stesso, erano diventate “insostenibili”. Kasumu già l’inverno scorso aveva manifestato i suoi timori che i conservatori alla guida del Paese stessero perseguendo una “politica fortemente divisiva”. “E’ ben documentato che le persone di colore o asiatiche votano molto meno per i conservatori, nonostante ne condividano spesso gli stessi valori – aveva spiegato - Ciò che era riuscito a guadagnare David Cameron nel 2015 è stato dissipato nelle elezioni successive”. 

A persuaderlo a restare era stato fino ad ora il ministro che presiede alla campagna vaccinale, Nadhim Zahawi, che nelle ultime settimane si è avvalso del suo aiuto anche per convincere le minoranze (specie quella di colore, ma non solo) a farsi vaccinare, perché è emerso che queste comunità sono più refrattarie o hanno più difficoltà a raggiungere i centri di vaccinazione.

Il Governo: non esiste razzismo strutturale

Nelle 258 pagine del rapporto  reso pubblico ieri dalla Commissione sulle Disparità etniche e raziali si legge che il termine “razzismo strutturale” sarebbe usato in “maniera troppo disinvolta” e che “fattori come il contesto socioeconomico, la cultura e la religione” avrebbero un “impatto più significativo sulle possibilità del singolo”. Poco dopo l’uscita del rapporto il Governo ha ammesso che un numero “considerevole” di persone – in gran parte appartenenti a minoranze – aveva in realtà detto alla Commissione che il razzismo strutturale è un problema. Lord Wooley, che conferì direttamente l’incarico a Kasumu ai tempi in cui primo ministro era Theresa May, sostiene che le dimissioni di Kasumu sarebbero una reazione alle risultanze del rapporto definite “spregevoli e divisive”. “L’unico consigliere speciale di colore ha sentito che il solo strumento che aveva per opporsi a questo rapporto – ha spiegato ancora Lord Wooley – era dare le dimissioni”. Un amico di Kasumu ha invece smentito che ci sia una correlazione tra la sua rinuncia all’incarico e le risultanze della commissione.

La denuncia di Meghan Markle

Non è la prima volta, nell’arco di un mese, che il tema del razzismo conquista le prime pagine dei giornali inglesi. Nelle scorse settimane era stata la duchessa del Sussex, Meghan Markle, a parlare di razzismo dentro a Buckingham Palace e di come il colore della pelle del nascituro Archie fosse diventato una “preoccupazione” per un componente della famiglia reale. “Siamo ben lontani dall’essere razzisti” era stata la secca risposta, a distanza di tempo, del principe William.

Una giustizia ingiusta

Al di là del caso Kasumu, il rapporto del Governo è stato giudicato da più parti (a partire dal partito laburista) molto controverso.  Tra i pareri più autorevoli pesa sicuramente quello dell’ex Chief Crown Prosecutor Nazir Afzal, che si è detto molto deluso per il modo in cui sono stati selezionati i dati di cui tenere conto. “E’ un fatto – ha spiegato il magistrato – che quando si parla di giustizia, per esempio, se sei nero è 19 volte più probabile che tu venga fermato e perquisito, hai più probabilità di essere arrestato, incriminato e condannato”.

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