Israele attacca in Siria, colpiti obiettivi militari

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L'aviazione di Tel Aviv prende di mira l'esercito di Damasco nel sud del Paese dopo aver sventato le bombe piazzate sulle alture del Golan. Lo dice un portavoce militare e Netanyahu ribadisce: "Faremo di tutto per difenderci" 

In risposta al tentato piazzamento di ordigni esplosivi della notte tra il 2 e il 3 agosto sulle Alture del Golan da parte di un commando giunto dalla Siria, l'aviazione israeliana ha colpito obiettivi militari nel sud della Siria dell'esercito di Damasco. Lo ha detto un portavoce militare di Tel Aviv secondo cui sono stati centrati "posti di osservazione e sistemi di raccolta di informazioni, postazione di artiglieria contraerea e sistemi di controllo in basi dell'aeronautica siriana". 

"Damasco responsabile per le attività sul suolo siriano"

"L'esercito - ha aggiunto il portavoce militare - ritiene responsabile il governo siriano per tutte le attività sul suolo siriano e continuerà ad operare con determinazione contro ogni violazione della sovranità israeliana".  Dal canto suo il governo siriano ha azionato i suoi sistemi antiaerei per respingere raid sulla periferia della capitale Damasco, come riportato  dai media ufficiali. Secondo alcune fonti citate da al Arabiya il raid israeliano contro alcuni mezzi che trasportavano missili di precisione.

Netanyahu: faremo di tutto per difenderci

Si tratta di un'operazione significativa in quanto l'esercito israeliano raramente rivendica azioni in Siria. D'altro canto anche Netanyahu è stato chiaro dopo il tentativo di attacco sul Golan: "Faremo tutto i necessario per difenderci. Consiglio tutti, inclusi gli Hezbollah, di prenderlo in considerazione. Abbiamo colpito una cellula e ora colpiamo chi ha inviato. Queste non sono parole vane, portano con sé il peso dello stato di Israele ed hanno dietro l'esercito di sraele. Dovrebbero essere prese seriamente". La tensione è tornata alta al confine settentrionale dello Stato ebraico con Siria e Libano: i raid israeliani si sono moltiplicati in risposta a un'accresciuta minaccia da parte delle forze iraniane e filo-iraniane degli Hezbollah presenti nella regione. Già il 27 luglio Israele aveva annunciato di aver sventato un tentato attacco di Hezbollah sul suo territorio, una circostanza comunque smentita dalla forza libanese.

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