Coronavirus, aumentano casi in Svizzera: oltre 6mila, 56 morti. Appello: “Restate a casa”

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I dati dell’Ufficio federale di sanità pubblica. Il cantone più colpito è il Ticino. Sommaruga, presidente della Confederazione: “Mantenete le distanze, così proteggete voi stessi e gli altri”. Inasprite misure contro la diffusione, ma no al completo confinamento

Aumentano i casi di coronavirus in Svizzera e Principato del Liechtenstein: il 21 marzo sono 6.113, 1.273 in più rispetto a ieri. In Svizzera aumenta anche il numero dei morti: 56, tredici in più in 24 ore. Sono questi i dati che arrivano dall'Ufficio federale di sanità pubblica. Il cantone più colpito è il Ticino: secondo i media locali, ci sono 918 contagi e 28 decessi. Le autorità non hanno fornito i dati relativi ai contagi nel solo Principato del Liechtenstein (secondo l'ultimo bollettino della Johns Hopkins University sono 28), dove non si registrano decessi (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - MAPPA E GRAFICI DEL CONTAGIO - LE INFO DELLA FARNESINA SULLA SITUAZIONE IN SVIZZERA).

L’appello alla popolazione: “Restate a casa”

La presidente della Confederazione svizzera, Simonetta Sommaruga, nelle scorse ore ha inviato una lettera aperta alla popolazione. “Vi chiedo di restare a casa, se avete più di 65 anni o se siete ammalati. Mantenete le distanze con le altre persone. Così proteggete voi stessi e proteggete gli altri”, si legge nell'appello. “Siamo un Paese, aiutiamoci”, ha esortato la presidente.

Le misure in Svizzera contro il coronavirus

Ieri il governo svizzero ha annunciato l’inasprimento delle misure già in vigore volte a frenare la diffusione del virus. Ha affermato, però, che non seguirà altri Paesi nell'ordinare il completo confinamento, definito uno "spettacolo politico". Il governo, che aveva già chiuso le scuole, ha annunciato che avrebbe vietato tutti i raduni di oltre cinque persone. Chiunque non rispetta la distanza interpersonale di due metri rischia una multa. I cantieri che non rispettano le distanze adeguate e le condizioni sanitarie saranno chiusi. Il ministro della sanità svizzero Alain Berset, poi, ha ammezzo davanti ai giornalisti che il governo è preoccupato che la messa in atto di restrizioni troppo rigide possa spingere le persone a ribellarsi. "La nostra situazione è estremamente vicina" a quella dei Paesi in pieno confinamento, ha aggiunto, sottolineando che l'economia svizzera continuerà a funzionare, seppure parzialmente, e che la gente avrà una certa libertà di movimento. "Non vogliamo impegnarci in uno spettacolo politico", ha detto, sottolineando che i cittadini di alcuni Paesi in cui la quarantena è la regola si rifiutano di adeguarsi.

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