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Francia, 16enne attacca l'Islam sui social e viene minacciata: ministro dispone protezione

I titoli di Sky Tg24 delle ore 18 del 5 febbraio

3' di lettura

La ragazzina ha ricevuto minacce di morte dopo la pubblicazione su Instagram di un video in cui bacchettava le religioni rivendicando il diritto alla blasfemia. Il post ha scatenato commenti al veleno cui lei ha replicato con bordate non meno velenose

Una ragazza francese di 16 anni e la sua famiglia sono sotto la protezione della polizia nazionale transalpina dopo che la giovane è stata minacciata di morte in seguito a un video sui social in cui attaccava l’Islam. Ad annunciare la disposizione di misure di sicurezza è stato il ministro dell’Interno Cristophe Castaner. Il caso, che in Francia è stato ribattezzato “Affaire Mila”, dal nome della giovane, fa discutere un Paese laico, uno dei primi in Europa dove la blasfemia è stata abolita in nome della libertà di espressione, ma dove allo stesso tempo l’Islam è la seconda religione con il 9% di fedeli musulmani.

Il post di Mila sui social

La 16enne, in un filmato pubblicato a gennaio scorso, ha criticato duramente l’Islam dopo aver avuto una discussione con un utente partita da considerazioni sulla sessualità e sfociate poi sull’orientamento religioso. Cosa è successo è spiegato dalla stessa Mila a Libération: “Stavo chiacchierando (sui social, ndr) con una ragazza che mi raccontava i suoi gusti in fatto di donne". Un giovane si è intromesso e, dopo aver fatto delle avances, "ci ha insultate chiamandoci sporche lesbiche". La discussione è degenerata, ha raccontato la ragazza, fino a discutere di religione. Da qui la decisione di Mila di postare un secondo video per rivendicare il diritto alla blasfemia e affermare "la vostra religione è m...".

La protezione della polizia

Il video è diventato virale e ha scatenato commenti al veleno sfociati addirittura in minacce di morte. Mila ha così smesso di frequentare la scuola ed è attualmente oggetto, insieme ai suoi familiari", di una "vigilanza particolare, una protezione, da parte della Police Nationale", ha riferito il ministro dell'Interno, Christophe Castaner, durante il question time in Parlamento.

Il dibattito su blasfemia e laicità in Francia

Al di là della delicata situazione vissuta dalla giovane e dalla sua famiglia, il caso è diventato in Francia un’occasione sul delicato equilibrio fra laicità e blasfemia. "La Francia - dichiara Denis Lacorde, nel libro 'Les politiques du Blasphème - è la prima nazione d'Europa ad aver abolito il delitto di blasfemia". Un riferimento, quello dello studioso attualmente alla guida del Centro di Ricerche Internazionali di Parigi sulla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino sancita dopo la Rivoluzione del 1789. "Abbiamo il diritto di insultare le religioni - chiarisce Lacorde - ma nessuno può insultare una persona o un gruppo di persone a causa della loro appartenenza religiosa”.

Le reazioni politiche

Il presidente dei Républicains, Christian Jacob, ha lanciato un appello al presidente Emmanuel Macron affinché "ripristini l'autorità dello Stato" e "rifondi lo spirito" di laicità, a suo avviso "costantemente calpestata nel nostro Paese". A difendere Mila, in nome della "libertà d'espressione", anche il numero due della France Insoumise, Adrien Quatennens. “Nel nostro Paese delle libertà, non è Mila a doversi scusare: spetta a coloro che la minacciano di morte, la molestano, la insultano, devono essere consegnati alla giustizia”, ha scritto Marine Le Pen su Twitter, postando il video della giovane intervistata a Le Quotidien programma della tv francese Tmc.

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