Covid, superati i 20 milioni di casi negli Usa. La Grecia rafforza di nuovo il lockdown

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Sono oltre 84 milioni le persone che nel mondo hanno contratto il virus, mentre il bilancio delle vittime, al 2 gennaio, sale a 1.827.544, secondo i dati aggiornati della Johns Hopkins University. Preoccupano gli Stati Uniti, dove i morti sono oltre 347mila. A Londra scuole elementari chiuse fino al 18 gennaio. L'India intanto conferma: autorizzato vaccino AstraZeneca

Sono 84.005.980 le persone che nel mondo hanno contratto il Covid-19, mentre il bilancio delle vittime, al 2 gennaio, sale a 1.828.188, secondo i dati aggiornati della Johns Hopkins University. Preoccupano gli Usa dove sono stati superati i 20 milioni di contagi. Ma la pandemia corre in tutto il mondo, dall'Asia all'Europa. A Bangkok chiudono bar e ristoranti per un mese. In Grecia rafforzato il lockdown per un'altra settimana. Nel Regno Unito, intanto, il governo ha deciso che tutte le scuole elementari di Londra resteranno chiuse fino al 18 gennaio (AGGIORNAMENTI SPECIALE - LE INFOGRAFICHE SUL CONTAGIO IN EUROPA E NEL MONDO).

La decisione sulle scuole a Londra

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La decisione sulle scuole londinesi è arrivata in seguito ai dati preoccupanti sul contagio in Gran Bretagna (oltre 53mila casi registrati l'1 gennaio). Ma il provvedimento del ministro all'Istruzione, Gavin Williamson, non è sufficiente, secondo il principale sindacato degli insegnanti britannici. La National Education Union (Neu), riunita d'urgenza, chiede infatti la chiusura di tutte le scuole d'Inghilterra.

La Grecia rafforza il lockdown

In Europa, intanto, il governo greco ha deciso di inasprire nuovamente le restrizioni per una settimana, a partire domenica: di fatto ha prolungato fino al 10 gennaio il rigido lockdown adottato da quasi due mesi, mettendo fine alle misure più flessibili applicate per le feste natalizie. Chiuderanno di nuovo parrucchieri, librerie e sarà nuovamente vietata la raccolta nei negozi degli acquisti effettuati online. Inoltre il coprifuoco viene nuovamente prolungato di un'ora: torna in vigore dalle nove di sera - e non le dieci come nel periodo natalizio - fino alle cinque del mattino, salvo emergenze mediche e motivi di lavoro. Nelle ultime settimane la curva epidemiologica è leggermente migliorata, ma non in maniera sostenuta, mentre il numero dei decessi si è stabilizzato intorno ai 50 al giorno, contro gli oltre 100 registrati un mese fa.

Un'aula di una scuola nel Sud di Londra, foto d'archivio
Un'aula di una scuola nel Sud di Londra, foto d'archivio - ©Ansa

In Venezuela 7 giorni di quarantena rigida

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Nuove misure più severe, a partire da lunedì prossimo, anche in Venezuela: tornerà allo schema 7+7 di sette giorni di quarantena rigida e di altri sette di misure più flessibili. Lo ha annunciato via Twitter la vicepresidente esecutiva venezuelana, Delcy Rodríguez. Per il mese di dicembre il presidente Nicolás Maduro aveva autorizzato l'introduzione di una flessibilizzazione delle misure "ampia e sicura", ma negli ultimi giorni le statistiche del ministero della Salute hanno mostrato un aumento dei casi e quindi la necessità di tornare a misure più rigide. Nella settimana di rigidità delle misure, il governo autorizza soltanto l'attivazione di settori essenziali quali l'alimentare, la salute, i trasporti e la sicurezza. Per quanto riguarda il problema dell'immunizzazione della popolazione dal Covid-19, il 29 dicembre scorso Maduro ha annunciato la firma di un contratto con la Russia per l'acquisizione di dosi del vaccino Sputnik V sufficienti per trattare dieci milioni di persone. Secondo le statistiche ufficiali, il Venezuela ha chiuso il 2020 con un totale, da marzo, di 113.558 contagi e 1.028 morti.

In Brasile superati i 7,7 milioni di contagi

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Intanto, il Brasile ha superato i 7,7 milioni di casi di coronavirus. Al momento il Paese è il terzo al mondo con il maggior numero di infezioni (dopo gli Stati Uniti e l'India) e il secondo per numero di morti (dopo gli Usa) con 195.411 vittime dall'inizio della pandemia. 

Corea del Sud, limite assembramenti esteso a tutto il Paese

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In Asia, la Corea del Sud ha esteso a livello nazionale il limite di cinque persone per gli assembramenti pubblici nel tentativo di contrastare un'impennata dei casi di coronavirus: la misura, che già interessava la capitale Seul, resterà in vigore fino al 17 gennaio. Nel frattempo, l'Agenzia nazionale per il controllo e la prevenzione delle malattie (KDCA) ha reso noto che l'1 gennaio i nuovi casi di contagio sono stati 824, di cui 788 trasmessi a livello locale. Dall'inizio della pandemia nel Paese sono state registrate 62.593 infezioni e almeno 942 persone sono morte a causa del virus.

Tokyo verso richiesta stato di emergenza

Ne mentre, in Giappone, il governo metropolitano di Tokyo e le tre prefetture adiacenti si rivolgeranno all'esecutivo per sollecitare l'introduzione dello stato di emergenza nel tentativo di contenere la diffusione del coronavirus nella regione. Lo anticipano i media nipponici, spiegando che la governatrice della capitale, Yuriko Koike, e i suoi omologhi delle vicine prefetture inoltreranno la richiesta congiunta al ministro per l'emergenza sanitaria, Yasutoshi Nishimura. Giovedì scorso Tokyo ha toccato un nuovo record di infezioni giornaliere (1.337), superando quota 1.000 per la prima volta dall'inizio della pandemia. Le autorità cittadine hanno esortato i residenti ad uscire solo per i servizi essenziali ed evitare di visitare i propri familiari in altre regioni.

Bangkok chiude bar e ristoranti per un mese

Lockdown parziale in Thailandia di fronte ad un'improvvisa impennata dei casi. Per un mese, dal 4 gennaio al primo febbraio, resteranno chiusi bar, discoteche, ristoranti sale massaggi, parrucchieri e palestre. La misura scatterà invece già il 2 gennaio a Bangkok, dove il picco dei contagi è stato maggiore e chiuderanno anche le scuole per due settimane.

L'India conferma: autorizzato vaccino AstraZeneca

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Sul fronte vaccini, invece, il ministro dell'Informazione indiano ha confermato il via libera al vaccino anti-Covid sviluppato da AstraZeneca e Università di Oxford, precisando che altri tre sieri stanno aspettando di essere approvati. "L'India è forse l'unico Paese dove almeno 4 vaccino sarano presto pronti", ha sottolineato. "Uno è stato approvato ieri per uso d'emergenza, il Covishield", ha precisato, riferendosi al vaccino prodotto localmente dal Serum Institute of India. Un'esercitazione nazionale si è tenuta oggi, 2 gennaio, nel Paese che si prepara a lanciare la campagna di vaccinazione di massa con l'obiettivo di somministrare il siero a 300 milioni dei suoi 1,3 miliardi di abitanti entro la metà del 2021.

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