Coronavirus, von der Leyen: anziani forse in isolamento “fino alla fine dell'anno”

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In un’intervista alla Bild, la presidente della Commissione Ue ipotizza questo scenario per le persone anziane. “So che è difficile, ma è una questione di vita o di morte”, dice. Sull’Europa: è tornata la “volontà di sostenere insieme” l'impatto della pandemia

Per evitare ogni rischio di contrarre il coronavirus, le persone anziane potrebbero dover rimanere in isolamento “fino alla fine dell'anno”. A dirlo è stata Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione Ue, in un’intervista al quotidiano tedesco Bild, ha aggiunto: “So che è difficile, che l'isolamento è un peso, ma è una questione di vita o di morte. Dobbiamo essere disciplinati e rimanere pazienti”. Von der Leyen ha anche auspicato che un laboratorio europeo riesca a elaborare un vaccino per il Covid-19 entro la fine del 2020 (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE -  LA MAPPA GLOBALE DEL CONTAGIO - I CONTAGI IN ITALIA).

Von der Leyen: in Europa “volontà di sostenere insieme” impatto pandemia

Secondo la presidente della Commissione Ue, in Europa è tornata la “volontà di sostenere insieme” l'impatto della pandemia. “All'inizio – ha detto alla Bild – era molto alto il pericolo che l'Ue si spezzasse: c'era una mancanza di solidarietà, ognuno vedeva solo i propri problemi, i confini venivano chiusi senza consultarsi con gli altri”. "Dopo – ha spiegato – quando ha cominciato a perdere colpi non solo il traffico merci, i Paesi membri si sono anche accorti che i propri problemi in questo modo peggioravano". Ora, secondo von der Leyen, “si trovano soluzioni che fino a sei settimane fa erano ancora impensabili: così crescono il senso di comunità e la fiducia".

Sulla riapertura: procedere “con grande attenzione”

Per quanto riguarda il progressivo ritorno alla normalità, secondo la presidente bisogna procedere “con grande attenzione, passo per passo”. “Non parliamo di date, perché i Paesi membri attraversano stadi diversi nella pandemia e ogni Paese decide per sé”, ha spiegato. Ha poi ribadito “di non voler decidere centralmente, dato che a Milano la situazione è molto diversa da Muenster, così com'è diversa in aree cittadine da quelle di campagna”. “Ma la forza dell'Europa – ha sottolineato – è che non decide uno solo. Possiamo imparare molto l'uno dall'altro e iniziare nelle regioni degli allentamenti passo per passo. Per esempio i danesi aprono adesso le scuole e gli asili. Gli scienziati misurano che effetto questo ha sul virus. E di questo beneficiano tutti i Paesi”.

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