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Virus Cina, 106 morti. Oms: Rischio globale elevato. Cinque casi negli Usa

Virus Cina, no ai viaggi fai date

5' di lettura

Pechino continua a tentare di arginare l'epidemia e sconsiglia i viaggi all'estero, come ha già fatto il governo canadese. Anche Francia e Germania preparano l'evacuazione dei loro cittadini

Almeno 106 morti e un totale di oltre 4mila casi di contagio confermati a livello mondiale, con cinque casi positivi riscontrati anche negli Stati Uniti e uno conclamato in Germania (USA E GIAPPONE INIZIANO RIMPATRI - AZIENDE FERMANO LE LORO ATTIVITÀ IN CINA). È questo l’ultimo bilancio sul coronavirus con Pechino che continua a disporre nuove misure per cercare di arginare l’epidemia. L'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che il rischio globale derivante dal coronavirus è "elevato", ammettendo un errore nei suoi precedenti rapporti in cui riferiva che il rischio fosse "moderato". A Pechino, riferisce la Commissione sanitaria municipale, oggi si è registrata la prima vittima - rientrata da Wuhan il 15 gennaio - e otto nuovi casi di contagio, per un totale di 80. La capitale ha deciso di prorogare le festività per il Capodanno cinese di tre giorni, fino al 2 febbraio, per “ridurre gli assembramenti”, secondo quanto riportano i media statali (DAL PRIMO CASO AI CONTAGI: LE TAPPE - VIRUS CINA: INCUBAZIONE, SINTOMI E COME SI TRASMETTE - I MEDICI EROI). Intanto, l’epidemia preoccupa anche i mercati: la Borsa di Tokyo apre in netto calo, con l'indice Nikkei che ha perso 486,13 punti (-2,04%), e le Borse del Vecchio continente chiudono in rosso: Francoforte (-2,74%), Parigi (-2,68%), Londra (-2,29%) e Madrid (-2,05%). Mentre diversi Paesi stanno lavorando a un piano di evacuazione dei propri cittadini presenti nelle zone focolaio del virus in Cina e il governo canadese chiede ai propri cittadini di evitare i viaggi in Cina.

Piani di evacuazione degli italiani

Anche l'Italia, come altri Paesi, sta predisponendo la possibile evacuazione dei connazionali che si trovano nell'area di Wuhan, epicentro dell'epidemia: un'ipotesi allo studio è il trasferimento via terra, a condizione di restare in osservazione per i successivi 14 giorni (il tempo di incubazione del virus) in un ospedale cinese di una regione più sicura. Ma la prospettiva di una quarantena non convince i connazionali.
Sono una cinquantina gli italiani attualmente presenti nella città focolaio della malattia e in tutta la regione di Hubei. L'ambasciata a Pechino, in raccordo con l'Unità di Crisi della Farnesina, è in contatto con tutti per conoscere le loro intenzioni. Per chi deciderà di andarsene, il piano prevede un trasporto in autobus a Changsha, capitale della provincia dello Huhan, a 350 km circa di distanza da Wuhan. Una volta arrivati a destinazione, sarebbero trasferiti in un ospedale per un periodo di osservazione. Il capo dell'Unità di Crisi Stefano Verrecchia ha chiarito che la quarantena, che sarebbe sia in uscita ma anche in entrata da Wuhan, è un'ipotesi allo studio dell'Italia con gli altri partner. Ed in ogni caso l'evacuazione dei connazionali sarebbe possibile soltanto dopo l'autorizzazione delle autorità cinesi. Per coloro che invece scelgono di restare, Verrecchia ha spiegato che l'ambasciata a Pechino "sta provvedendo a tutte le misure del caso" per fornire loro assistenza.

Anche Francia e Germania lavorano per evacuazione

Anche la Germania sta valutando la possibilità di evacuare i cittadini tedeschi che si trovano a Wuhan. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Adebahr, ha spiegato che si sta riunendo a Berlino un'unità di crisi. Sono 19 i cittadini tedeschi che "vivono, lavorano o studiano" a Wuhan. In Germania, ha poi aggiunto la portavoce del ministero della Sanità, ci sono tutti gli strumenti per "riconoscere eventuali casi di infezione, isolarli e trattarli". Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian ha invece detto che "il rimpatrio dei francesi che desiderano lasciare la regione di Wuhan avverrà in settimana con mezzi aerei. Stiamo identificando i francesi che hanno intenzione di essere rimpatriati - ha detto Le Drian - in settimana si farà il rimpatrio. Ovviamente, queste persone, all'arrivo in Francia, saranno poste in quarantena”. Il governo giapponese, invece, dovrebbe inviare un aereo charter nella città cinese di Wuhan nella giornata di martedì, per consentire ai cittadini nipponici di rientrare in patria.

Usa, 110 pazienti in osservazione, 5 positivi

Negli Stati Uniti le autorità hanno reso noto che sono 110 i pazienti in osservazione, di cui 32 già risultati negativi e 5 positivi. I casi sono stati registrati negli stati di Washington, illinois, Arizona e California. In quest'ultimo stato si tratta di due pazienti di ritorno proprio da Wuhan. La fonte di questi dati è la responsabile per le malattie respiratorie presso i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, dottoressa Nancy Messonier.

Diffusione del coronavirus

Nel mentre in Vietnam è stato registrato il primo caso di trasmissione da uomo a uomo finora avvenuto al di fuori della Cina (SCIENZIATI: ISOLATO IL PRIMO CEPPO, SI LAVORA AL VACCINO). Sempre fuori dal Paese, continuano ad arrivare segnalazioni di casi sospetti, mentre negli Stati Uniti è stato confermato il quinto caso certo di contagio. Le autorità della Costa d'Avorio stanno effettuando controlli per un sospetto contagio che, se confermato, sarebbe il primo nel continente africano. Si tratta di uno studente ivoriano di rientro da Pechino. In Austria, invece, gli esami hanno scongiurato il caso di contagio per l'assistente di volo, ricoverata sabato sera in ospedale a Vienna, e quello di una cittadina cinese, che vive a Vienna e che recentemente è stata in ferie nella zona colpita dal virus. Nel Paese però si registrano tre nuovi casi sospetti di coronavirus. Si tratta di un uomo e di una donna, che sono appena rientrati da viaggi in Cina e si sono presentati spontaneamente in due diversi ospedali non appena hanno avvertito sintomi influenzali, e di un altro caso sospetto a Klagenfurt, in Carinzia (I CONTAGI NEL MONDO - IN ASIA CAPODANNO CON LE MASCHERINE - BURIONI: TRASMISSIONE ANCHE SENZA SINTOMI).

Data ultima modifica 27 gennaio 2020 ore 18:24

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