Coronavirus, nel mondo oltre 99 milioni di contagi. Casa Bianca: stop a viaggi Europa-Usa

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Il presidente americano Biden ha imposto nuovamente il divieto di entrare negli Stati Uniti alla maggior parte dei cittadini non statunitensi provenienti da Regno Unito, Brasile, Irlanda e gran parte dell'Europa. Primo caso in 2 mesi in Nuova Zelanda. In Messico positivo il presidente Lopez Obrador. In Colombia superati i 2 milioni di casi. Il contagio continua a correre anche in Francia e Regno Unito

Continuano a salire, in tutto il mondo, i numeri legati alla pandemia da Covid-19: sono oltre 99 milioni i contagi a livello globale, secondo i dati della Johns Hopkins University, e oltre 2 milioni le vittime. Gli Usa rimangono il primo Paese al mondo per casi e per decessi. La Casa Bianca ha confermato: il presidente americano Joe Biden ha deciso di imporre nuovamente il divieto di entrare negli Stati Uniti alla maggior parte dei cittadini non statunitensi provenienti da Regno Unito, Brasile, Irlanda e gran parte dell'Europa (i 26 Paesi dell'area Schengen). Ed estenderà questo divieto anche a chi arriva dal Sudafrica, dopo le segnalazioni delle nuove varianti negli Usa. Intanto primo caso in Nuova Zelanda in 2 mesi, si tratta della variante sudafricana.  

In Messico è risultato positivo il presidente Lopez Obrador. Il contagio corre anche in Francia e nel Regno Unito (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI LIVE - I NUMERI IN ITALIA).

Stop ai viaggi Usa-Europa

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Dai poteri di guerra alla quarantena, il piano anti-Covid di Biden

Negli Usa il bando anti-Covid, con il divieto sui viaggi, era stato introdotto da Donald Trump che prima di lasciare la Casa Bianca aveva deciso però di revocarlo. La decisone di Biden di tornare sullo stop ai viaggi si inserisce nel piano della nuova amministrazione democratica Usa per combattere l'epidemia che sta dilagando nel Paese più colpito al mondo. La prossima settimana altre restrizioni ai viaggi entreranno in vigore, tra le quali l'obbligo di indossare la mascherina su aerei, traghetti, treni, autobus, taxi e metro.

Positivo il presidente Messicano. In Colombia superati i 2 milioni di casi

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Covid-19, il vaccino in Italia e nel mondo: DATI E GRAFICI

Intanto il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador ha reso noto di aver contratto il Covid-19, manifestando "sintomi lievi" della malattia. Via Twitter, il capo dello Stato messicano ha aggiunto di essersi già sottoposto a trattamento medico. "Come sempre - ha sottolineato - sono ottimista e andremo tutti avanti". Il presidente ha poi reso noto che nonostante la situazione e la quarantena a cui è sottoposto, continuerà a seguire gli affari pubblici dal Palazzo presidenziale. E ha confermato anche la telefonata in agenda domani (oggi in Italia) con il collega russo Vladimir Putin riguardante la possibilità di ricevere un quantitativo di vaccino Sputnik V. Proprio con lo Sputnik V è stata vaccinata l’ex presidente ed attuale vicepresidente dell'Argentina, Cristina Kirchner, secondo quanto riferisce il canale di notizie Tn. Confermando via Twitter l'evento, la Kirchner ha sottolineato: "In questo modo non solo mi prendo cura di me stessa, ma anche degli altri". Intanto, ha superato quota 2 milioni il numero dei contagi da Covid-19 registrati ufficialmente in Colombia dall'inizio della pandemia, di cui 1,8 guariti, secondo i dati dell'università americana Johns Hopkins.

 In Francia altri 18 mila casi, in Uk altri 30 mila

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Covid mondo, in Usa vaccinato il 5,2% della popolazione

Guardando all'Europa, in Francia sono stati registrati altri 18.436 casi di coronavirus e 72 morti, in calo rispetto al giorno precedente (rispettivamente 23.924 e 230), anche se superiori a sette giorni fa quando i contagi sono stati 16.642. I ricoveri sono cresciuti di 493 unità, mentre 2.965 sono i pazienti in terapia intensiva. Nel Regno Unito, invece, sono stati registrati altri 30.004 casi di coronavirus, in calo rispetto ai 38.598 del giorno prima. I decessi sono stati 610, anche questo dato in leggera diminuzione rispetto al giorno precedente. I contagi hanno registrato un calo del 22,3% negli ultimi sette giorni, mentre il numero dei morti ha continuato a crescere (+10,8%).

Primo caso in Nuova Zelanda dopo oltre 2 mesi, è variante sudafricana

Un caso di contagio da Covid-19 dopo oltre 2 mesi è stato registrato in Nuova Zelanda, fra i Paesi al mondo che meglio sono riusciti finora a controllare la pandemia. Si tratta di una donna di 56 anni, recentemente rientrata in patria dall'Europa, risultata positiva ben 10 giorni dopo la fine delle due settimane di  quarantena. Il virus che l'ha contagiata è quello della cosiddetta "variante  sudafricana". Da metà novembre nel Paese non si riscontravano nuovi casi: su circa 5 milioni di abitanti, si sono finora registrati 1.927 casi e 25 decessi a causa del Covid. Secondo il ministro della Salute Chris Hipkins, molto probabilmente l'origine del nuovo contagio è qualcuno che è rientrato assieme a lei, forse a causa della successiva comune quarantena in un hotel. L'Australia ha sospeso immediatamente la possibilita' di viaggiare fra i due Paesi per almeno 72 ore.

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