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Iraq, l'Isis rivendica l'attentato contro militari italiani. Oggi Consiglio supremo Difesa

4' di lettura

Lo Stato Islamico, riferisce Site, ha rivendicato l'attacco in cui sono rimasti feriti 5 soldati che facevano parte di un team impegnato in attività di addestramento coi Peshmerga nella zona di Suleymania. I soldati sono saltati su un ordigno esplosivo improvvisato

È stato rivendicato dall'Isis l'attentato di domenica 10 novembre in Iraq in cui sono rimasti feriti cinque militari italiani, 3 dei quali in modo grave. Lo riferisce Site. L'attacco è avvenuto a un centinaio di chilometri da Suleymania, città di quasi un milione di abitanti nel nord del Paese. I soldati sono incursori della Marina e dell’Esercito. Un ordigno esplosivo rudimentale è detonato al passaggio del team misto di Forze speciali italiane, mentre stava svolgendo attività d'addestramento della sicurezza locale impegnata nella lotta all'Isis nel Kurdistan iracheno. Uno dei feriti ha subito l'amputazione parziale delle gambe (QUANTI SONO I MILITARI ITALIANI SUL CAMPO CONTRO ISIS). Oggi intanto si riunisce il Consiglio supremo di Difesa. Il ministro Guerini ha dichiarato che la missione andrà avanti: "Non ci sono dubbi".

La dinamica

L'attentato è avvenuto a pochi giorni dal sedicesimo anniversario della strage di Nassiriya, in cui morirono 19 italiani. Ieri, poco dopo le 11 locali, a un centinaio di chilometri da Suleymania, un team di commandos della Task force 44 - un gruppo di Forze speciali - era impegnato in un'attività a supporto della Special Tactic Unit dei Peshmerga, i combattenti curdi da sempre in prima linea contro l’Isis. I cinque uomini delle forze speciali italiane sono saltati su un Ied, un ordigno esplosivo improvvisato. Il convoglio era composto anche da mezzi blindati, ma l'esplosione avrebbe interessato una pattuglia di militari che stava procedendo a piedi.

Le condizioni dei feriti

I feriti sono stati evacuati con elicotteri americani della coalizione anti-Isis in un ospedale militare da campo a Baghdad e, appena possibile, verranno trasferiti in Italia. La deflagrazione ha investito cinque incursori italiani, due parà del 9/0 reggimento d'assalto Col Moschin dell'Esercito e tre del Goi, il gruppo operativo incursori della Marina. Due hanno riportato solo abrasioni e microfratture e sono subito stati giudicati fuori pericolo, mentre gli altri tre sono rimasti gravemente feriti. In particolare, secondo quanto è stato possibile apprendere, uno avrebbe perso alcune dita di un piede, un altro avrebbe subito la parziale amputazione delle gambe e il terzo un'emorragia interna. Sia l'ambasciatore italiano a Baghdad Bruno Antonio Pasquino, sia il ministro della Difesa Lorenzo Guerini confermano che, pur essendo le loro condizioni serie, nessuno è in pericolo di vita.

Mattarella e Conte esprimono vicinanza ai feriti

Il capo dello Stato Mattarella e il premier Conte sono stati subito informati e hanno manifestato solidarietà e vicinanza ai militari feriti, alle loro famiglie e alle forze armate, al pari degli altri vertici istituzionali e di tutte le forze politiche, unite in un sostegno bipartisan. L'Alto rappresentante dell'Ue Federica Mogherini ha espresso vicinanza alle autorità italiane dicendo: "Abbiamo seguito con grande preoccupazione l'attacco ai militari italiani in Iraq e seguiamo da vicino gli sviluppi".

L’Iraq ancora nel terrore dell’Isis

L’attentato di domenica conferma che nonostante l'indebolimento dell'Isis, l'Iraq resta un Paese ancora lontano dalla pacificazione: i miliziani dello Stato islamico, pur non combattendo più a viso aperto, continuano a condurre attentati e attacchi con tecniche militari. Nella zona di Kirkuk, non lontano da dove è avvenuto l'attentato, solo nella prima metà del mese di ottobre sono stati segnalati oltre 30 attacchi da parte di cellule dell'Isis rivolti contro le forze di sicurezza irachene, quelle che i militari italiani stanno addestrando. Lo fanno nelle basi, con gli istruttori del contingente schierato ad Erbil e lo fanno anche, sul campo, con le forze speciali di base a Suleymania.

Data ultima modifica 11 novembre 2019 ore 16:40

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