Stato di New York fa causa alla Nra: "Lobby armi va sciolta". Trump: "Si sposti in Texas"

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Chiesto lo scioglimento della National Rifle Association, grande sostenitrice del presidente statunitense. Lo stato accusa la leadership dell'associazione di essersi macchiata di gravi reati finanziari, avendo in particolare utilizzato le risorse comuni per scopi personali. Per il procuratore generale si tratta di una maxifrode con almeno 64 milioni di dollari volatilizzatisi in soli tre anni

Lo Stato di New York ha chiesto lo scioglimento della National Rifle Association (Nra), la potente lobby delle armi statunitense, grande sostenitrice del presidente Donald Trump. Oltre alla bancarotta ora rischia anche di dissolversi. Il procuratore generale di New York Letitia James ha avviato una causa legale contro la leadership dell'associazione per gravi reati finanziari, li accusa di aver utilizzato le risorse comuni per scopi personali. Si tratterebbe di almeno 64 milioni di dollari volatilizzatisi in soli tre anni, che sarebbero stati impiegati dai responsabili per arricchire se stessi, i familiari, gli amici, gli alleati politici, in violazione delle leggi federali e statali. 

Un’organizzazione con 148 anni di storia alle spalle

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Un bruttissimo colpo per un'organizzazione che ha 148 anni di storia alle spalle e oltre 5 milioni di soci, baluardo intransigente di quel secondo emendamento della costituzione statunitense che protegge il diritto di ogni americano a possedere un'arma da fuoco. Un baluardo che si è rafforzato con l'arrivo alla Casa Bianca di Trump, a cui la Nra ha dato l'endorsement sia nel 2016 sia per le elezioni del 2020. Ma questo potrebbe non bastare per evitare le conseguenze di anni e anni di mala gestione.

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Le accuse sono venute a galla dopo mesi di indagini partite nel febbraio del 2019 e arrivate a quella che per ora è una causa civile (ma non si esclude in futuro anche un'azione penale) presentata dalla procuratrice generale di New York, Letitia James, alla Corte suprema dello Stato a Manhattan. Immediata la reazione del presidente Trump, venuto subito in soccorso dei suoi alleati con un consiglio: "Trasferitevi in Texas, sarebbe un grande stato per l'organizzazione". La Nra infatti ha il suo quartier generale a Fairfax, Virginia, ad una trentina di chilometri dalla capitale Washington, ma è registrata come non profit a New York, dove conduce gran parte delle sue transazioni finanziarie.

I capi di accusa

I capi di accusa riguardano non solo l'associazione nel suo complesso ma quattro dei suoi leader e manager, compreso quel Wayne LaPierre grande amico del tycoon che ha guidato la Nra per tantissimi anni e ora vicepresidente esecutivo. Illustrando il caso la procuratrice Letitia James, invisa al presidente per aver indagato anche sulla Fondazione Trump, ha spiegato come anni di corruzione e di sperperi hanno irreparabilmente minato le capacità della Nra di essere un'associazione no profit. Anche se ci potrebbero volere anni di battaglie legali prima che si possa arrivare a un clamoroso scioglimento. Intanto il presidente statunitense ritwitta alcuni post in cui ci si chiede se sia possibile indagare sulla Nra e non sulla Fondazione Clinton che accusa di scandali ben peggiori.

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