Beirut, torna la paura: nuovo incendio nella zona del porto. Fiamme sotto controllo. VIDEO

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In tarda mattinata alte colonne di fumo nero si sono sollevate dalla capitale libanese a poco più di un mese dalle esplosioni del 4 agosto che provocarono oltre 190 morti. Le fiamme sono divampate in un magazzino per lo stoccaggio di pneumatici e olio per motori. Il ministro uscente dei lavori pubblici: "Rogo causato da saldature"

Il gigantesco incendio divampato nella zona del porto di Beirut, la stessa delle devastanti esplosioni del 4 agosto scorso che provocarono oltre 190 morti, è "sotto controllo". A riferirlo è stato il ministro uscente dei lavori pubblici libanese, Michel Najjar, citato dai media locali. Nella tarda mattinata di oggi, alte colonne di fumo nero e fiamme si sono alzate nei cieli della capitale del Libano. Ma il direttore del porto Basse Qaysi aveva subito precisato che, a differenza di ciò che è accaduto oltre un mese fa, stavolta non c'erano "rischi di esplosioni”. 

incendio beirut
©Ansa

Coinvolto un magazzino di pneumatici e olio per motori

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L'incendio ha coinvolto un magazzino dove sono stoccati pneumatici di automobili e olio per motori (GUARDA LE FOTO). Spesse colonne di fumo nero si sono alzate da diversi quartieri della città ancora sotto shock per le esplosioni mortali che hanno traumatizzato la capitale cinque settimane fa.

"Incendio causato da saldature"

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Per il ministro uscente dei lavori pubblici libanese ci sarebbero i lavori di saldatura all'origine del vasto incendio. Anche un mese fa si era ipotizzato che lavori di saldatura avessero innescato il rogo e le conseguenti esplosioni nell'hangar n.12 dove erano stoccate circa 3mila tonnellate di nitrato di ammonio. Il ministro ha precisato che alcuni operai erano intenti a riparare delle strutture di capannoni distrutti il 4 agosto con saldatrici industriali, anche dette 'razzi' (Bpm-5 Rocket Engine), quando alcune scintille hanno preso contatto con materiali infiammabili di un deposito di barili di olio. Da questo deposito le fiamme si sono poi propagate a colonne di pneumatici. Sia i barili d'olio che gli pneumatici erano stati immagazzinati nei capannoni del porto, ancora devastato dall'esplosione di un mese fa.

 

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