Elezioni Usa: ”Nuova era" ma incognita Trump. Le prime pagine dei giornali internazionali
L’attenzione è soprattutto sulle prime parole di Joe Biden da presidente eletto, che ha puntato sull'appello all'unità del Paese, ma anche sulla storica vittoria della sua vice, Kamala Harris, prima donna a ricoprire un ruolo così alto nella politica statunitense. Dal New York Times a Bild, dal Guardian al Global Times, ecco le reazioni dei principali media internazionali
Negli Stati Uniti, come anche nel resto del mondo, l'attenzione dei principali media è sulle prime parole di Joe Biden da presidente eletto, che ha puntato sull'appello all’unità del Paese, ma anche sulla storica vittoria della sua vice, Kamala Harris, prima donna a ricoprire un ruolo così alto nella politica americana. Negli Usa, il New York Times nell'edizione online titola “Biden emerge vittorioso, mettendo fine a quattro anni tumultuosi di Trump"
Usa 2020, il presidente eletto Biden: "Vittoria convincente, unirò il Paese". VIDEO
"Joe Biden promette di unire il Paese", titola il Wall Street Journal, per poi concentrarsi però sull’aspetto economico e finanziario: "Per il business, Biden si preannuncia meno ospitale, ma più prevedibile" scrive, ricordando che il futuro presidente "ha promesso più tasse e regolamentazioni, ma il Senato e i giudici conservatori potrebbero agire da freno”
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"Per l'America è ora di guarire", è il titolo in homepage del Washington Post, che cita il discorso di Biden e parla di "trionfo su Trump" del ticket democratico, che "ricostruisce il muro blu" vincendo Pennsylvania, Michigan e Wisconsin. Secondo il giornale, Biden "ha intenzione di firmare subito una serie di ordini esecutivi dopo essersi insediato il 20 gennaio, facendo capire immediatamente che le politiche del Paese hanno svoltato e che la sua presidente sarà guidata da priorità radicalmente diverse”
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"Cresce la lotta per le scelte al Gabinetto di Biden con l'estrema sinistra e i moderati che fanno la prima mossa", scrive sul suo sito invece Fox News. “La competizione sulle priorità all'interno della colazione Biden potrebbe portare a tensioni sulle priorità dell’amministrazione e dei posti nel Gabinetto", avverte in un commento l’emittente fino a pochi giorni fa la preferita di Trump
Elezioni Usa 2020, Biden eletto: le reazioni nel mondo
In Europa, il britanno Guardian punta l'attenzione su cosa potrà succedere "da ora all'insediamento del 20 gennaio, quando la Costituzione definisce chiaramente che il mandato del presidente è finito", in un pezzo di analisi intitolato: “Cosa accade ora, Trump può ancora ostacolare la strada" a Biden?
Elezioni Usa 2020, i festeggiamenti per Biden
La notizia della vittoria di Biden è stata accolta con un "È Joe” dall'Observer, mentre anche il Telegraph cita il discorso del prossimo presidente "Per l'America è ora di guarire”
“Joe l'addormentato sveglia l'America", è il titolo del Sunday Times, che gioca sul soprannome di 'Sleepy Joe' con cui Trump ha sempre chiamato il rivale
In Germania la Bild con foto di Trump titola "Uscita senza dignità". "Che liberazione, che sollievo", è come accoglie la notizia la testata Suddeutsche Zeitung, notando che Biden "eredita un pesante fardello" come mai nessuno dei suoi predecessori e definendo "impensabile" che Trump ammetta la sconfitta
In Spagna, El Mundo sottolinea che la vittoria di Biden è un addio al populismo di Trump e descrive Harris come "simbolo di rinnovamento"
"Biden apre una nuova era negli Usa: "È ora di chiudere le ferite", è il titolo del Pais
Le Figaro pubblica un editoriale dal titolo "Presidenziali Usa: legittimità", sottolineando che l'affermazione di Biden - che ha vinto anche Stati come la Georgia che non votavano democratico da quasi 30 anni - verrà insidiata da Trump che "vuole delegittimare uno scrutinio che non potuto vincere”
"Le elezioni sono finite, ma il conflitto continua", titola il quotidiano conservatore svedese Svebska Dagbladet avvertendo che milioni di statunitensi continueranno a credere alla pericolosa retorica trumpiana che le elezioni gli sono state rubate
In Brasile, dove il presidente di estrema destra, Jair Bolsonaro, è uno dei più strenui fan di Trump di cui ricalca l'approccio populista, i media hanno accolto con favore l'annuncio dell'elezione di Biden. "La sconfitta di Trump punisce gli attacchi alla civilizzazione ed è una lezione per Bolsonaro”, ha scritto la testata Folha de Sao Paolo, tra i maggiori quotidiani del Paese
Il tabloid australiano Daily Telegraph, controllato dall’impero mediatico di Rupert Murdoch, si concentra sulla disfatta di Trump e lo descrive come "fumante di rabbia”
In Russia, da dove non sono arrivati messaggi di congratulazioni al presidente, le edizioni online dei principali quotidiani e agenzie si limitano a riportare la cronaca dello spoglio. Il Moskovsky Komsomolets riporta l'analisi del professore di amministrazione pubblica e politica all'American University di Washington Dc, James Thurber, secondo il quale "Biden sarà molto duro con Putin, così com con i leader di altri Paesi con cui non è d'accordo; appoggerà pienamente la Nato, coinvolgerà le organizzazioni internazionali per raggiungere gli obiettivi americani”
In Iran, oggetto della politica di massima pressione dell'amministrazione Trump che ha reintrodotto le sanzioni ed è uscita dall'accordo sul nucleare, l'agenzia Irna scrive che "l'annuncio della vittoria di Joe Biden ha scioccato alcuni Paesi della regione, tra cui l'Arabia Saudita, che appare la grande sconfitta di queste elezioni e che a differenza di altri Paesi arabi non si è congratulata anticipatamente con Biden”
Infine in Cina - Paese con cui il presidente uscente ha ingaggiato un duro braccio di ferro su diversi temi - Hu Xijin, il direttore del Global Times, tabloid pubblicato dal Quotidiano del Popolo (organo del Partito comunista), scrive un commento dal titolo: "Il cambio della leadership Usa può difficilmente appianare le divisioni sociali". “La competitività degli Usa è in declino e i conflitti razziali sono radicati nel sistema politico, questo non è qualcosa che un presidente, che godo del sostegno di poco più della metà degli americani, può cambiare", aggiunge