Coronavirus, Pompeo: "Virus arriva da laboratorio Wuhan". Trump: "Cina voleva nasconderlo"

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Il segretario di Stato torna ad attaccare la Cina accreditando la teoria già smentita, tra gli altri, da Nature Medicine: "Hanno fatto di tutto per nasconderlo, è disinformazione comunista". I media cinesi: mostri le prove. Trump incalza: "Errore terribile" di Pechino

Continuano le accuse da parte degli Usa nei confronti della Cina sulla diffusione del coronavirus. Il segretario di Stato Mike Pompeo ha accusato Pechino di aver fabbricato artificialmente il Sars-CoV2 (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - GRAFICHE). “Ci sono numerose prove sul fatto che il coronavirus arrivi dal laboratorio di virologia di Wuhan”, ha detto in un’intervista all’emittente Abc. La teoria del virus sviluppato in laboratorio era già stata smentita a metà marzo da uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Nature Medicine, in cui viene dimostrata l’origine naturale del Sars-CoV2. Ma anche il presidente Donald Trump è dello stesso avviso di Pompeo. Il tycoon, alcuni giorni fa, aveva parlato di prove che il virus arrivasse dai laboratori cinesi. Poi, dopo le dichiarazioni del suo segretario di Stato, è tornato sulla questione: l'origine del coronavirus è dovuta a un "terribile errore" che la Cina "non vuole ammettere", ha detto nel corso di un'intervista. A stretto giro la replica dei media cinesi alle insinuazioni di Washington: il tabloid di Pechino Global Times, pubblicato dal Quotidiano del Popolo, organo di stampa del Partito comunista cinese, chiede che vengano mostrate le prove.

Trump: cinesi "hanno cercato di nascondere il virus"

I cinesi "hanno cercato di nascondere il coronavirus, ma non ci sono riusciti", ha spiegato sulla questione il presidente americano, anticipando che a breve sarà diffuso un rapporto. Alcuni giorni prima, Trump, parlando con la stampa alla Casa Bianca, aveva minacciato misure “punitive” contro Pechino. Alla richiesta di chiarimenti da parte di un giornalista, il presidente aveva risposto di non poter dire di più. Un’ipotesi analoga era arrivata anche dal premio Nobel Luc Montagnier, secondo il quale il virus sarebbe "uscito da un laboratorio cinese con il Dna dell’Hiv". Una tesi, anche questa, già smentita da uno studio specifico pubblicato su Emerging Microbes & Infections lo scorso 14 febbraio.

Pompeo: “Disinformazione comunista”

Mentre il segretario di Stato americano ad Abc, ha spiegato che la Cina “ha fatto tutto quello che ha potuto per assicurarsi che il mondo non sapesse in modo tempestivo” del coronavirus, in quello che Pompeo ha definito “un classico sforzo di disinformazione comunista”. Lo stesso politico, a metà aprile, aveva fatto notare che “l’istituto di virologia di Wuhan è solo a qualche chilometro di distanza dal mercato all’aperto” dove si sarebbe sviluppato il virus e che per questo gli Stati Uniti stanno conducendo “un’inchiesta completa su come questo virus si sia propagato”.

Media Cina: Pompeo mostri le prove sul laboratorio

Ma Pechino replica, e lo fa attraverso il tabloid di Pechino Global Times. Dal momento che Pompeo ha parlato di queste "enormi prove", scrive il giornale, "allora dovrebbe presentare questa cosiddetta prova al mondo, e specialmente al pubblico americano che continua a cercare di ingannare. La verità è che Pompeo non ha alcuna prova, e durante l'intervista di domenica stava bluffando".

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