Migranti, in 130mila da Turchia verso Europa. Ankara: Ue li accolga, non possiamo fermarli

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I numeri arrivano dal ministro dell'Interno turco Suleyman Soylu, mentre Atene e le Ong parlano di cifre dieci volte inferiori. Von del Leyen in visita al confine: “Chi cerca di mettere alla prova l'unità dell'Europa resterà deluso”

Sono più di 130mila i migranti che, fino a stamattina, si sono mossi dalla Turchia per raggiungere il confine con la Grecia e cercare di entrare in Europa (COSA STA SUCCEDENDO - FOTO). Lo ha riferito su Twitter il ministro dell'Interno turco Suleyman Soylu, dopo che pochi giorni fa Ankara - nel quadro dell’escalation della tensione tra Siria e Turchia - ha annunciato l’apertura dei confini e l’intenzione di non intervenire per fermare le persone in marcia verso l’Ue. Una decisione ribadita oggi dal ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu, secondo cui dovrebbero essere "le istituzioni Ue ad accogliere i migranti". In visita oggi alla frontiera greco-turca la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli e il premier greco Kyriakos Mitsotakis (IL VIDEO CHE ACCUSA LA GRECIA: SPARI CONTRO UN GOMMONE). Mosca, intanto, tramite il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, ha commentato: "Non possiamo contribuire a risolvere i problemi dell'immigrazione a scapito della fine della guerra al terrorismo” (FOTOSTORIA DEL DRAMMA SIRIANO).

Ankara: “Non siamo nella posizione di fermarli”

Secondo Soylu, i migranti che si muovono verso il confine con la Grecia erano, a stamattina 130.469, una cifra dieci volte superiore a quella riferita dalle autorità di Atene e dalle Ong internazionali. Cavusoglu, intanto, ha riferito che la Turchia non è "nella posizione di fermare" i migranti e ha invitato "le istituzioni Ue a rispettare i valori umanitari comuni".

Von der Leyen: “Chi cerca di mettere alla prova l'unità dell'Eu resterà deluso”

E proprio i presidenti delle istituzioni europee hanno visitato oggi il confine tra Grecia e Turchia. "Siamo venuti qui per esprimere un sostegno per quello che avete fatto con i vostri servizi di sicurezza, con i vostri team ed il vostro governo negli ultimi giorni - ha detto Michel - Le frontiere greche sono le frontiere europee, questo è fondamentale e da ricordare”. "Chi cerca di mettere alla prova l'unità dell'Europa resterà deluso - gli ha fatto eco von der Leyen - Manterremo la linea e la nostra unità prevarrà. La Turchia non è un nemico e le persone non sono mezzi per raggiungere un obiettivo. Grazie alla Grecia per essere il nostro scudo". Più duro il commento di Mitsotakis: “Non è più un problema di profughi, è un chiaro tentativo da parte della Turchia di usare disperati per promuovere la sua agenda geopolitica e per distogliere l'attenzione dall'orribile situazione in Siria".

L'attacco di Erdogan all'Ue

Intanto oggi, in mattinata, il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha accusato di nuovo l’Europa di non aver rispettato gli accordi e ha annunciato di aver rifiutato un miliardo di euro di aiuti che gli sarebbero stati offerti dall'Ue per bloccare i flussi migratori. "L'Ue non ha rispettato la sua parte dell'accordo" per contenere i migranti in territorio turco "e continua ad applicare il doppio standard", ha detto Erdogan, secondo cui "l'onere per i migranti" non è stato condiviso. "Abbiamo già speso oltre 40 miliardi di euro per i migranti - ha continuato - avete promesso di stanziare sei miliardi di euro nell'arco di un anno per distribuirli alle Ong. Li avete stanziati questi fondi? No! Chi vorreste prendere in giro?".

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