Brexit, trovato accordo fra Ue e Regno Unito. Johnson: Gb riprende in mano il suo destino

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Fumata bianca dopo mesi di negoziati: via libera al compromesso finale su un'intesa di libero scambio, in vigore dall'1 gennaio, che allontana l'incubo di un "no deal" commerciale. Von der Leyen: accordo "buono, equilibrato e la cosa più responsabile da fare per entrambe le parti. Ci possiamo lasciare alle spalle la Brexit". Michel: "Ora sta al Consiglio e al Parlamento Ue"

Raggiunto lo storico accordo tra Unione europea e Regno Unito sulle relazioni post-Brexit (TUTTE LE TAPPE - LA FOTOSTORIA - LE REAZIONI POLITICHE DA TUTTO IL MONDO). Dopo mesi di negoziati l'annuncio arriva da fonti di Londra, in contemporanea con Bruxelles, e formalizza il via libera al compromesso finale su un intesa di libero scambio - un testo di 2000 pagine circa - che allontana l'ipotesi di un no deal commerciale. Il Regno Unito ha deciso che uscirà dal programma Erasmus: "Ce ne dispiace", il commento del capo negoziatore Barnier. L'accordo, raggiunto in extremis, entrerà in vigore dal primo gennaio 2021, scadenza della fase di transizione post divorzio, seppure soggetta alle ratifiche parlamentari. Il Parlamento britannico si riunirà il 30 dicembre per il dibattito sull'accordo post-Brexit raggiunto con l'Ue. 

Le prime reazioni

Intanto il premier britannico Boris Johnson conferma l'intesa sul suo account Twitter, mostrandosi in una foto con i pollici all'insù e la scritta "Deal is done". La presidente della Bce Chrstine Lagarde su Twitter: "Spiace ancora per la decisione del Regno Unito di andarsene, ma l'accordo è importante specie in questo momento di elevata incertezza" (60 ANNI DI RAPPORTI TESI TRA EUROPA E UK).

Johnson: "Difenderemo posti di lavoro, ci riprendiamo il nostro destino"

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L'accordo di libero scambio post Brexit con l'Ue - ha detto poi Johnson - ci aiuterà a "difendere i posti di lavoro" nel Regno Unito e allo stesso tempo a "riprendere il nostro destino nelle mani" uscendo dal mercato unico e dall'unione doganale dal primo gennaio 2021 per "prosperare" facendo fruttare nuove opportunità, oltre che per concentrarci nella battaglia contro il Covid che è al momento "la nostra priorità numero uno". Il premier Tory ha parlato di "un buon deal per tutta l'Europa".

Downing Street: "Rispettate le promesse fatte al popolo britannico"

L'accordo di libero scambio rispetta "tutte le promesse fatte al popolo britannico" dal governo di Boris Johnson sul recupero della sovranità da parte del Regno Unito, sottolinea in una dichiarazione Downing Street. "Tutto quanto è stato promesso al popolo britannico durante il referendum del 2016" e nella campagna elettorale "delle elezioni politiche dell'anno scorso" vinte dal Partito Conservatore di Boris Johnson "è rispettato da questo accordo", ha detto la fonte. "Noi - ha aggiunto - abbiamo recuperato il controllo del nostro denaro, dei nostri confini, delle nostre leggi, del nostro commercio e delle nostre acque per la pesca. Questo accordo è una notizia fantastica per le famiglie e le imprese in ogni parte del Regno Unito. Abbiamo firmato il primo accordo di libero scambio a zero dazi e zero quote mai raggiunto dall'Ue" con un Paese terzo. Si tratta - ha concluso la fonte - "del più grande trattato di libero scambio bilaterale mai sottoscritto da chiunque al mondo", un accordo "che copre un interscambio pari a 668 miliardi di sterline nel 2019".

Von der Leyen: "Accordo equilibrato, la Brexit è alle spalle"

"Abbiamo finalmente trovato un accordo, è buono, equilibrato e la cosa più responsabile da fare per entrambe le parti", ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante una conferenza stampa congiunta con il capo negoziatore Ue Michel Barnier. "I negoziati sono stati difficili" ma "era un accordo per cui valeva la pena di battersi - ha aggiunto - Ci possiamo lasciare alle spalle la Brexit". "Ora è tempo di voltare pagina e guardare al futuro - ha concluso con del Leyen - il Regno Unito è un Paese terzo ma resta un partner, condividiamo gli stessi valori e interessi, staremo spalla a spalla per ottenere obiettivi comuni" come quelli sul clima.

Michel: "È il miglior risultato, ora il Consiglio valuterà"

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"L'annuncio dell'accordo è un grande passo verso una relazione stretta tra Ue e Uk. Per i nostri cittadini e imprese un accordo completo con i nostri vicini, amici e alleati è il miglior risultato", ha detto il presidente del Consiglio Ue Charles Michel, annunciando che nonostante i negoziati siano stati "molto difficili", il processo non è finito, perché "ora sta al Consiglio e al Parlamento Ue analizzare l'accordo". E su questo, il presidente del Pe David Sassoli ha annunciato che "il Parlamento esaminerà ora l'accordo e deciderà sul consenso durante il nuovo anno".

Barnier: "Dall'1 gennaio ci saranno veri cambiamenti"

"L'orologio si è fermato, oggi è una giornata di sollievo ma anche di tristezza. Malgrado questo accordo ci saranno veri cambiamenti dal primo gennaio per molti cittadini e molte imprese, e ciò è la conseguenza della Brexit", ha affermato il capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier.

Sturgeon: "È tempo per la Scozia di essere indipendente"
 

Ma il deal fra Ue e Regno Unito non basta ai secessionisti scozzesi dell'Snp, la cui leader, Nicola Sturgeon, first minister del governo locale di Edimburgo, reagisce all'annuncio rilanciando la sua sfida per l'indipendenza: "È tempo" che la Scozia diventi uno Stato sovrano, "una nazione europea indipendente", ha twittato. Plauso per l'accordo invece dagli ex premier Tory britannici David Cameron e Theresa May: il primo si congratula con il team negoziale del governo di Boris Johnson, mentre la seconda si riserva comunque di valutare nel dettaglio le 2000 pagine dell'intesa.

Cosa prevede l'accordo

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L'accordo tra Bruxelles e Londra pone fine alla prospettiva che le due parti impongano tasse di importazione diffuse - dazi - sulle merci a partire dal primo gennaio. Entrambe le parti hanno tempo fino al 31 dicembre - quando il Regno Unito lascerà le regole commerciali dell'Ue - per farlo approvare dai parlamentari.

I negoziati sulla pesca

In base alle anticipazioni si è lavorato a un compromesso reciproco che dovrebbe attribuire ai Paesi Ue quote di pesca nelle acque britanniche non superiori al 25%, ma per un periodo di 5 anni e mezzo garantito; contro il 35% (ma per soli 3 anni garantiti) evocato finora da Londra.

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