Omicidio Daphne Caruana Galizia, Muscat bloccato dentro il Parlamento dai manifestanti

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Il premier ha riferito sulle indagini del caso della giornalista uccisa nel 2017. Migliaia di persone protestano chiedendo le sue dimissioni immediate, mentre i sostenitori del capo del governo si sono ritrovati vicino alla sede del partito laburista

È sempre più alta a Malta la tensione legata al caso dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia. (LA STORIA) Migliaia di manifestanti, che chiedono le dimissioni immediate di Joseph Muscat, stanno impedendo al premier e ai deputati del partito laburista di lasciare il Parlamento, dove il numero uno del governo ha riferito sulle indagini. Contemporaneamente, migliaia di sostenitori del premier hanno riempito la via della località di Hamrun (quartiere tra i più popolari e multietnici di Malta) in cui ha sede il partito laburista.

Le opposizioni disertano i lavori parlamentari

Ma la situazione è tesa anche all’interno del Parlamento, dove Adrian Delia, il capo del Partito Nazionalista di opposizione, ha annunciato che i suoi deputati non parteciperanno ai lavori "finché Joseph Muscat continuerà a restare al suo posto di primo ministro". Subito dopo, dalla tribuna degli spettatori, è stato gridato più volte “mafia” e sono state lanciate mazzette di false banconote che sono piovute sui parlamentari laburisti.

I sostenitori di Muscat

Nelle immagini pubblicate da One Tv, si vede la folla di sostenitori di Muscat, riunitasi vicino alla sede del partito, che urla '”Joseph, Joseph”. Tra chi appoggia il premier, in molti sottolineano il successo delle ricette economiche del suo governo (che dal 2013 ha macinato una crescita media mai inferiore al 5% annuo, con picchi bel oltre il 6%).

Le dimissioni del premier

Il premier maltese, ieri ha annunciato che si dimetterà all'inizio del 2020, restando ora in carica solo per gli affari correnti. Oggi la famiglia della giornalista uccisa ha presentato un esposto per violazione della Costituzione contro il primo ministro, chiedendo che desista da ulteriori intromissioni nelle indagini e che sottoponga all’esame della Corte il suo coinvolgimento.

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