La Corea del Sud al voto nonostante il Coronavirus

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Daniele Brunetti

Nel Paese asiatico, mercoledì 15 aprile, 44 milioni di elettori dovranno esprimere la loro preferenza per rinnovare i 300 membri del Parlamento. Una parte ha già votato durante le sessioni anticipate di venerdì e sabato. In vantaggio il Partito Democratico Coreano (PDK)

Nonostante la pandemia di Coronavirus, (IL LIVEBLOG - LO SPECIALE - LA DIFFUSIONE GLOBALE IN UNA MAPPA ANIMATA) la Corea del Sud non rinuncia alle elezioni. Mercoledì 15 aprile i cittadini del Paese asiatico sono chiamati ai seggi per rinnovare l’Assemblea nazionale, il parlamento unicamerale di 300 seggi. Molti coreani hanno già esercitato il loro voto tra venerdì e sabato nelle sessioni anticipate, che hanno avuto l'effetto di scaglionare gli elettori evitando eccessivi assembramenti. Al momento in Corea del Sud si contano 10.564 contagiati dal Covid-19 e 222 decessi totali. Nelle scorse settimane l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lodato l’operato del governo coreano che, grazie a un piano di test a tappeto, al monitoraggio attivo, al distanziamento sociale e alla quarantena rigorosa per gli arrivi dall'estero, è riuscita a contenere efficacemente l’epidemia. Da giorni, infatti, le nuove infezioni giornaliere sono meno di 50 e il tasso di mortalità è rimasto costantemente al di sotto del 2%. Risultati che, secondo diversi analisti, contribuiranno a far vincere la tornata elettorale al Partito Democratico Coreano (Pdk), il partito di centrosinistra del presidente della Repubblica Moon Jae-in, che durante questa emergenza è riuscito a ribaltare gli umori dell’opinione pubblica.

In vantaggio il PDK

Già prima di questa epidemia la Corea del Sud stava attraversando una fase di lenta ripresa economica e il voto era atteso dai membri del PDK con grande apprensione. Una serie di scandali di corruzione e una sostanziale impasse nelle trattative con la Corea del Nord per quanto riguarda il programma nucleare avevano causato un calo vertiginoso delle forze di governo nell’opinione pubblica. La buona gestione dell’epidemia, riconosciuta a livello globale, sembra però aver migliorato di molto la percezione dell’operato del Pdk e del presidente Moon. Secondo un sondaggio, pubblicato dalla società di analisi Gallup Corea, il Partito Democratico raccoglierebbe il 41% dei gradimenti, con il principale partito d’opposizione, il Partito Unito del Futuro (Ufp), che si fermerebbe al 23%. Nonostante l’ampio divario, l’esito delle elezioni è tutt’altro che scontato anche a causa dell’elevato numero degli indecisi, che secondo la rilevazione sono circa il 22% della popolazione. I due principali volti di questa elezione saranno Lee Nak-yon, ex primo ministro del Partito Democratico, e Hwang Kyo-ahn, leader dell’opposizione. I due si sfideranno in uno dei seggi della capitale Seul, che sarà un buon termometro per capire da che parte penderà la bilancia. Le elezioni del 15 aprile saranno interessanti anche perché saranno le prime dopo l’approvazione della nuova legge elettorale, che prevede una quota proporzionale. Dei 300 seggi, infatti, saranno destinati a questo scopo 47 posti che verranno divisi tra i partiti che riusciranno a superare la soglia di sbarramento del 3%.

Una campagna elettorale atipica

Il Partito Democratico, cosciente dei buoni risultati ottenuti contro il coronavirus, ha puntato molto della campagna elettorale sull’emergenza. Lo slogan principale è stato, infatti, "vota il Pdk per vincere la guerra al Covid-19". Di contro, l’opposizione ha continuato a ricordare all’elettorato lo stato disastrato dell’economia e gli scandali che hanno coinvolto figure di primo piano del Partito Democratico. L'Ufp ha insistito anche nel rendere merito ad operatori pubblici e sanitari, i veri protagonisti della buona gestione della pandemia. In queste settimane, entrambi i partiti hanno promesso di intervenire pesantemente in aiuti economici a sostegno di famiglie e imprese per superare questo momento di difficoltà. Promesse che sono state fatte soprattutto in televisione e con campagne social. I tradizionali comizi, infatti, si sono svolti senza strette di mano, con partecipazioni contingentate e rigorosamente con mascherine indossate. Per quanto riguarda i possibili scenari futuri, se il Pdk dovesse vincere, consentirebbe al presidente Moon di aver maggior forza nel portare avanti le annunciate politiche di ridistribuzione economica che passano per l’aumento del salario minimo e per il potenziamento del sistema di assistenza sociale.

Partecipazioni record al voto anticipato

Intanto le elezioni anticipate degli scorsi venerdì e sabato hanno avuto adesioni record. Secondo la National Election Commission: il 27%, pari a 11,7 milioni dei votanti, si è già recato al seggio con il risultato che il 15 aprile le file ai 3.508 seggi allestiti nel Paese saranno decisamente meno affollate. Tra i primi a votare c’è stato anche il presidente Moon Jae-in. Questa forma di elezione anticipata è stata introdotta 7 anni fa nel Paese, e la tornata dei giorni scorsi è risultata essere la più affollata di sempre. Unico inconveniente finora registrato è che i cittadini residenti all’estero non potranno esercitare il loro diritto di voto, non potendosi recare presso ambasciate e consolati a causa del regime di lockdown adottatto da gran parte dei Paesi stranieri.  

Implementato il protocollo di sicurezza

Finora la Corea del Sud non ha mai imposto un blocco totale delle attività, limitandosi a rigide regole di distanziamento sociale. Molte delle misure standard sono state rafforzate per garantire ai cittadini di recarsi al voto in totale sicurezza. Nello specifico, le oltre 46mila persone in quarantena hanno potuto registrarsi per votare per posta, mentre chi ha contratto il virus in forma lieve potrà recarsi in appositi seggi allestiti per l’occasione. Per votare bisognerà indossare la mascherina e guanti, e rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro. Verrà inoltre misurata la febbre a chi si recherà ai seggi: in caso di temperatura oltre i 37,5 gradi, bisognerà utilizzare delle cabine speciali.

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