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Mes, il presidente dell'Eurogruppo Centeno: "Non vediamo ragione per cambiare testo”

i titoli di sky tg24 delle 18 del 4 dicembre

2' di lettura

Mentre nella maggioranza in Italia non si placa il dibattito sulla riforma del meccanismo Salva-Stati, fonti Ue parlano di un rinvio all'Eurogruppo di gennaio 

"Non vediamo ragione per cambiare testo del Mes" (COS'È). Lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno, mentre nella maggioranza non si placa il dibattito sulla riforma del meccanismo Salva-Stati. I ministri dell'Eurogruppo sarebbero d'accordo a rinviare a gennaio la discussione su alcune parti del Mes, in particolare quella sulle controverse clausole di azione collettiva, stando alle ultime fonti Ue. Il summit dell'Unione europea della prossima settimana non dovrebbe quindi prendere una decisione, ma rinvierebbe la palla all'Eurogruppo di gennaio, mentre proseguirebbero i negoziati tecnici. Non ci sarebbe, però, consenso a riaprire il testo. “È l'ennesima bugia di Conte - attacca il leader della Lega, Matteo Salvini - Da Bruxelles continuano a dire pacchetto chiuso. E Conte dice invece che è aperto. Non mi stupirebbe l'ennesima bugia, bisogna fermare la firma contro qualcosa che è contro l'interesse nazionale”.

Conte: "Non ho ancora firmato nulla"

Il premier Conte, in un’intervista al Corriere prima, e a margine de vertice Nato poi, aveva aperto all'ipotesi di un rinvio avvertendo: "Io ancora non ho firmato nulla". Al Corriere della sera aveva spiegato che "ci stiamo muovendo in una logica di pacchetto", che significa che "il progetto comprende unione bancaria e monetaria: è giusto che l'Italia si esprima solo quando avrà una valutazione complessiva su dove si sta andando, io ancora non ho firmato nulla, tantomeno una cambiale in bianco. Già domani si entrerà nel vivo sul dossier dell'unione bancaria, io non ho nessuna intenzione di firmare in bianco". Nessuna figuraccia per l'Italia: "Nemmeno per sogno, ci sono 19 Paesi che stanno scrivendo una riforma, c'è una sintesi nazionale da fare e poi una europea" e "non è un ricatto", e "state sicuri che non ci faremo fregare". “Non vedo né il primo né il secondo rischio. Quando il Mes sarà firmato decideranno i responsabili politici dei singoli Paesi, ci sono tempi e modi che decideremo in seguito”, aveva poi ribadito dal vertice Nato rispondendo a chi gli chiedeva se vedeva il rischio di dover mettere un veto in Ue o rischiare una spaccatura nella maggioranza sul Mes.

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