Vaccino anti-Covid, scontro Ue-AstraZeneca su ritardi dosi: ok riunione comitato direttivo

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L'Unione Europea chiede chiarezza all'azienda farmaceutica che produce uno dei vaccini contro il coronavirus. Lo scontro è sul contratto siglato con il Regno Unito per la produzione in loco e sui ritardi nella consegna delle dosi. L'Ad: "Problemi anche in Uk, a febbraio consegna soddisfacente"

Unione europea contro AstraZeneca. È nato un contenzioso tra i Paesi membri e l'azienda famaceutica che produce uno dei vaccini contro il coronavirus (LO SPECIALE). Lo scontro è sul contratto stipulato dalla società con il Regno Unito, uscito ufficialmente dall'Unione a gennaio, e sui ritardi nella consegna delle fiale agli altri Stati dell'Unione. AstraZeneca nella mattina del 27 gennaio aveva declinato l'invito a  partecipare alla riunione del comitato direttivo dell'Ue sui vaccini anti Covid-19 (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE), ma dopo qualche ora ha invece accettato di essere presente all'incontro che si svolgerà nel tardo pomeriggio.

La richiesta della Commissione: "AstraZeneca dia tutte le spiegazioni"

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"La Commissione Ue insiste affinché AstraZeneca partecipi alla riunione di stasera, che dia tutte le spiegazioni richieste, e che consegni le dosi di vaccino", era la richiesta formale arrivata dall'Ue per l'azienda farmaceutica, che in tarda mattinata ha ufficializzato la partecipazione all'incontro di questo pomeriggio (inizio previsto alle 18.30). Astrazeneca dovrà spiegare il perché dei ritardi nelle consegne delle dosi e dare più informazioni sul contratto stipulato con l'Ue e con il Regno Unito, che prevede la produzione anche in loco delle fiale.

Le dichiarazioni del Ceo di AstraZeneca: "A febbraio consegne soddisfacenti"

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Con l'Unione Europea "siamo stati piuttosto specifici" e "anche noi siamo delusi: ci piacerebbe riuscire a produrre di più. A febbraio consegneremo all'Europa una quantità soddisfacente, simile agli altri produttori", ha dichiarato in un'intervista a Repubblica il ceo di AstraZeneca, Pascal Soriot. "Appena avremo l'approvazione Ema, l'obiettivo è recapitare all'Ue 17 milioni di dosi entro la fine di febbraio - ha aggiunto -. Di queste, 2,5 circa in Italia". Sulle disfunzioni nella produzione, l'amministratore delegato ha spiegato che "capitano quando si aumenta la produzione a centinaia di milioni di dosi di un nuovo vaccino. Abbiamo due mesi di ritardo, ma risolveremo questi problemi". Soriot sottolinea comunque che rispetto al numero di dosi da fornire "non c'è alcun obbligo verso l'Ue. Nel contratto con gli europei c'è scritto chiaramente: 'Best effort'. Ossia: 'Faremo del nostro meglio'".

"Problemi anche con la produzione per Uk"

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Ci sono stati intoppi anche nella catena di produzione delle dosi destinate al Regno Unito, ha sottolineato Soriot, "ma il contratto di fornitura con il governo britannico è stato firmato tre mesi prima di quello con la Ue. Abbiamo avuto il tempo di prepararci". I problemi in Ue, invece, "sono stati un caso e di certo non sono intenzionali". Tra l'altro, "al momento, all'Europa va il 17% della produzione totale del vaccino di Oxford/AstraZeneca, nonostante gli europei siano il 5% della popolazione mondiale". L'accusa che AstraZeneca stia vendendo le dosi ad altri Paesi "è insensata" perché, sul vaccino anti coronavirus "non facciamo profitti". Dirottare i vaccini su altri Paesi, spiega ancora l'Ad, "sarebbe illogico e controproducente da parte nostra, dopo il nostro pubblico impegno". L'esecutivo britannico alla firma del contratto, precisa Soriot, "disse che il Regno Unito 'avrebbe avuto la priorità' sulle dosi prodotte nel proprio Paese. Ed è proprio così". Appena si sarà raggiunto un numero di vaccinazioni sufficienti in Regno Unito, "allora potremo utilizzare gli stabilimenti britannici anche per la fornitura all'Unione europea”.

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