Navalny scrive alla moglie: “Mi hai salvato dal coma”

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Il dissidente russo, dall'ospedale di Berlino dove è ricoverato dalla fine di agosto, ha dedicato alla moglie un post su Instagram: "Yulia, mi hai salvato, e lascia che lo mettano nei libri di testo di neuroscienza”

Una lettera d’amore a mezzo Instagram. “Yulia, mi hai salvato, e lascia che lo mettano nei libri di testo di neuroscienza”. A usare il popolare social network per ringraziare la moglie che gli è sempre stata accanto durante le settimane di coma è Alexei Navalny, l’oppositore russo avvelenato alla fine di agosto.

Il post del blogger

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Navalny, il governo tedesco: "È stato avvelenato, prove indubitabili"

Il post è corredato da una foto della coppia all'ospedale la Charité di Berlino, dove il blogger è stato ricoverato per avvelenamento. Secondo il governo tedesco, dai test tossicologici effettuati in un laboratorio speciale dell’esercito, sarebbe emerso che il 44enne è stato stato avvelenato con un pericoloso agente nervino, il Novichok, sviluppato dalla Russia tra gli anni Ottanta e Novanta e già usato in passato per avvelenare gli oppositori del presidente Vladimir Putin.

Cremlino: "Staff di Navalny ha portato via prove"

La Russia ha problemi con l'inchiesta sul caso di Alexei Navalny perchè "molte prove" sono state portate via dallo staff dell'oppositore. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. "Gli investigatori stanno incontrando alcuni problemi, considerando che, purtroppo, molte prove sono state portate via. E' necessario scoprire se questo tentativo di nascondere certe prove è intenzionale o meno e perche' questo sta accadendo", ha detto Peskov, aggiungendo che la Russia ha ancora problemi ad ottenere informazioni rilevanti dalla Germania. "Ci sono alcuni problemi nel ricevere informazioni, che chiaramente ostacolano il processo investigativo", ha detto. 

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