Coronavirus, in Europa oltre 4 milioni di casi. Quasi 5mila in 24 ore in Francia

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Secondo un conteggio realizzato dall’Afp, quasi un quarto dei casi sono stati registrati in Russia (1.048.000). Seguono la Spagna, il Regno Unito e la Francia. Il premier Pedro Sanchez: “Siamo preoccupati per l'evoluzione del virus a Madrid”. Il Regno Unito valuta la quarantena per chi arriva da Portogallo

Sono più di 4 milioni i casi di coronavirus registrati in Europa. È quanto emerge da un conteggio realizzato dall’Afp. Quasi un quarto dei casi sono stati registrati in Russia (1.048.000). Seguono la Spagna con 470.973 contagi, il Regno Unito (337.168) e la Francia (315.497). Proprio in Francia, nelle ultime 24 ore i nuovi contagiati sono stati quasi 5mila (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE).

La situazione in Russia

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La Russia, secondo i dati ufficiali delle autorità locali, ha superato il milione di casi di Covid-19: se ne contano, fanno sapere, 1.000.048. Nelle ultime 24 ore, sono stati accertati 4.729 nuovi contagi e 123 decessi. Le morti provocate dal virus Sars-Cov-2 nel Paese sono in totale 17.299.

In Francia quasi 5mila contagi in 24 ore

Preoccupa la situazione in Francia. Sono stati 4.982 i nuovi casi di coronavirus registrati nel corso delle ultime 24 ore, secondo le cifre del ministero della Salute. Da ieri, lunedì 31 agosto, 19 pazienti sono morti, portando il totale delle vittime a 30.661. Leggero aumento anche dei ricoveri (altri 22, per un totale di 4.604) e dei pazienti più gravi in rianimazione, 15 in più di ieri (totale a 424).

Oltre 2.700 nuovi casi in Spagna

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La Spagna è tra i Paesi europei più colpiti dal virus. Il ministero della Salute spagnolo ha registrato 2.731 nuovi casi di positività nelle ultime 24 ore, dato in crescita rispetto ai 2.489 di lunedì. Lo riferisce La Vanguardia. In totale sono finora 470.973 le persone risultate positive al Covid-19 nel Paese. Nelle scorse ore, in un’intervista alla radio Ser, il premier Pedro Sanchez ha dichiarato: “Siamo preoccupati per lo stato della salute pubblica e l'evoluzione del virus a Madrid”. Ha poi sottolineato, ma senza fare nomi, che "alcuni" governi regionali devono aumentare la loro capacità di rintracciare i casi di coronavirus e le loro "capacità strategiche" nella lotta contro il Covid-19. La scorsa settimana il governo centrale spagnolo ha messo a disposizione 2mila soldati per aiutare i governi regionali, responsabili dell'assistenza sanitaria, a rintracciare le persone esposte al contagio. La Spagna ha registrato oltre 23mila nuovi casi di Covid-19 da venerdì scorso, che portano il totale dei contagi nel Paese a quota 462.858. Dei 1.656 ricoveri negli ultimi sette giorni, 420 (il 25 per cento) sono stati registrati a Madrid e la regione ha rappresentato quasi la metà dei 141 morti negli ultimi sette giorni.

Londra valuta quarantena per chi arriva da Portogallo

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In giornata, la Bbc ha reso noto uno studio governativo secondo il quale un secondo picco di contagi da Covid-19 nel Regno Unito in autunno-inverno potrebbe causare fino a 85mila morti. Secondo lo studio dell'organismo di consulenza scientifica Sage, alcune restrizioni potrebbero essere reintrodotte e mantenute in vigore fino al marzo del 2021, anche se le scuole rimarrebbero aperte. Il documento precisa che si tratta di uno scenario che "potrebbe accadere nella peggiore delle ipotesi", non necessariamente destinato a realizzarsi anche se al momento vi è molta incertezza. Lo studio è stato preparato per aiutare le autorità a pianificare gli obitori e i servizi per la sepoltura ed evitare di essere sopraffatti nei mesi a venire. Il documento è stato redatto partendo dal presupposto che le scuole rimarranno aperte e che le misure di rintracciabilità, isolamento e quarantena del governo saranno efficaci solo per il 40% nel ridurre la diffusione del coronavirus. Intanto, il governo britannico sta valutando la possibilità di reintrodurre la quarantena per coloro che arrivano nel Regno Unito dal Portogallo. Lo riporta sempre la Bbc, citando fonti secondo cui la decisione potrebbe essere presa entro giovedì prossimo. Il Portogallo ha registrato più di 20 casi ogni 100mila persone nell'ultima settimana. Normalmente, ricorda la Bbc, quando un Paese supera tale soglia il governo del Regno Unito impone 14 giorni di autoisolamento ai viaggiatori di ritorno.

Nuove restrizioni per gli arrivi

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Sono diversi i Paesi che pensano a nuove misure per chi arriva dall’estero. L'autorità per l'aviazione civile greca (Hcaa), ad esempio, ha introdotto nuove restrizioni agli arrivi da alcuni Paesi particolarmente colpiti dalle nuova ondata di contagi. Secondo le nuove linee guida, che resteranno in vigore fino al 15 settembre, viene esteso lo stop ai voli dalla Turchia e dalla Catalogna, mentre scatta il blocco dei voli da Albania e Macedonia del Nord per tutti gli aeroporti della Grecia, con l'eccezione di quello di Atene. I viaggiatori da Albania, Belgio, Bulgaria, Malta, Macedonia del Nord, Romania, Spagna, Svezia e Eau saranno ammessi in Grecia solo mostrando i risultati di un test negativo al coronavirus, fatto entro le 72 ore che precedono l'arrivo. Necessario il test negativo anche per i cittadini di Australia, Canada, Georgia, Israele, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay. Resta lo stop a tutti gli altri Paesi non europei. L'Hcaa ha anche stabilito che ci sarà un limite giornaliero di 1.200 persone in arrivo da Israele, e solo attraverso gli aeroporti di Atene, Salonicco, Iraklio, Corfù e Kos. Anche la Polonia ha deciso lo stop ai voli diretti da 44 Paesi, inclusi Spagna, Israele e Romania per arginare la diffusione del coronavirus. Lo riporta il Guardian citando fonti del governo polacco. Nella lista ci sono anche, tra gli altri, Stati Uniti, Malta, Montenegro, Brasile, Argentina e India. Il divieto entra in vigore il 2 settembre e segue misure che reintroducono restrizioni nelle aree del Paese più duramente colpite nel tentativo di evitare un nuovo lockdown totale.

In Germania via libera a partite di calcio col pubblico

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In Germania, intanto, le autorità hanno dato il via libera al Lipsia RB, semifinalista dell'ultima Champions League, per giocare con un tetto massimo di 8.500 spettatori durante il match d'esordio della squadra di Nagelsmann nella Bundesliga 2020-2021, quello del 20 settembre contro il Magonza. In pratica, avendo la Red Bull Arena una capienza di 42.959 posti, potranno vedere la partita dal vivo un quinto dei tifosi che potrebbero riempire l'impianto. L'autorizzazione data al Lipsia rimane comunque legata ai dati sui contagi da Covid-19 in Germania, attualmente di 3,2 nuovi casi a settimana su ogni 100mila abitanti. Dovessero salire, il match si giocherà a porte chiuse. Il protocollo sanitario che il pubblico dovrà seguire prevede, oltre al distanziamento, l'uso obbligatorio delle mascherine, il divieto di consumo di bevande alcoliche e quello della presenza di sostenitori della squadra ospite. Oltre al Lipsia, altri club della massima serie, come Hertha e Union Berlino, Eintracht Francoforte e Wolfsburg hanno chiesto di poter fare accedere nei rispettivi impianti un numero limitato (sempre, di media, un quinto della capienza). Prima della partenza della Bundesliga, sono in programma dall'11 al 14 alcune partite della Coppa Nazionale ed è possibile che anche in quel caso possa essere autorizzata la presenza parziale del pubblico. La decisione spetterà ai singoli Lander.

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