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Coronavirus, viaggio nella città deserta di Wuhan. VIDEO

4' di lettura

Nelle immagini dall'alto e nelle testimonianze sui social, il racconto della vita in quarantena nella metropoli di Wuhan, isolata dalle autorità cinesi in seguito alla diffusione del coronavirus 

Da un lato l’atmosfera sospesa delle strade deserte, dall’altra il lavorìo frenetico per costruire dal nulla due ospedali (VIDEO) e gli abitanti che si fanno forza tra un palazzo e l'altro (VIDEO) basta spostare un poco l’obiettivo, e la prospettiva cambia. È Wuhan vista dall’alto. Unico denominatore comune: l’apparente assenza di esseri umani. Perché anche l’area dove dovranno sorgere le strutture mediche messe in piedi d’urgenza per fronteggiare il coronavirus sembra piuttosto abitata da grandi insetti metallici, le macchine scavatrici che senza sosta stanno ingaggiando la loro corsa contro il tempo, consapevoli che l’avversario è partito con un grande vantaggio.

Vita quotidiana in quarantena

Sono le cartoline più diffuse della città in quarantena, istantanee dal forte impatto emotivo, ma che non restituiscono appieno la realtà di quel che sta accadendo a Wuhan. Per capirlo meglio bisogna planare dal punto di vista dei droni a quello delle persone intrappolate all’interno del gigantesco cordone sanitario tracciato intorno a una metropoli da undici milioni di persone, la nona più popolosa di tutta la Cina. Da quando una settimana fa sono scattate le misure di isolamento, i residenti si sono trasformati quasi in reporter di guerra, e tramite i social raccontano come si vive nella città sotto l’assedio di un nemico invisibile.

Le testimonianze sui social

Un racconto ad altezza d’uomo, rigorosamente a piedi, o al massimo in sella a una bicicletta, perché dal 26 gennaio sono stati proibiti anche gli spostamenti sui mezzi privati. Un racconto che serve a tre scopi: tranquillizzare i parenti lontani (la maggior parte delle testimonianze proviene da cittadini stranieri, a Wuhan per studio o per lavoro), documentare un evento di portata internazionale e anche sfatare o ridimensionare alcune notizie che, nel viaggio da Wuhan ai loro Paesi di provenienza, hanno assunto contorni decisamente allarmistici. Un esempio su tutti: la carenza di cibo. Non a caso, molti dei video postati descrivono la spesa al supermercato. Come in altre situazioni di emergenza simili, è indubbia la tendenza a fare scorte più sostanziose di beni di sussistenza, ma si tratta dell’esigenza di limitare il numero di sortite nei luoghi pubblici, più che della paura di rimanere a corto di viveri.

Il cibo non manca, la noia abbonda

Nei racconti dei residenti, più che la fame il vero avversario è la noia, come ha ribadito a Sky Tg24 un nostro connazionale, professore di italiano a Chonqing, altra megalopoli cinese messa in quarantena. Anche per questo, per vincere la solitudine o per condividere la solidarietà per una condizione comune, può accadere di intonare cori di incitamento da un palazzo all’altro, come testimoniato da un video molto condiviso nelle ultime ore.

Arrivano i rinforzi

Insomma, si può girovagare più o meno liberi per le strade deserte di Wuhan, ma alcune zone restano completamente off-limits, e non si tratta solo di aeroporti e stazioni ferroviarie. Il divieto più stretto riguarda il mercato di animali vivi del distretto di Hankou, considerato l’epicentro del virus. Comunque, per molti degli stranieri bloccati a Wuhan stanno scattando i piani di rimpatrio e, passato un secondo periodo di quarantena per gli ultimi controlli, questa spettrale parentesi potrà dirsi presto chiusa. Nelle stesse ore il percorso inverso lo stanno invece facendo i medici e infermieri in arrivo a Wuhan per operare negli ospedali in costruzione, pronti a ospitare oltre 2.500 pazienti.

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