Coronavirus, Commissione Ue raccomanda la riapertura delle frontiere esterne dal 1° luglio

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Lo ha annunciato l'Alto rappresentante Josep Borrell annunciando l'arrivo di una raccomandazione con le linee guida. La commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johannson, ha poi sottolineato che la revoca della chiusura delle frontiere esterne non sarà generale. La decisione finale spetterà comunque a ogni singolo Stato membro. Intanto proseguono le riaperture sul fronte interno

Dal primo luglio l'Unione europea potrebbe riaprire le frontiere esterne dopo le misure di lockdown per contenere la diffusione della pandemia di coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI LIVELO SPECIALE). A suggerirlo è stato l'Alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Josep Borrell, che ha dichiarato che la Commissione raccomanda "una revoca graduale e parziale" delle frontiere esterne a partire da quella data. Come ha poi precisato la commissaria Ue agli Affari interni, Ylva Johannson, si raccomanda che tutti gli Stati che aderiscono a Schengen revochino i controlli alle frontiere interne entro il 15 giugno, e che prolunghino la restrizione temporanea sui viaggi non essenziali nell'Ue fino al 30 giugno, stabilendo un approccio comune per revocare progressivamente le restrizioni, dal primo luglio in poi. Dato che la situazione sanitaria in alcuni Paesi terzi è ancora critica, Bruxelles non propone una revoca generale delle restrizioni.

Ue: aprire frontiere a Paesi Balcani già da luglio

La decisione finale sui confini spetterà comunque ad ogni singolo Stato e saranno inevitabili ripartenze differenziate, tra forti timori di una seconda ondata del virus e Paesi extra-europei che sono ancora nel pieno dell'emergenza Covid-19. Intanto, sempre la commissaria Johannson, ha avanzato la proposta che “gli Stati dei Balcani occidentali siano sulla lista" dei Paesi terzi che potranno viaggiare in Europa "già da luglio" perché la loro situazione epidemiologica è simile o migliore della nostra. La commissaria ha anche sottolineato che questo sono i soli Paesi terzi indicati, per il momento.

I dubbi dell'Italia

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L'Italia affronterà il nodo delle riaperture extra-Ue nel prossimo Dpcm ma non si prevedono balzi in avanti. Per il ministro della Salute Roberto Speranza, infatti, non ci sono le garanzie per un via libera già dal 15 giugno. La Germania probabilmente seguirà la raccomandazione della Commissione Ue ma per contro ha già annunciato che l'allerta ai tedeschi sui viaggi fuori dall'Europa resterà in vigore fino al 31 agosto. Alcuni Paesi, poi, hanno più fretta di altri di rimettere in moto il turismo. La Grecia ad esempio,  ha già inserito Paesi non europei - Australia, Corea del Sud e Cina - nella lista di quelli ai quali riaprirà le sue porte dal 15 giugno. 

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Sul fronte interno all'Unione continuano intanto le graduali riaperture dei confini. Dopo la Grecia, anche l'Austria ha annunciato lo sblocco della frontiera con l'Italia dal 16 giugno anche se mantiene un invito alla cautela sui viaggi in Lombardia. La Germania ha comunicato che dal 16 giugno non saranno più effettuati controlli dei cittadini Ue ai confini ad eccezione con la Spagna per la quale, "per una questione di reciprocità", rimarranno validi fino al 21 giugno. Il 13 giugno sarà la volta delle frontiere della Polonia, che tre giorni dopo farà ripartire anche i voli internazionali, nonostante i polacchi non siano ancora benvenuti in Austria, Slovacchia, Slovenia e Repubblica Ceca. 

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