Covid-19: a Melbourne migliaia in lockdown, in Spagna chiusi 38 comuni, in Usa record casi

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Cresce il numero di contagi da coronavirus a livello globale e oltrepassa gli 11 milioni. Le vittime, in totale, sono oltre 527mila. Negli Stati Uniti per il terzo giorno consecutivo si registrano 50mila nuovi malati. Preoccupa ancora l'America Latina. In Catalogna circa 200mila persone sono in quarantena. Interi quartieri in isolamento anche in Australia

Il numero di casi di Coronavirus nel mondo continua a crescere e supera quota 11 milioni. Le vittime sono oltre 527.000. A tracciare il bilancio sono i dati della Johns Hopkins University. Preoccupano soprattuto l'Australia, con migliaia di residenti in lockdown a Melbourne a causa di un nuovo focolaio, e gli Stati Uniti, dove nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono stati 57.562. Si tratta di una cifra record ed è il terzo giorno consecutivo con oltre 50.000 nuovi malati. I casi di Covid-19 negli Usa, in totale, salgono così a 2,79 milioni e i decessi 129.405 (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE). Nuovi focolai fanno tornare paura e lockdown anche in Europa. In Spagna la Generalitat catalana ha deciso di mettere in isolamento gli abitanti di 38 piccoli comuni della provincia di Segrià, a fronte dell'aumento dei casi registrati nelle ultime ore.

A Melbourne migliaia in lockdown

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Migliaia di residenti in alcuni edifici popolari di Melbourne, la seconda città dell'Australia, sono stati messi in isolamento, da oggi e per almeno cinque giorni, dopo lo scoppio di un nuovo focolaio di coronavirus che le autorità stentano a mettere sotto controllo (FOTO). Centinaia di poliziotti sono stati dispiegati per imporre il lockdown a nove torri di edilizia popolare. Si tratta di circa 3mila persone a cui è stato intimato di non uscire, dopo che in due quartieri, Flemington e North Melbourne, sono stati trovati almeno 23 casi. Il Paese ha registrato il più grande aumento giornaliero di casi di coronavirus negli ultimi mesi, con 108 nuovi casi concentrati nello Stato sud-orientale di Victoria: è la seconda giornata peggiore dall'inizio dell’epidemia. In tutta l'Australia ci sono stati complessivamente 8.362 casi di coronavirus e 104 morti.

Ancora molti contagi in America Latina

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Continua a salire il numero dei contagi anche in America Latina. Un picco nelle ultime 24 ore (70.644) ha dimostrato che la curva della pandemia non si è ancora assestata, mentre i casi hanno raggiunto i 2.793.946, con un forte incremento anche dei morti a 124.118 (+2.736).  Il Brasile continua a tirare la crescita dei numeri, con un ritmo in linea con gli ultimi giorni, sia per i contagiati (1,539.081, +42.223), sia per i morti che hanno raggiunto quota 63.174 (+1.290). La coppia dei Paesi che seguono è composta da Perù (295.599 e 10.226) e Cile (288.089 e 6.051).  Ci sono poi sette Paesi con più di 30.000 contagi: Messico (245.251 e 29.843), Colombia (109.505 e 3.777), Argentina (72.786 e 1.437), Ecuador (60.657 e 4.700), Panama (35.995 e 698), Rep. Dominicana (35.148 e 775), e Bolivia (35.528 e 1.271).

In Catalogna 200mila persone in quarantena

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Il coronavirus torna a far paura: i principali focolai nel mondo. FOTO

Sul fronte europeo, torna la paura in Spagna. In Catalogna, una delle aree più colpite durante il picco della pandemia in aprile, sono chiuse in casa oltre 200mila persone. In particolare, torna la quarantena nella provincia di Segrià: la Generalitat catalana, dopo l'aumento dei casi, ha messo in lockdown 38 comuni. Sono nove i focolai attivi, secondo quanto scrive La Vanguardia. Fino alle 16 ai residenti è stato permesso di entrare , ma da quel momento in poi è stata vietata la circolazione, ad eccezione dei lavoratori che devono spostarsi. Prove di cauta normalizzazione, invece, a Barcellona: la cattedrale della Sagrada Familia ha riaperto le porte per 2.000 operatori della sanità e delle forze dell'ordine prima della programmata riammissione dei visitatori.

La situazione negli altri Paesi

Ma è allarme anche nella prudente Austria, dove i contagi continuano ad aumentare e i casi sono raddoppiati rispetto a due settimane fa, passando da 400 a 853. Per aiutare la gente a valutare la presenza del virus nelle diverse zone del Paese, il ministro della Salute Rudolf Anschober ha annunciato, entro settembre, l'introduzione di un semaforo Covid, simile al bollettino valanghe, con il rischio contagio suddiviso in quattro gradi (verde, giallo, arancione e rosso). In Gran Bretagna il tasso di mortalità è tra i più alti, ma da stamattina in Inghilterra hanno riaperto pub, caffè e ristoranti oltre che parrucchieri. Il timore tuttavia è alto e gli ospedali sono in preallerta. Galles, Irlanda del Nord e Scozia - più prudenti - si sono presi ancora qualche giorno prima delle riaperture. In Iran, dove le stime ipotizzano oltre 18 milioni di casi, il presidente Hassan Rohani ricorre alla Sharia e ricorda che è un dovere religioso per gli infetti rimanere in quarantena e informare gli altri della malattia. In Russia i morti hanno superato quota 10mila e sono oltre 6.600 i contagi in un solo giorno.

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