Thailandia, proteste contro il governo: proclamato stato d'emergenza

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La misura varata per porre fine alle manifestazioni in favore della democrazia e per fermare i raduni degli studenti a Bangkok

Sono centinaia le persone scese per le strade di Bangkok dopo la proclamazione dello stato di emergenza. La tensione nel Paese è altissima a causa delle proteste degli attivisti per la democrazia. Almeno 20 manifestanti sono stati arrestati davanti alla sede del palazzo del governo. Sono finiti in manette anche quattro tra i giovani più attivi nella protesta nata negli ultimi mesi per chiedere un nuovo governo, una nuova Costituzione e lo stop alla persecuzione dei dissidenti politici. Tra loro la studentessa 21enne Panusaya Sithijirawattanakul che per prima in agosto lesse un manifesto per la riforma della monarchia davanti a una folla di studenti. La contestazione è esplosa nella capitale thailandese in occasione di un giro del corteo reale del re Maha Vajiralongkorn e la sua famiglia al cui passaggio i manifestanti hanno reagito con gesti di sfida.

 

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Lo stato di emergenza imposto dal governo vieta i raduni con più di quattro persone e i post online che vogliono minacciare la sicurezza nazionale. E' stato varato per porre fine alle proteste a favore della democrazia e fermare i manifestanti che mercoledì sera si erano radunati fuori dall’ufficio del primo ministro provocando scontri nella notte con i sostenitori del re, contrari alle riforme democratiche. E’ da luglio che gli attivisti studenteschi organizzano grandi manifestazioni per chiedere al premier Prayut Chan-o-cha, un ex capo dell'esercito che ha preso il potere con un colpo di stato sei anni fa, di dimettersi.

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