George Floyd, rivolta in Usa: Minneapolis in stato d'emergenza. Arrestato agente coinvolto

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Arrestato il poliziotto che ha soffocato col ginocchio il 46enne afroamericano: è stato accusato formalmente di omicidio colposo. Secondo un documento dell'accusa riportato dai giornali Usa, l'agente Derek Chauvin avrebbe tenuto premuto il suo ginocchio sul collo di George Floyd per quasi 9 minuti.  Nella città in cui è morto, le fiamme sono divampate all'esterno del commissariato. Scontri e incendi in tutto il Paese, da New York a Los Angeles.

Terza giornata di proteste a Minneapolis (FOTO) per la morte di George Floyd, l’afroamericano morto dopo essere stato bloccato a terra da un poliziotto. L'agente che l'ha soffocato, che nel video si vede mentre preme col ginocchio sul collo, è stato arrestato: è stato accusato formalmente di omicidio colposo. In un comunicato diffuso dall’avvocato Ben Crump, la famiglia di Floyd ha definito l’arresto un “gradito ma tardivo passo in avanti verso la giustizia”. E ha aggiunto: “Ci aspettavamo un’accusa di omicidio di primo grado. Noi vogliamo un’accusa di omicidio di primo grado. E vogliamo vedere gli altri agenti arrestati”. Intanto secondo Andrea Jenkins, vicepresidente del consiglio comunale della città, Floyd e il poliziotto si conoscevano e hanno lavorato insieme per molto tempo come addetti alla sicurezza di un locale. Una conferma - secondo alcuni media locali - sarebbe arrivata anche dal proprietario del locale. "Le indagini sono ancora in corso", ha detto il procuratore della contea. "Tutto ciò non dovrebbe essere normale nell'America del 2020", ha tuonato l'ex presidente Barack Obama. Mentre l’Onu ha lanciato un appello: “Fermate gli omicidi degli afroamericani da parte della polizia”, ha chiesto l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani Michelle Bachelet. Nella città e in tutti gli Stati Uniti, comunque, le proteste non si fermano. A Minneapolis è finita in manette anche una troupe della Cnn che stava trasmettendo live le proteste. A raccontare in presa diretta il suo arresto Omar Jimenez, reporter afroamericano. Dopo le polemiche, il giornalista e i suoi colleghi sono stati rilasciati.

Minneapolis brucia. Trump: "Stanno disonorando memoria di Floyd"

Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha dichiarato l'emergenza locale, chiedendo quindi aiuto allo Stato, per riportare "l'ordine e la calma". Sono stati schierati 500 uomini della Guardia Nazionale, dopo le devastazioni nei centri commerciali e le fiamme appiccate a molte auto, con le strade invase dai lacrimogeni e i trasporti pubblici sospesi. Un incendio è divampato all'esterno del commissariato degli ex agenti coinvolti nella morte di Floyd e l'edificio, assediato dai manifestanti, è stato abbandonato. Un corteo ha marciato verso il centro della città chiedendo giustizia e scandendo slogan contro la polizia e Donald Trump. Ma la gente è scesa in piazza anche in altre città degli Stati Uniti, da Memphis a Los Angeles, Oakland, in California, e Denver, in Colorado. Cortei e sit-in anche a Chicago e San Francisco.  "Questi criminali stanno disonorando la memoria di George Floyd", è il commento di Trump su Twitter, "e non lascerò che accada".

Trump minaccia di inviare la Guardia nazionale

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Il presidente Trump, prima dell'arrivo in città della Guardia nazionale, ha aggiunto: "Non posso sopportare di vedere quanto sta accadendo a una grande città americana, Minneapolis". "O il debole sindaco di estrema sinistra, Jacob Frey, si comporta bene e riporta la città sotto controllo o invierò la Guardia nazionale", aveva scritto su Twitter. Poi, riferendosi alla devastazione, ha aggiunto: "Questi criminali stanno disonorando la memoria di George Floyd" e "non lascerò che accada". "Quando iniziano i saccheggi, si inizia anche a sparare", ha concluso Trump.

I disordini a Minneapolis

A Minneapolis, non distante dal luogo in cui Floyd è stato soffocato, un gruppo di manifestanti ha tentato di assaltare un mall ma è stato respinto dai gas lacrimogeni della polizia. I media locali riportano come i manifestanti sono riusciti ad entrare nel commissariato frantumando i vetri delle finestre, vandalizzando gli uffici e dando alle fiamme parte dell'edificio. Quest'ultimo è stato evacuato per sicurezza, dopo che gli agenti hanno esploso alcuni proiettili di gomma contro i dimostranti.

Lockdown del parlamento statale a Denver

A Denver, in Colorado, è scattato il lockdown dello State Capitol, l'assemblea statale, dopo che alcuni colpi di arma da fuoco sono stati sparati mentre era in corso una manifestazione. La situazione è diventata molto tesa e molti dimostranti hanno bloccato alcune arterie stradali della città.

A New York almeno 30 arresti

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Disordini si sono verificati anche a New York, dove almeno 30 persone sono state arrestate. Centinaia di persone sono scese in strada a Manhattan per protestare contro la morte di George Floyd ed esprimere la propria rabbia contro la violenza della polizia nei confronti degli afroamericani. Momenti di tensione attorno a City Hall, la sede del municipio, dove c'è stato un lancio di bottiglie e di altri oggetti verso gli agenti. 

I poliziotti coinvolti nell'uccisione di Floyd non collaborano

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Nel frattempo i poliziotti di Minneapolis coinvolti nella morte di Floyd - licenziati dopo i fatti - non starebbero collaborando con gli investigatori e si sarebbero fino ad ora avvalsi della facoltà di non rispondere. Lo hanno reso noto in una conferenza stampa le autorità. L'Fbi, che sta indagando insieme agli investigatori locali, ha chiesto di visionare altri video.

L'Onu: "Solo ultima di una lunga lista di uccisioni di afroamericani disarmati"

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Nel suo appello agli Usa per fermare le violenze della polizia nei confronti degli afroamericani, l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani Michelle Bachelet ha affermato: "Questa è l'ultima di una lunga lista di uccisioni di afro americani disarmati", ad opera di agenti di polizia o gente comune, ha dichiarato Bachelet in una nota elencando alcune delle vittime recenti, da Breonna Taylor a Eric Garner.

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