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Coronavirus, video e foto falsi condivisi sui social. Alcuni esempi

VIDEO. Coronavirus, pronto l'ospedale costruito in 10 giorni

5' di lettura

Alcune immagini sembrano convincenti anche se false, modificate con software o pubblicate fuori contesto

La disinformazione sull’epidemia del Coronavirus di Wuhan continua a diffondersi online. E i veicoli principali sono le foto e i video falsi condivisi sui social network.

Dopo aver affrontato le tesi false più pericolose che circolano riguardo il virus, vediamo quali sono le immagini e i video fuorvianti che sono circolati, e in alcuni casi ancora circolano online, e che sono stati controllati e smentiti dai fact-checker internazionali che stanno collaborando per fare chiarezza sul racconto dell’epidemia.

Cadono come mosche 

Molti i contenuti che mostrano persone svenute, mentre svengono o sdraiate a terra immobili. I testi che accompagnano queste immagini attribuiscono lo svenimento o la morte al Coronavirus. Quasi mai è così. Una foto diffusa da un account thailandese su Twitter mostra un uomo svenuto in aeroporto, ma i debunker locali hanno accertato che in realtà l’uomo era svenuto perché ubriaco.

 

Peggio del virus

Sorte peggiore, ma non dovuta al Coronavirus, quella toccata a una ragazza in un supermercato in Malesia. Su un account Facebook è stato pubblicato un video in cui la si vede crollare improvvisamente a terra mentre fa la spesa. Non per la malattia, come sostenuto nell’account, ma a causa di un infarto improvviso, è stato ricostruito dai fact-checker indonesiani di BoomLive. La ragazza è deceduta a causa dell'infarto; il video è stato girato in Malesia e non a Singapore, come sostenuto dal post in cui è allegato.

Strage di medici

Un video ripreso da un paziente in un presunto pronto soccorso di Wuhan e diffuso via Twitter mostra un medico steso a terra. Anche in questo caso la causa non è il contagio ma un pugno ricevuto da un parente di un suo paziente morto per infarto. Il fatto inoltre è avvenuto non a Wuhan, ma a Luzhou.

Fake news artistica

E' circolata molto anche la foto di una performance artistica spacciata per un'immagine delle strade di Wuhan. Si vedono, inquadrate dall’alto, molte persone sdraiate a terra in una città non meglio identificata. Il testo dice: “Adesso in Cina”. Si tratta però di una performance realizzata nel 2014 in Germania, a Francoforte, per commemorare le vittime delle deportazioni naziste.

Rimedi improbabili

Estremamente pericolosi alcuni video diffusi, soprattutto via Twitter, in cui si suggeriscono rimedi inutili e in alcuni casi dannosi per curare o prevenire il Coronavirus. Alcuni consigliano di ingerire una soluzione acquosa con clorito di sodio o dei derivati della candeggina. I video sono stati rimossi da YouTube e Facebook, i tweet e i commenti sono invece ancora leggibili. Meno dannosa ma ugualmente inefficace la terapia a base di aglio in grandi quantità, che non serve ma non è velenosa. Anche questi video sono stati rimossi da Facebook

Sintomi inventati

Poco adatti ai più sensibili le immagini che mostrano una larva uscire dal labbro di un paziente mentre viene assistito da un medico. Nel post su Facebook che lo accompagna si dice che sono le conseguenze del Coronavirus. Il che non è vero. Il post non è stato rimosso ma prima di poterlo visualizzare compare l’avviso messo da Facebook in collaborazione coi fact-checker internazionali che denuncia il video come fuorviante. Le larve non sono uno dei sintomi del Coronavirus.

Il mercato incriminato

Molti i video pubblicati su Facebook che mostrerebbero il mercato del pesce di Wuhan da dove si presume - ancora senza certezze - che il Coronavirus abbia fatto il passaggio da animale a essere umano. Il video mostra un mercato con animali vivi e morti di ogni specie immaginabile, tenuti in condizioni igieniche precarie. Tuttavia non è stato girato al mercato di Wuhan, ma in un mercato indonesiano, come verificato dai fact-checker itaiani di Pagella Politica

Ospedali immediati

Girano anche immagini false sugli ospedali costruiti in tempi record per ospitare i contagiati in Cina. In una, diventata virale, si sostiene che l’ospedale sarebbe stato assemblato in sole 16 ore in un campo militare, per poi essere trasferito a Wuhan. 

Il paziente mannaro

Chiudiamo la rassegna con un tweet diffuso da uno pseudo-account del Globo (l’account è identico ma senza spunta blu riservata invece al vero account della testata brasiliana). Nella foto che lo accompagna si vedono persone in fila con la mascherina che si sottopongono ai controlli. Il tweet però spiega che un paziente, affetto da Coronavirus, si è ribellato ai controlli ed ha azzannato alla giugulare il medico (una notizia falsa). Da segnalare infine il tweet con le finte raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in cui in coda a tre consigli utili (lavarsi la mani, non starnutire in faccia agli altri ed evitare le persone con sintomi influenzali) si aggiunge il suggerimento goliardico di evitare la zoofilia erotica. 

 

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