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Francia, shock per una scheda anti-radicalizzazione all’università

I titoli delle 8 di Sky TG24 del 17/10

2' di lettura

E’ polemica per una mail, inviata a tutto il personale e agli studenti dell’ateneo di Cergy-Pontoise, in cui si chiede di segnalare eventuali comportamenti a rischio. Tra questi: portare la barba senza baffi, smettere di bere alcolici o l’uso del velo islamico

Una scheda per cercare di individuare segni di radicalizzazione tra studenti e docenti dell’università. E’ sconcerto in Francia per il formulario distribuito all'università di Cergy-Pontoise, nella banlieue di Parigi, per intercettare anche "fiochi segni di radicalizzazione" tra dipendenti e allievi. Tutto è iniziato lo scorso lunedì quando è stata inviata una mail a tutto il personale da parte del responsabile sicurezza dell'ateneo. Un elenco stilato su un file Excel, e nel frattempo ritirato, in cui viene chiesto di segnalare eventuali comportamenti a rischio. L’obiettivo, è appunto, quello di prevenire attentati terroristici all'interno dell'università.

I comportamenti “a rischio”

Esempi di comportamenti considerati a rischio, che nella controversa scheda si chiede di segnalare, sono: un "improvviso interesse per l'attualità nazionale o internazionale", "indossare pantaloni che arrivano a mezzo polpaccio", "portare la barba senza baffi" o "smettere di consumare bevande alcoliche". Menzionato, tra l'altro, anche un "ricorrente assenteismo nelle ore di preghiera" e l'uso del velo islamico.

Shock e indignazione, poi le scuse

L'iniziativa ha suscitato shock e indignazione, anche tra corpo insegnante e studenti. Martedì il rettore, Francois Germinet, ha riconosciuto un messaggio "estremamente inopportuno", che "non corrisponde a ciò che volevamo comunicare". Quindi le "scuse" ufficiali a tutti coloro che si sono sentiti offesi, a cominciare dagli studenti di fede musulmana.
Boccia l'iniziativa anche la ministra dell'Insegnamento Superiore, Frédérique Vidal. "Se la lotta alla radicalizzazione impone ad ognuno di noi di restare vigili, questa lotta non sarà mai vincente se si basa su pregiudizi e cliché", ha scritto in un tweet.

L’attentato alla questura di Parigi

La settimana scorsa, in seguito all'attentato alla questura di Parigi, il presidente Emmanuel Macron aveva invitato l'intero Paese a "fare quadrato" contro "l'idra islamista", contribuendo alla costruzione di una "società della vigilanza" in funzione anti-jihad. Nell'attacco del 3 ottobre hanno perso la vita 4 persone. Dalle indagini dell'antiterrorismo è emerso che Michael Harpon, l'uomo che ha accoltellato i colleghi, era un musulmano radicalizzato che da 20 anni lavorava ai delicati servizi informatici dei "renseignements".

La rettifica e le scuse dell'ateneo

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