Terremoto in Albania, nuova scossa di magnitudo 5.6 vicino a Tirana

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Il sisma a una quarantina di km dalla capitale, con epicentro nell’Adriatico. I soccorsi per la scossa di martedì, che ha causato vittime e feriti, sono stati momentaneamente sospesi. Immagini satellitari mostrano che il suolo vicino a Durazzo è stato sollevato di 10 cm

Poco prima delle 16 una nuova forte scossa di terremoto è stata avvertita in Albania. La magnitudo è di 5.6 e l’epicentro nell’Adriatico. Il sisma è stato registrato a una quarantina di chilometri dalla capitale Tirana. Per ora non si segnalano nuovi danni. Ieri, martedì 26 novembre, una scossa di magnitudo 6.2 ha colpito la costa settentrionale del Paese, vicino a Durazzo (FOTO), provocando almeno 31 morti, tra cui due bambini, e oltre 650 feriti (GLI AGGIORNAMENTI). Dopo la nuova scossa, il ministero della Difesa albanese ha annunciato che le operazioni di soccorso e ricerca dei dispersi sono momentaneamente sospese.

Scossa avvertita anche in Montenegro e Kosovo

La nuova forte scossa è stata chiaramente avvertita anche in Montenegro e Kosovo. I media locali parlano di una prima scossa forte, seguita da altre di minore intensità (intorno a magnitudo 3). Per questa nuova scossa, in Albania non si segnalano nuove vittime o danni.

Tra le vittime anche la fidanzata del figlio del premier

Intanto, emergono nuovi dettagli sul sisma di martedì 26. Tra le vittime ci sono anche la fidanzata del figlio del premier albanese Edi Rama, Kristi Reci di 24 anni, e la sua intera famiglia. Lo ha reso noto il figlio del premier, Gregor Rama, di 29 anni, in un post sui social. "Tra le numerose vittime di questa disgrazia c'è anche una persona vicina a me, insieme a suo fratello, alla madre e al padre", ha scritto.

Suolo vicino a Durazzo sollevato di 10 centimetri

Il terremoto di martedì ha sollevato il suolo vicino alla città di Durazzo di circa 10 centimetri. A mostrarlo sono le immagini radar riprese dai satelliti Sentinel-1 del programma europeo Copernicus di Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea, analizzate dai sismologi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). I Radar ad apertura sintetica (Sar) hanno permesso di misurare la deformazione del suolo. Misurazione che è avvenuta grazie alla piattaforma online Geohazard-tep, sviluppata dall'Esa, utilizzando una coppia di immagini radar acquisite dai satelliti Sentinel-1 dalla stessa posizione, prima e dopo il terremoto. Il confronto fra le due immagini ha permesso di ottenere un interferogramma, ossia la mappa dello spostamento del suolo.

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