Nyt: Gli Usa vorrebbero vietare l'ingresso ai membri del partito comunista cinese

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Gli Stati Uniti hanno emesso nuove regole "con effetto immediato" per limitare i viaggi nel Paese degli oltre novanta milioni di funzionari del Partito Comunista Cinese e i membri delle loro famiglie. La replica della Cina sulla stretta: "è repressione politica"

Gli Stati Uniti limitano gli ingressi per i membri del Partito Comunista Cinese. Lo riporta oggi il New York Times, citando il Dipartimento di Stato. Con effetto immediato, i visti dei funzionari e delle loro famiglie sono ridotti alla durata di un mese e sono validi per un solo ingresso. "Per decenni abbiamo consentito al PCC l'accesso libero e senza restrizioni alle istituzioni e alle imprese statunitensi, mentre questi stessi privilegi non sono mai stati estesi liberamente ai cittadini statunitensi in Cina", ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato, secondo quanto riporta il Times. Gli Stati Uniti, quindi, hanno emesso nuove regole per limitare i viaggi nel Paese degli oltre novanta milioni di funzionari del Partito Comunista Cinese e i membri delle loro famiglie.

"Con effetto immediato"

Il New York Times cita persone al corrente della nuova normativa emessa dall'amministrazione guidata da Donald Trump "con effetto immediato", e destinata ad aumentare la tensione già alta tra le due grandi economie mondiali. I funzionari del Pcc e i loro familiari, qualora sia possibile identificarli come tali, potranno rimanere negli Usa per un massimo di trenta giorni con un visto di un solo ingresso. Precedentemente, i funzionari del Pcc potevano ottenere visti di viaggio per gli Usa con una durata massima di dieci anni: la nuova policy adottata da Washington non limiterebbe la possibilità per i membri del Pcc di ottenere altre tipologie di visto. 

"Cina ha preso di mira il team Biden"

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Pechino ha intensificato gli sforzi per influenzare la prossima amministrazione Usa e agenti cinesi stanno già prendendo di mira il personale del presidente eletto Joe Biden, incluse le persone più vicine al suo team. Lo ha detto William Evanina, capo del controspionaggio della National Intelligence, durante una discussione all'Aspen Istitute. Nella stessa sede John Demers, capo della divisione per la sicurezza nazionale del dipartimento di giustizia, ha riferito che centinaia di ricercatori cinesi con legami con le forze armate del loro paese sono stati identificati dall'Fbi la scorsa estate. Lo riportano i media internazionali. 

 

Cina: "E' repressione politica"

 

La limitazione da parte degli Usa "dei visti di viaggio agli iscritti del Partito comunista cinese e alle loro famiglie è un'escalation di repressione politica contro la Cina da parte di alcune forze anti-cinesi negli Stati Uniti, estreme per pregiudizi ideologici". E' il commento della portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, sulla misura riportata da New York Times secondo le indicazione date dal Dipartimento di Stato. "La Cina ha presentato proteste formali presso gli Usa, sperando che alcuni vedano lo sviluppo della Cina in modo più razionale, calmo e obiettivo, abbandonando l'odio verso il Pcc", ha aggiunto.

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