Coronavirus, oltre 530mila morti nel mondo. Netanyahu: "Israele in stato d'emergenza"

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Gli Stati Uniti hanno registrato nelle ultime 24 ore altri 43.091 casi di contagio, ma il presidente Trump, durante le celebrazioni del 4 luglio, sostiene che la battaglia contro il virus "venuto dalla Cina" sta "facendo progressi". In Brasile più di 1.000 morti per il quinto giorno consecutivo

Sono oltre 11,2 milioni i casi di coronavirus accertati nel mondo con il bilancio dei morti che ha superato quota 530mila. È quanto emerge dai dati aggiornati al 5 luglio nella mappa globale dell’università americana Johns Hopkins. Proprio negli Usa sono oltre 43mila i contagi nelle ultime 24 ore, con un nuovo record in Florida dove sono stati registrati 11.400 nuovi casi. Ma il presidente americano Donald Trump, durante le celebrazioni del 4 luglio, alla Casa Bianca sostiene che la battaglia contro il virus “venuto dalla Cina” sta “facendo progressi”. Intanto la situazione rimane drammatica in Brasile e la pandemia non rallenta in molti altri Paesi (CORONAVIRUS, AGGIORNAMENTI LIVE - SPECIALE - LA DIFFUSIONE GLOBALE: MAPPA).

Trump: “Cura o vaccino entro la fine dell’anno”

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”Abbiamo effettuato 40 milioni di test e per questo abbiamo molti casi, il 99% dei quali innocui. La segretezza e l'insabbiamento della Cina hanno permesso al virus di espandersi in tutto il mondo”, ha detto Trump, prevedendo che si arrivi a “una cura o un vaccino" prima della fine dell’anno.

La situazione negli Usa

Gli Stati Uniti hanno registrato nelle ultime 24 ore altri 43.091 casi di coronavirus, un dato in ribasso rispetto ai 60.383 del giorno precedente e rispetto agli ultimi tre giorni in cui gli aumenti giornalieri sono stati sempre superiori a 50 mila contagi. Secondo il bilancio della Johns Hopkins University, il totale dei contagi sale così a 2.836.113, mentre quello dei decessi è a 129.654. Oltre al record della Florida, preoccupa anche il Texas, che registra 8.258 nuovi casi di Covid-19, il secondo dato più alto di aumenti giornalieri dall'inizio dell'epidemia.

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Un uomo a Coney Island celebra il 4 luglio - ©Getty

Netanyahu: Israele in stato emergenza

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Israele si trova "in stato di emergenza", ha detto il premier Benyamin Netanyahu a fronte dell'attuale seconda ondata di infezioni da coronavirus. Aprendo la riunione di governo a Gerusalemme ha esordito dicendo: "Non possiamo ritardare la legislazione sulle misure da adottare. Dobbiamo andare avanti e fermare la diffusione". 

Anche Abu Mazen estende stato di emergenza

Da parte sua, il presidente Abu Mazen ha rinnovato per la terza volta lo stato di emergenza per altri 30 giorni in tutti i Territori a fronte dei nuovi picchi di infezioni. "Le autorità competenti - è scritto nel decreto del presidente citato dalla Wafa - devono continuare a prendere tutte le misure necessarie per fronteggiare i pericoli che derivano dal coronavirus, proteggere la salute pubblica e raggiungere sicurezza e stabilita'". Da venerdì scorso nei Territori è in vigore un lockdown totale di 5 giorni.

I numeri del contagio

La pandemia di coronavirus si estende in questi giorni con un ritmo molto simile sia in Israele sia fra i palestinesi in Cisgiordania. In Israele, precisa il ministero della Sanità, i casi positivi sono saliti oggi a 29.366: sono seimila in più rispetto ad una settimana fa e 1.800 in più rispetto a due giorni fa. I malati sono adesso 11.189: fra i casi più gravi se ne sono aggiunti 40 dall'inizio di luglio. I decessi sono adesso 330 mentre le guarigioni assommano a 17.847. Nei test condotti fra ieri e oggi è stato rilevato un tasso di contagio di circa il 5 per cento. Due settimane fa era del 2 per cento. Situazione simile fra i palestinesi di Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est dove, secondo l'agenzia di stampa Wafa, il numero dei casi positivi è salito a 4.250, il doppio di una settimana fa. I malati sono pure raddoppiati e sono ora 3.594. Nello stesso lasso di tempo i decessi sono quasi triplicati, passando da 7 a 19. La maggioranza assoluta di questi casi è in Cisgiordania, mentre a Gaza la situazione resta sotto controllo. 

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L'emergenza a Nablus, una delle più grandi città della Cisgiordania - ©Ansa

In Brasile più di 1.000 morti per il quinto giorno consecutivo

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Coronavirus Brasile, oltre 60mila morti. Cristo illuminato per vittime

Il Brasile, secondo Paese al mondo più colpito dalla pandemia, per il quinto giorno consecutivo ha registrato più di 1.000 decessi legati al Covid-19. Si sono contate 1.091 vittime nelle ultime 24 ore, per un totale di 64.265 morti. I casi di contagio confermati sono 1.577.004, compresi i 37.923 registrati nelle ultime 24 ore. Il Paese, inoltre, da 50 giorni è senza un vero ministro della Salute. Il ministero è temporaneamente affidato al generale dell'esercito Eduardo Pazuello, una figura priva di esperienza nel settore, subentrata a Nelson Teich che, dopo diverse polemiche con Bolsonaro, si è dimesso il 15 maggio.

Record in Sudafrica, 10.853 nuovi casi

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Il Sudafrica registra il suo più alto aumento giornaliero di casi di coronavirus, 10.853, per un totale di 187.977 infezioni. Il numero delle vittime sale a 3.026, dopo i 74 decessi registrati nelle ultime 24 ore.

Torna il lockdown nella capitale del Madagascar 

Due mesi dopo avere allentato le misure anti coronavirus, Antananarivo, la capitale del Madagascar, è di nuovo in isolamento a causa di una nuova impennata di contagi. La presidenza ha annunciato che "la regione di Analamanga (di cui fa parte la capitale) torna al contenimento totale". Queste misure sono state adottate "a causa della diffusione dell'epidemia e dell'aumento dei casi di Covid-19", spiega il comunicato. "La regione di Analamanga sarà completamente chiusa al traffico, sia in entrata che in uscita, da lunedì prossimo al 20 luglio". "Solo una persona per famiglia ha il diritto di uscire in strada dalle 6:00 alle 12:00", limite che era stato esteso in precedenza alle 17. Abituata a contare poche decine di casi di coronavirus al giorno, l'autorità sanitaria malgascia ha registrato per tre giorni consecutivi centinaia di contagi quotidiani. Per disposizione del governo, nessuno potrà entrare nell'area della capitale dall'esterno e il ritorno alla normalità delle attività giudiziarie è stato rinviato sine die.

In Messico 30.366 morti, superata la Francia

Il Messico è costretto a contare altri 523 decessi legati al Covid-19, per un totale di 30.366, una cifra superiore a quella della Francia (29.893) e che pone il Paese al quinto posto nel mondo per numero di morti. Record di contagi registrati in sole 24 ore, 6.914, per un totale di 252.165 infezioni.

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Controllo della temperatura in Messico sul confine con gli Usa - ©Ansa

Coronavirus: 2 nuovi casi locali a Pechino e 6 importati in Cina

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In Cina, Pechino ha registrato nelle ultime 24 ore gli unici due casi 'locali' di coronavirus, mentre nel resto del Paese sono stati accertati altre sei infezioni 'importate', per un totale di 8 contagi. Tre dei sei casi importati si registrano nel Gansu (Nord-Ovest), uno a Tianjin (Nord-Est), uno nel Sichuan (Sud-Ovest) e l'altro a Shanghai (Est).

Spagna, 70mila in lockdown in Galizia

In Spagna intanto è stato disposto il lockdown per 70mila persone in Galizia. La Generalitat ha decretato il confinamento degli abitanti di La Marina dove si è registrato un focolaio con oltre 100 casi. Lo riporta El Pais citando il ministro della Salute Jesùs Vàsquez.

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