Caos Libia, controffensiva di Sarraj su Sirte

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Dopo l’attacco di Haftar sull'ex roccaforte Isis, le forze del governo di accordo nazionale di Sarraj hanno reagito per riprendere le posizioni perse. Secondo la Russia hanno ripreso la città, ma l'informazione non è confermata . A Bruxelles vertice straordinario

Ancora scontri a Sirte, l’ex roccaforte dell'Isis in Libia, dove proseguono i combattimenti tra le forze governative di Fayez al-Sarraj, a capo dell’esecutivo di accordo nazionale riconosciuto dall’Onu, e le milizie del generale Khalifa Haftar, che nei giorni scorsi avevano annunciato di aver preso la città, a metà strada tra Tripoli e Bengasi. Secondo la Russia, l’esercito di Sarraj sarebbe riuscito ora a riconquistare Sirte. Ieri intanto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha inviato i primi soldati in Libia a sostegno del governo di al-Sarraj. (LO SCONTRO TRA DI MAIO E SALVINI). Intanto a Bruxelles si volge un vertice straordinario: l'Alto rappresentante dell'Ue Josep Borrell incontra i ministri degli Esteri dei Paesi parte del processo di Berlino.

Secondo la Russia il governo di Tripoli ha ripreso Sirte

Secondo quanto comunicato all’agenzia Interfax da Lev Dengov, a capo del gruppo di contatto russo in Libia, Sirte sarebbe tornata sotto il controllo delle forze governative di Tripoli. “Le forze di Tripoli - ha detto Dengov - hanno arrestato dozzine di prigionieri di guerra, sequestrato 20 mezzi e ucciso 50 persone tra i soldati dell'esercito di Haftar”. Tuttavia le ostilità nell’area sono ancora in corso e, secondo quanto ammesso dallo stesso Dengov, è possibile che la situazione “possa cambiare”.

Tripoli: “Ritiro strategico per proteggere i civili”

Nell'area attorno a Sirte domina il caos e le informazioni circa la situazione nella città sono in realtà contraddittorie. Dopo l’attacco del generale Haftar su Sirte, il portavoce delle Forze di protezione della città, che fanno capo al governo di accordo nazionale guidato da Sarraj avevano infatti diffuso l'informazione di un “ritiro strategico per salvaguardare la vita dei 120mila civili presenti” nella città del Nord del Paese. “Siamo stati attaccati da forze di diverse nazionalità - ha spiegato il portavoce parlando dell’attacco subìto dalle milizie di Haftar - e avremmo potuto resistere in una battaglia strada per strada per almeno due settimane, senza alcun aiuto esterno, ma ci sarebbero state tante perdite tra civili e tanti sfollati”.

Serraj rifiuta la telefonata con Haftar 

Intanto fonti dell'esecutivo di Tripoli fanno sapere anche che il presidente del Governo di accordo nazionale libico Serraj ha rifiutato "categoricamente di incontrare Khalifa Haftar". 

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