Morte Kobe Bryant, autopsia sul pilota: non era sotto effetto né di droghe né di alcol

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Gli esami sulle dinamiche dell’incidente hanno classificato le morti come accidentali. Oltre al campione e alla figlia Gianna, lo scorso 26 gennaio hanno perso la vita due giovani atlete, i genitori di una delle due, la madre dell'altra e un'allenatrice di basket

Ara Zobayan, il pilota dell'elicottero che si è schiantato lo scorso 26 gennaio alle porte di Los Angeles, uccidendo Kobe Bryant e la figlia, non era sotto l'effetto né di alcol, né di droga. Lo ha stabilito l'autopsia precisando che le morti sono state classificate come accidentali. La vedova del campione dell'Nba aveva fatto causa per omicidio colposo all'operatore di elicotteri Island Express.

Nove vittime

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Tra le nove vittime dell'incidente, oltre a Bryant e alla figlia Gianna, anche due giovani atlete, i genitori di una delle due, la madre dell'altra e un'allenatrice di basket.

L'incidente

 

L'incidente è avvenuto il 26 gennaio 202. L'elicottero, partito alle 9.06 dall’aeroporto John Wayne di Orange Country, a Los Angeles (L'AUDIO CON LA TORRE DI CONTROLLO), si è schiantato al suolo dopo meno di 40 minuti. Era diretto a Thousands Oaks, dov’era in programma la Mamba Cup, un torneo con squadre maschili e femminili di pallacanestro organizzato dalla Mamba Sport Academy di Kobe Bryant. 

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