Cuba, riapre l’aeroporto a L'Avana con protocolli anti-Covid dopo 8 mesi di stop

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Tutti i passeggeri in arrivo con voli internazionali si dovranno sottoporre a rigide procedure con controllo della temperatura e tampone all'arrivo e non saranno autorizzati a muoversi liberamente  fino all'arrivo dei risultati del test 

E’ stata annunciata per domenica 15 novembre la riapertura dell'aeropporto della capitale cubana "José Martí". Ripartiranno così i voli commerciali dopo uno stop di quasi otto mesi. Il principale scalo internazionale del Paese era stato chiuso per proteggere la nazione insulare dalla pandemia di coronavirus. Ora che la crisi globale si fa sentire con tutta la sua gravità e lascia segni profondi anche nella delicata economia di Cuba, alle prese con nuove sanzioni statunitensi, con il calo delle entrate del turismo e in questi giorni anche con l’uragano Eta, le autorità dell’Isola hanno deciso di iniziare a riaprire agli stranieri. Rigidi protocolli anti-Covid sono stati messi a punto per tenere sotto controllo la diffusione del coronavirus. All’arrivo in aeroporto i viaggiatori stranieri saranno soggetti a un controllo della temperatura e al tampone all'arrivo e non saranno autorizzati a muoversi liberamente fino all'arrivo dei risultati del test, circa 24 ore dopo. 

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Secondo quanto pubblicato sul portale ufficiale di notizie Cubadebate, i viaggiatori saranno inoltre tenuti a fare un secondo test Pcr cinque giorni dopo e pagare una "tassa sanitaria" non specificata per coprire il costo dei protocolli. Questa nuova procedura ha superato una fase di test effettuata all'aeroporto de L'Avana su due voli internazionali, uno dalla Francia con 163 passeggeri e l'altro dal Venezuela con 225 passeggeri, che hanno dovuto attendere circa due ore, mentre sono stati effettuati test Pcr. Da quando è scoppiata la pandemia nel mondo, Cuba ha adottato misure di contenimento tali da essere riuscita a tenere sotto controllo i casi di coronavirus locali, con solo 7.392 contagi e 130 morti. Era il 24 marzo scorso quando ha deciso di chiudere completamente i suoi confini per proteggersi, misure che si sono allentate a luglio con una lenta riapertura al turismo internazionale.

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